Anagni Palazzo della Ragione 350 260

Anagni Palazzo della Ragione 350 260di Valerio Ascenzi – Sul rimpasto di Giunta, ad Anagni, avevamo azzeccato ben tre pronostici. Avevamo fatto i nomi di Simona Pampanelli, Simone Pace e Roberto Cicconi. Ma ci sono due sorprese: la riconferma di Aurelio Tagliaboschi (Pd) come assessore con deleghe al bilancio, tributi, patrimonio e Alessandra Cecilia (l’Altra Anagni) con deleghe ai servizi sociali, sport, giovani, famiglia, integrazione, pari opportunità, devianze sociali. Simone Pace (lista civica Progetto Anagni) non sarà vicensindaco, ma bensì assessore con delega ai lavori pubblici, manutenzioni, verde pubblico. L’incarico di vicesindaco andrà a Simona Pampanelli (Anagni bene di tutti), che prende le deleghe alla cultura, turismo, pubblica istruzione, edilizia scolastica, politiche dei bandi europei. Roberto Cicconi (Anagni Democratica, ma probabilmente Pd) sarà assessore con deleghe agli affari generali, personale, contenzioso, assicurazioni. Simona Pampanelli avrà anche la delega da vice sindaco.
Balza agli occhi, di chi ha sviluppato un minimo di capacità critica, che nel comunicato stampa inviato a tutti i media non abbiamo trovato riferimenti alla sanità e all’ambiente. La prima riflessione è: con l’uscita di scena di Fabio Roiati, chiamato come tecnico (con deleghe per assistenza sociale, periferie, salute, giovani, sport, integrazione, associazioni, protezione civile) chi si occuperà di andare a discutere – se si verificheranno altre opportunità! – il piano aziendale della Asl di Frosinone? Roiati, con le dimissioni di Simona Pampanelli in Consiglio Comuanle, entrerà al posto di quest’ultima poiché primo dei non eletti di Anagni bene di tutti. Forse è pronta una delega per lui in merito alla sanità? E per l’ambiente? Il sindaco manterrà forse per se la delega?
A proposito di consiglieri che si dimettono per divenire assessori. Al posto di Roberto Cicconi (che ancora non abbiamo capito se entra nel Pd o se tergiversa ancora un po’ prima di farlo) entrerà Cesare Giacomi, fedelissimo dell’area di Cicconi dagli anni dei Democratici di Sinistra. Pare che Giacomi aderirà al gruppo di maggioranza, mentre l’altro consigliere di Anagni Democratica, Giuseppe De Luca rimarrà (più coerentemente rispetto alla fiducia riscossa tra i cittadini che lo hanno sostenuto) all’opposizione. Nonostante la sua storia, non sia proprio una storia di centrosinistra. Dal nostro punto di vista è notevolmente apprezzabile. Simone Pace verrà sostituito da Chiara Salvatori, prima dei non eletti in Progetto Anagni.
La nuova Giunta, dicono, ha un carattere più politico rispetto alla precedente. Come vi avevamo fatto notare, la precedente non aveva, a nostro avviso, tutte le caratteristiche di una giunta tecnica. Tranne che per un paio di incarichi: Raffaella Santucci aveva le deleghe per le Politiche dei fondi strutturali ed investimenti europei; Marco Vari aveva commercio, industria, artigianato, agricoltura, Suap (Sportello unico per le attività produttive). Forse anche l’incarico di Marilena Ciprani alla Pubblica istruzione, poteva esser considerato tecnico, ma non si spiega ancora il motivo per cui le fu dato l’incarico di vicesindaco.
Finita la fase della riorganizzazione, della cura dal “fioritismo”, i tecnici quindi possono mollare e dare il posto ai politici. Sinceramente l’operato della Giunta tecnica è poco visibile ai cittadini di Anagni. Lungi da noi il voler dare giudizi superficiali, ma quel che si percepisce scambiando due chiacchiere con chicchessia, nella città dei Papi, è lo scontento generale da parte anche di chi ha sostenuto la coalizione del sindaco Bassetta. Soprattutto per la chiusura da parte dell’amministrazione al confronto su certi temi. Ma, come è moda affermare in queste situazioni negli ultimi due anni di renzismo, “parlano sempre i soliti gufi criticoni”. (Spesso comunisti/conservatori).
Un’altra riflessione è sull’unico sopravvissuto della vecchia Giunta. Aurelio Tagliaboschi sembra essere l’uomo per tutte le stagioni: quella tecnica e quella politica. Non se la prendano gli “amici” del Pd di Anagni, ma è bene farsele due domande: Tagliaboschi è un tecnico o un politico? O addirittura entrambi? Se è un tecnico, in questa Giunta non dovrebbe stare in questa Giunta. Se fosse un politico non doveva stare nella prima. Se è entrambi allora è l’uomo per tutte le stagioni, e abbiamo ragione noi (che siamo gufi comunisti, poiché ci facciamo sempre qualche domanda e non ammucchiamo il cervello in un angolo).
Non si tratta solo di un rimpasto di Giunta in base ai nomi: ma anche di una redistribuzione delle deleghe. Basta confrontare gli incarichi affidati agli uomini e alle donne della vecchia Giunta (ancora per poco sul sito) con quelli affidati ora.
Che abbia lavorato bene o male, Giunta tecnica (la chiamiamo così solo per questioni di semplificazione giornalistica) merita comunque un ringraziamento, perché alla fine solo chi non fa nulla è soggetto a non sbagliare mai. Mentre chi lavora può incappare nell’errore. Ma si deve stare attenti a non incappare nel vortice della “politica renziana del fare”. La parola “fare”, purtroppo, quando si accosta al bene e al destino dei cittadini pretende anche il concetto di “saper fare”. In sostanza: meglio far nulla se qualcosa non sappiamo farla, almeno evitiamo di fare danno. E questa è soprattutto una raccomandazione alla nuova Giunta politica, chiamiamola così, anche se la politica in senso stretto non la vediamo (pensiero nostro, non va necessariamente condiviso, ma in democrazia – visto che qualche sprazzo ancora ce n’è – va rispettato).
Da questo rimpasto cosa viene fuori? Un rafforzamento della maggioranza? Un rafforzamento del Pd? Di sicuro ci sarà un allargamento della maggioranza a sostegno del sindaco. Se qualcuno temeva che queste operazioni venissero fatte per cercare di far pendere più a sinistra questa amministrazione, forse sta sbagliando. Questo nuovo assetto non vuole lasciare il concetto culturale di sinistra a chi non si allinea, ma che ormai è rimasto fuori dalla rappresentanza politica (sia nel Pd, sia nei partiti che di sinistra non sono solo di facciata). L’area di Cicconi, che entri subito o più tardi nel Pd, non andrà a rinforzare il Pd, a nostro avviso, ma l’area che a livello provinciale fa capo a Scalia nel Pd. E quindi, diciamocelo, Anagni si appresta a configurarsi come un esperimento ben riuscito di larghe intese “alla renzi”, in una piccola comunità.

 

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Di Valerio Ascenzi

Sono nato ad Anagni il 25 giugno del 1977. Dal 1998 seguo la cronaca locale e provinciale. Dal 2001 sono iscritto all'ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Ho iniziato a lavorare per Ciociaria Oggi, per poi passare a Il Messaggero (cronaca di Frosinone), il Tempo (sempre di Frosinone) e poi al Quotidiano di Frosinone, giornale che ha avuto vita brevissima, esperienza a tratti positiva, ma conclusasi male a causa del fallimento del giornale. In ambito giornalistico e comunicativo ho lavorato in alcune iniziative editoriali romane e nazionali, accostandomi anche al mondo del foto-giornalismo.Ho alle spalle un percorso di studi lungo, poiché "travagliato". Era il 1997. I primi due anni di università li ho trascorsi nella facoltà di Farmacia presso La Sapienza. Già dopo il primo anno ho avvertito l'esigenza di cambiare. L'ho fatto poi iscrivendomi a Scienze della Comunicazione, sempre alla Sapienza, facoltà in cui avevo trovato la mia dimensione. Ma dovendo lavorare contemporaneamente – supplenze nella scuola pubblica e incarichi presso il Convitto Principe di Piemonte di Anagni - ho rallentato gli studi e li ho interrotti un paio di volte. Studiando e lavorando ho preparato due concorsi di abilitazione all'insegnamento – vinti entrambi. Oggi insegno nella scuola primaria, in provincia di Roma. Dopo aver preso il ruolo nel 2007, ho deciso di concludere il percorso universitario. Ho una laurea magistrale in Teorie e tecniche della comunicazione e dell'informazione, conseguita nel 2013 con una tesi in semiotica narrativa e storytelling: un lavoro meticoloso portato avanti per circa diciotto mesi, iniziato (e lasciato aperto) per garantire a me stesso una sorta di riqualificazione in un diverso settore della scrittura (la narrativa e lo screenwriting: la sceneggiatura). Del resto il giornalismo in questa provincia non dà più da mangiare a nessuno. In questi ultimi anni ho compreso che una formazione superiore non basta. Non basta neanche una laurea. Per questo ho ripreso a studiare di nuovo, iscrivendomi ad un master e non so se mi fermerò dopo.Scrivo per passione e da più di dieci anni faccio politica per passione. Dopo aver preso la tessera dei Democratici di Sinistra, sono divenuto per un paio di anni segretario di Anagni. Un traghettatore: nel 2007 siamo entrai nella fase costituente del PD. Avendo aderito alla mozione critica promossa da Gavino Angius, all'ultimo congresso dei DS, per restare coerente con la nostra linea (quella di lavorare per un PD iscritto al PSE) sono uscito con tutto il gruppo, dopo la totale indifferenza per le nostre proposte da parte dell'allora maggioranza guidata da Fassino. Il percorso politico da allora è stato sempre più difficile. Un'area politica, socialista democratica, realmente di sinistra, in Italia non è ancora nata. Nel 2008 ho seguito Angius nella costituente del PSI. Sono stato candidato alle elezioni politiche lo stesso anno. Il PSI non raggiunse neanche l'1%. L'esperienza con i socialisti non è stata positiva, non ne conservo un buon ricordo, soprattutto per il fatto che la struttura di quel partito non aveva nulla a che fare con la nostra cultura politica, fatta di partecipazione, discussione, analisi dei problemi e condivisione delle idee. Siamo rientrati a metà del 2009, insieme a Gavino Angius nel PD. Essendo noi una voce critica, ma piccola piccola, ci siamo resi conto del fatto che nel frattempo quel partito, i DS, non c'era più ed era stato sostituito da qualcosa che ancora oggi non sembra essere un partito. Gavino Angius rientrò con la volontà di lavorare per l'adesione al PSE. Ma ben presto si è capito che il PD andava in una direzione diversa. Nonostante tutto oggi il PD è un partito del socialismo europeo. Ma solo sull'etichetta. Di fatto, le sue politiche non sono di impronta socialista.Molti problemi annunciati dall'allora mozione Angius, sono ancora nodi da sciogliere nel PD nazionale e, a caduta, in quello regionale e provinciale. I circoli cittadini poi, lasciamoli perdere.Ho raccolto l'invito di Ignazio Mazzoli e di unoetre.it per cercare di coniugare la passione per la scrittura, per il giornalismo e per la politica. Per questo cerco di scrivere e commentare, sempre cercando di essere obiettivo, e allo stesso tempo critico, trattando i fatti della politica provinciale nell'area nord della provincia di Frosinone, in particolare ad Anagni.

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