
Consigli pratici raccolti da Ivano Alteri – La “montagna” della Regione Lazio ha partorito un altro “topolino”: Il “Contratto di Ricollocazione”. Per capirne di più, nel dettaglio, ne abbiamo parlato con Severo Lutrario e dal colloquio abbiamo anche ricavato indicazioni pratiche di lavoro.
Lutrario, cos’è questo contratto di ricollocazione?
È un provvedimento della Regione finanziato con fondi europei, nazionali e regionali, in cui è prevista un’indennità di frequenza per i disoccupati. Il programma è presentato come un percorso di accompagnamento al lavoro dipendente o autonomo.
Quanti e quali sono i soggetti interessati?
I Contratti finanziabili sono 2.000 su tutto il territorio regionale…
…Un’altra miseria.
…Sì, e l’indennità, che sarà pagata al termine del percorso in un unica soluzione, è pari a 8,15 euro per ogni ora di effettiva attività.
Chi può parteciparvi? C’è qualche escluso?
Possono partecipare i disoccupati senza sussidio che alla data dell’1 settembre 2015: a) non lavorino da almeno 12 mesi; b) abbiano compiuto 30 anni; c) siano residenti in un comune del Lazio; d) che abbiano sottoscritto la “Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID)” allo svolgimento di attività lavorativa e questa sia i corso di validità. Chi non l’avesse deve andare immediatamente al Centro per l’Impiego a sottoscriverla. I cittadini non comunitari, inoltre, devono essere in possesso di Permesso di Soggiorno che consenta l’attività lavorativa. Non può partecipare chi, pur in possesso dei requisiti, maturi entro il 31 agosto 2016 i requisiti per la pensione di vecchiaia o anzianità, ovvero per l’assegno sociale.
Cosa mandiamo a dire, allora, ai disoccupati della Ciociaria e di Terra di Lavoro?
Per cominciare il giorno 30 settembre, alle ore 16, presso la tenda dei lavoratori ex-Multiservizi, davanti al Comune di Frosinone, apriremo uno sportello informativo come comitato provinciale della Vertenza Frusinate, per aiutarli a compilare la domanda e seguire l’intero iter. E che, comunque, questa è un’occasione per rivendicare che il denaro pubblico non sia sperperato a favore dei soliti noti, a favore di chi da sempre fa profitto sul diritto al lavoro delle persone; e pretendere che le istituzioni si adoperino per i diritti delle persone e del territorio.
Più informazioni sul “Contratto di ricollocazione”
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