Vertenze nella crisi

Vertenze nella crisidi Ignazio Mazzoli – E’ sembrato, per qualche giorno, che iniziasse una nuova fase di rapporto fra disagiati e Istituzioni, infatti il 29 maggio scorso il Presidente della Provincia, Antonio Pompeo, accogliendo le richieste del “Comitato promotore per la Vertenza Frusinate contro la disoccupazione e la precarietà” presentate nell’incontro del 27 maggio (di cui già abbiamo parlato da queste colonne), condividendo la necessità di affrontare in maniera sistematica le tante vertenze aziendali che investono il territorio, aveva convocato per lunedì 8 giugno un incontro per costituire un “Tavolo interistituzionale permanente per l’emergenza lavoro”, composto dai rappresentanti istituzionali (tutti) e dalle organizzazioni sindacali (tutte) e dal comitato stesso che nel verbale della riunione del 27 è stato definito “parte integrante e partecipe dei lavori”.
La notizia è circolata con la velocità che si può immaginare dopo tanto lungo silenzio delle istituzioni, dei partiti e degli eletti di questa provincia. Ora l’incontro è stato “ufficialmente” rinviato al 15, dice la lettera firmata da Pompeo, per impegni, di lunedì, non meglio precisti, dei consiglieri regionali. Il 15 giugno è a ridosso di scadenze per chi è in mobilità e per chi dovrebbe andarci ed ancora non ha certezze.
Qualcuno dubita? È possibile, si, che sia chi ricorda tanti anni di occasioni perse, di incontri rinviati a …., di iniziative cancellate come quella prevista per il quattro maggio scorso a Roma, davanti alla Regione Lazio, indetta dal sindaco di Anagni, che, come si vocifera da più parti, qualcuno ha spinto perché non si svolgesse. Comunque, ora, i disoccupati aspettano prima l’appuntamento del 12 ad Anagni (inizialmente era l’11) e poi il tavolo del 15. Reazioni istintive a parte.

Tutti hanno pensato che finalmente era accaduto un fatto nuovo: i disoccupati e i precari si organizzano e vogliono parlare con le istituzioni e le forze politiche e sociali. Si fanno soggetto che vuole avere una propria voce per contare nelle scelte che li riguardano. Non ci stanno ad essere buttati nel dimenticatoio, reagiscono e lo fanno cercando il dialogo e l’impegno anche di chi fino ad ora si è dimenticato di loro. Non sono poca cosa perché rappresentano quasi il 25% dei residenti del frusinate. E’ un civile presenza di partecipazione che chiede di essere rispettata.
Alcuni sono rimasti un po’ meravigliati e fors’anche interdetti perché increduli. Le pagine di Facebook hanno raccolto reazioni diverse. Due paiono rivelatrici dello stato d’animo che è circolato fra i disagiati di questa terra. Marilena Cecilia, il 30 maggio sulla pagina di “Tutti uniti per la vdc technologies (videocolor)” esclamava tutta la sua mancanza di fiducia «Sono dieci anni che fanno tavoli, interventi, e convegni ELETTORALI sempre gli stessi personaggi che leggo. Hanno francamente rotto di GIOCARE con il lavoro e le difficoltà delle famiglie. Si VERGOGNASSERO loro e chi ancora li va appoggiando e promuovendo». E, Romeo Caruso, sempre sullo stesso socialnetwork e sempre il 30 maggio, nello spazio di “NoiVdc” dichiarava la sua disillusione così: «abbiamo il negozio pieno di tavoli, fatti di segatura, l’unica è…, no non lo voglio dire meglio aspettare» ….. Non mancano le risposte immediate di quelli, come Tiziano Ziroli, che questo incontro hanno ottenuto e sono ben consapevoli nel dire «Marilena questa volta non gli permettiamo di giocare..perche ora siamo tutti uniti (…)», il comitato raccoglie disoccupati di tante aziende in crisi …. e di rimando Marilena Cecilia: «Me lo auguro. (…) Purtroppo accanto a quelle famiglie (in difficoltà ndr) oggi ce ne sono tante tante altre. Troppe. La nostra provincia è distrutta». Ma che avessero ragione i più delusi? Oggi sono tutti costretti a condividere il loro pessimismo? La posta in gioco è troppo alta per abbandonarso alla sfiducia.

Ci chiediamo, quei dialoghi parlano all’intelligenza e al cuore di chi dovrebbe governare questa provincia? Sono quelli gli stati d’animo che spingono all’altissimo astensionismo e alla sfiducia nei partiti e nelle Istituzioni. Dalla lotta al tabagismo, al Cammino di S. benedetto, alla gestione della Riserva Canterno, fino alle prospettive internazionali degli imprenditori del mercato dei Big Pharma siamo informati quotidianamente e in ogni ora. Ma non abbiamo notizie di qualcuno di questi intraprendenti rappresentanti delle istituzioni che con tenacia pretenda, ad esempio, dal Presidente Zingaretti di dimostrare che questo frusinate sta ancora nel Lazio e non altrove e che ha il dovere di pensare in modo particolare alla provincia più disoccupata di questa regione senza sognare Amazon o aspettare le nuove Alfa di Marchionne, benvenute quando verranno, ma ora occorrono risposte immediate sulle cose che si possono fare subito, «fatti che facciano ricominciare a sperare» (da Marangoni all’uso del sito ex-Videocon ai provvedimenti per chi sta rimarrà senza la mobilità).

Gli esodati sono rimasti esodati e invece i disoccupati di Frosinone sembrano intenzionati a non voler restare definitivamente disoccupati. Dichiarano che dal «Tavolo si aspettano decisioni operative e responsabile degli impegni ben individuabili sempre  e consultabili, aperti al dialogo ed alla ricerca di soluzioni». Il Comitato della Vertenza Frusinate ha scritto ai sindacati per definire uno posizione comune, si aspettano di fare questo lavoro insieme, essi sono forza sindacale viva e chiedono alle oro organizzazioni che si pongano alla loro testa per dar vita ad un irresistibile movimento di riscatto per se stessi e per l’economia dell’intera provincia. Che ne pensano i sindacati di questo ulteriore mancato appuntamento delle rappresentanze istituzionali con la realtà che li circonda?

Scarica dal link che segue la lettera inviata ai sindacati Richiesta incontro ai sindacati

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