
Riproponiamo questo articolo di Valerio Ascenzi perchè ora contiene degli aggiornamenti sulla composizione della maggioranza che sostiene la nuova Giunta.
di Valerio Ascenzi – Sul rimpasto di Giunta, ad Anagni, avevamo azzeccato ben tre pronostici. Avevamo fatto i nomi di Simona Pampanelli, Simone Pace e Roberto Cicconi. Ma ci sono due sorprese: la riconferma di Aurelio Tagliaboschi (Pd) come assessore con deleghe al bilancio, tributi, patrimonio e Alessandra Cecilia (l’Altra Anagni) con deleghe ai servizi sociali, sport, giovani, famiglia, integrazione, pari opportunità, devianze sociali. Simone Pace (lista civica Progetto Anagni) non sarà vicensindaco, ma bensì assessore con delega ai lavori pubblici, manutenzioni, verde pubblico. L’incarico di vicesindaco andrà a Simona Pampanelli (Anagni bene di tutti), che prende le deleghe alla cultura, turismo, pubblica istruzione, edilizia scolastica, politiche dei bandi europei. Roberto Cicconi (Anagni Democratica, ma probabilmente Pd) sarà assessore con deleghe agli affari generali, personale, contenzioso, assicurazioni. Simona Pampanelli avrà anche la delega da vice sindaco. Riguardo alla composizione della nuova maggioranza avevamo dapprima appreso alcune informazioni, in base alle quali Giusepe De Luca (Anagni Democratica), eletto insieme a Roberto Cicconi in Consiglio comunale, non sarebbe passato in maggioranza. In un secondo momento invece abbiamo appreso che il consigliere De Luca, passerà in maggioranza con Cesare Giacomi che sostituirà in Consiglio comunale il neo assessore Cicconi.
Balza agli occhi, di chi ha sviluppato un minimo di capacità critica, che nel comunicato stampa inviato a tutti i media non abbiamo trovato riferimenti alla sanità e all’ambiente. La prima riflessione è: con l’uscita di scena di Fabio Roiati, chiamato come tecnico (con deleghe per assistenza sociale, periferie, salute, giovani, sport, integrazione, associazioni, protezione civile) chi si occuperà di andare a discutere – se si verificheranno altre opportunità! – il piano aziendale della Asl di Frosinone? Roiati, con le dimissioni di Simona Pampanelli in Consiglio Comunale, entrerà al posto di quest’ultima poiché primo dei non eletti di Anagni bene di tutti. Forse è pronta una delega per lui in merito alla sanità? E per l’ambiente? Il sindaco manterrà forse per se la delega?
A proposito di consiglieri che si dimettono per divenire assessori. Oltre a Giacomi che sostituirà Cicconi, Simone Pace verrà sostituito da Chiara Salvatori, prima dei non eletti in Progetto Anagni.
La nuova Giunta, dicono, ha un carattere più politico rispetto alla precedente. Come vi avevamo fatto notare, la precedente non aveva, a nostro avviso, tutte le caratteristiche di una giunta tecnica. Tranne che per un paio di incarichi: Raffaella Santucci aveva le deleghe per le Politiche dei fondi strutturali ed investimenti europei; Marco Vari aveva commercio, industria, artigianato, agricoltura, Suap (Sportello unico per le attività produttive). Forse anche l’incarico di Marilena Ciprani alla Pubblica istruzione, poteva esser considerato tecnico, ma non si spiega ancora il motivo per cui gli sia stato dato l’incarico di vicesindaco.
Finita la fase della riorganizzazione, della cura dal “fioritismo”, i tecnici quindi possono mollare e dare il posto ai politici. Sinceramente l’operato della Giunta tecnica è poco visibile ai cittadini di Anagni. Lungi da noi il voler dare giudizi superficiali, ma quel che si percepisce scambiando due chiacchiere con chicchessia, nella città dei Papi, è lo scontento generale da parte anche di chi ha sostenuto la coalizione del sindaco Bassetta. Soprattutto per la chiusura da parte dell’amministrazione al confronto su certi temi. Ma, come è moda affermare in queste situazioni negli ultimi due anni di renzismo, “parlano sempre i soliti gufi criticoni”. (Spesso comunisti/conservatori).
Un’altra riflessione è sul l’unico sopravvissuto della vecchia Giunta. Aurelio Tagliaboschi sembra essere l’uomo per tutte le stagioni: quella tecnica e quella politica. Non se la prendano gli “amici” del Pd di Anagni, ma è bene farsele due domande: Tagliaboschi è un tecnico o un politico? O addirittura entrambi? Se è un tecnico, in questa Giunta non dovrebbe stare in questa Giunta. Se fosse un politico non doveva stare nella prima. Se è entrambi allora è l’uomo per tutte le stagioni, e abbiamo ragione noi (che siamo gufi comunisti, poiché ci facciamo sempre qualche domanda e non ammucchiamo il cervello in un angolo).
Non si tratta solo di un rimpasto di Giunta in base ai nomi: ma anche di una redistribuzione delle deleghe. Basta confrontare gli incarichi affidati agli uomini e alle donne della vecchia Giunta (ancora per poco sul sito) con quelli affidati ora.
Che abbia lavorato bene o male, Giunta tecnica (la chiamiamo così solo per questioni di semplificazione giornalistica) merita comunque un ringraziamento, perché alla fine solo chi non fa nulla è soggetto a non sbagliare mai. Mentre chi lavora può incappare nell’errore. Ma si deve stare attenti a non incappare nel vortice della “politica renziana del fare”. La parola “fare”, purtroppo, quando si accosta al bene e al destino dei cittadini pretende anche il concetto di “saper fare”. In sostanza: meglio far nulla se qualcosa non sappiamo farla, almeno evitiamo di fare danno. E questa è soprattutto una raccomandazione alla nuova Giunta politica, chiamiamola così, anche se la politica in senso stretto non la vediamo (pensiero nostro, non va necessariamente condiviso, ma in democrazia – visto che qualche sprazzo ancora ce n’è – va rispettato).
Da questo rimpasto cosa viene fuori? Un rafforzamento della maggioranza? Un rafforzamento del Pd? Di sicuro ci sarà un allargamento della maggioranza a sostegno del sindaco. Se qualcuno temeva che queste operazioni venissero fatte per cercare di far pendere più a sinistra questa amministrazione, forse sta sbagliando. Questo nuovo assetto non vuole lasciare il concetto culturale di sinistra a chi non si allinea, ma che ormai è rimasto fuori dalla rappresentanza politica (sia nel Pd, sia nei partiti che di sinistra non sono solo di facciata). L’area di Cicconi, che entri subito o più tardi nel Pd, non andrà a rinforzare il Pd, a nostro avviso, ma l’area che a livello provinciale fa capo a Scalia nel Pd. E quindi, diciamocelo, Anagni si appresta a configurarsi come un esperimento ben riuscito di larghe intese “alla Renzi”, in una piccola comunità. (il precedente articolo)
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