LaSperanza IlLavoro 350 260 puntiluce

LaSperanza IlLavoro 350 260 puntilucedi Redazione – A fronte di impegni finanziari che sfiorano i 64 milioni di euro c’è un incremento di occupazione di 60 unità. Questo si legge nel documento che segue. Quasi il nulla a fronte di 115.000 disoccupati in questa provincia.
Nessuno faccia dell’ironia su questo accordo firmato nel quadro dell’AdP Anagni-Frosinone. Un posto di lavoro viene a costare 1.060.881 di euro circa. Le oderne tecnologie hanno costi elevatissimi e questo non si mette in dubbio. Sicuramente qualcuno sta facendo la sua piccola parte e bisogna riconoscerlo. Ma il punto non può essere qui.
Come non possono essere comprensibili gli entusiasmi manifestati in queste ore da chi si affretta a mettere il cappello su questo risultato. Dichiarare “l’importanza dell’industria chimico-farmaceutica nel processo di rinascita (rinascita (???), ma che scrivono?) economica e sociale del nostro territorio” – aggiungendo – “Tassello dopo tassello, la ricostruzione di un tessuto industriale rispettoso dell’ambiente e altamente specializzato prende finalmente forma, anche grazie alle agevolazioni fiscali e agli incentivi per le assunzioni introdotte da questo Governo nei mesi scorsi, che finalmente iniziano a dare risultati concreti anche nella nostra Provincia”. Incredibile !!!. A nessuno vogliamo negare il diritto ad acquisire uno sponsor elettorale, ma un po’ di senso della misura non guasta. Piuttosto perché non constatare che questo benedetto AdP Anagni-Frosinone non può limitarsi a dare solo questi risultati? In quel protocollo ci sono impegni finanziari per 90 milioni circa, se tanto mi da tanto che doppiamo aspettarci qualche altra decina di posti? Ma non scherziamo! Ben altri frutti tutti si aspettano da questo Accordo. E, ben altri frutti servono a questa disastrata provincia. Ci vuole ben altro per cambiare la sua drammatica realtà.
Nessuno si stanchi di ripetere che qui ci vuole un piano industriale serio, fatto di impegni delle grandi industrie e delle reti di quelle piccole e medie in un quadro di sviluppo economico di ogni settore produttivo tutto da definire, partendo dai bisogni umani e materiali del territorio e non da quelli di chi vuole solo investire alle migliori condizioni.

Questo documento che segue, di fonte MISE, è l’unico fino ad ora rintracciato sulla firma dell’accordo Sanofi-MISE nel quadro dell’AdP Anagni-Frosinone. In base a questo accordo, come già scritto, i posti disponibili per nuove assunzioni solo solo 60, all’interno dei quali la solidarietà verso gli ex-Videocon si traduce in 15 unità. Questi numeri così ridotti, intanto, ci pare che richiedano doverosamente una gestione assolutamente trasparente in termini di sedi e di criteri e di autori delle scelte. Il rischio di accordi spartitori nelle segrete stanze è altissimo. Sarebbe un insultante sberleffo a chi soffre.

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IL DOCUMENTO

Investimento industriale:
€ 41.914.000,00
Investimento R&S (Ricerca e Sviluppo):
€ 2.782.500.00
Contributo richiesto e assegnato:
€ 5.690.200,00
Mutuo richiesto e assegnato:
€ 13.266.200,00
Occupazione incrementale (totale impegni finanaziari di euro 63.652.900,00)
60 addetti (da 406 a 466)

Il progetto prevede la realizzazione di un opificio dedicato alla produzione di liquidi sterili e liofilizzati per un nuovo antibiotico anti-tubercolosi (nuovi ceppi resistenti). Inoltre, è previsto il miglioramento di alcune linee esistenti tramite installazione guanti RABS (restricted area barrier systems) sulle linee di riempimento esistenti ed il potenziamento del sistema di sterilizzazione, mediante compartimentazione e sistemi anticontraffazione in confezionamento.

Completano l’investimento, dal punto di vista dell’impatto ambientale: impianto fotovoltaico, sistema di cogenerazione (non richiesto alle agevolazioni) e illuminazione a basso consumo.

L’accordo, come si legge in una nota, è stato siglato da Domenico Arcuri, Amministratore Delegato di Invitalia e Giuliano Redaelli, Chief Financial Officer di Sanofi Italia. Alla firma era presente anche il Direttore dello stabilimento Sanofi di Anagni, Alessandro Casu

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