ValeriaMolon 350 260

ValeriaMolon 350 260di Fausta L’Insognata Dumano – La grande guerra, il concorso organizzato dall’Associazione Colli, ha visto premiare anche la pittrice “Valeria Molon”, come avevamo annunciato nell’ articolo su “Otello Perazzi” avremmo prestato attenzione anche agli artisti, la stampa locale ha prestato maggior attenzione al concorso letterario, quello artistico è passato quasi in sordina. “Valeria Molon” è romana di nascita, ma vive a Frosinone da diversi anni, è una felice prof in pensione, Non viene da una formazione artistica, è un’ autodidatta, insegnante di scienze al Liceo artistico ”Bragaglia” ha respirato l’ aria, ha vissuto quell’humus artistico che si sprigiona nel liceo, probabilmente, questa è una mia ipotesi, una volta in pensione ha spolverato la sua passione per il disegno,
Avrebbe voluto iscriversi al liceo artistico, ma anche lei, figlia di un’epoca che “ostacolava l’arte”, si è dedicata a ”studi concreti”. La natura è la protagonista principale della sua arte, il suo mondo scientifico l’ha trasferito sulla tela. Una figurativa, una realista, una riproduttrice di quello che è, di quello che l’occhio vede, per il concorso ha scelto come tema il monumento ai caduti di Ferentino.
La sua opera è la fedele rappresentazione di ciò che vedi, Non devi farti domande, lei è figlia del figurativo, l’arte che tranquillizza, che i più espongono nei salotti di casa. La Molon è molto conosciuta, perché partecipa spesso alle collettive d’arte, espone nei mercatini, dipinge per strada i paesaggi, ha ottenuto diversi riconoscimenti e premi. Olio e acquarello sono le sue tecniche preferite.

 

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Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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