di Nadei De Gasperis – Perdonatemi se mi arrogo il diritto di presumere che Valeria Solesin, la ragazza “dalla faccia pulita” avrebbe apprezzato che si fosse ricordato soprattutto quanto si fosse sporcata le mani per la difesa dei diritti umani, con la sua militanza nel volontariato umanitario. Valeria Solesin, morta il 13 novembre nell’attentato di Parigi al locale Bataclan, militava in Emergency per la città di Trento, dove aveva frequentato gli studi di sociologia.
Mi capita di leggere un suo articolo a favore del lavoro femminile e della tutela della maternità.
Cosa fa del viso di una ragazza, un viso pulito? Un incarnato roseo? dei lineamenti gentili, un sorriso di perla?
La morale cattolica, per esempio, vuole che un viso pulito sia quello che non si piega alle espressioni dei piaceri carnali. Per i fascisti, il volto pulito è quello che si purga dei valori della famiglia, del matrimonio, ecc.
Il perbenismo di governo è quello che ricorda Valeria per la sua frequentazione della Sorbonne, dimenticando i meriti in campo umanitario, e istituendo una borsa di studio in sua memoria, annunciata proprio a un simposio che vede la commossa partecipazioni dei principali fautori della campagna “volto pulito”… Erdogan, Putin, ne sanno bene di volti di ragazze, puliti a colpi di idranti, per rimanere leggeri.
Le ragazze dalla faccia pulita sono quelle che fanno sesso anche solo per il gusto di farlo, ma dell’amore non fanno distinzione tra la storia romantica di Paolo e Francesca, di Francesca e Paola o di Paolo e Francesco.
Un volto pulito non lo adombra il continuo sospetto verso il prossimo. Le ragazze dalla faccia pulita, si segnano gli zigomi dei colori dell’arcobaleno, per danzare un rito tribale che scongiuri l’oppressione delle minoranze.
Le ragazze dalla faccia pulita, sono quelle che in virtù del forte desiderio di diventare madri, comprendono la disperazione di una scelta dolorosa, perchè le ragazze dalla faccia pulita, fanno muro attorno alla fragilità di un’altra donna, ed è l’unico muro che concepiscono.
Sono quelle che non permettono che la propria indignazione sia rivangata in odio dalla strumentalizzazione di proclama fascisti, siano essi gridati a destra o a sinistra.
Ma preparano il terreno per un mondo migliore, sporcandosi le mani, a volto e cuore puliti.
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