Intervista raccolta da Ignazio Mazzoli – Filippo Misserville è un avvocato penalista di 44 anni, sposato e papà di un bambino di 4 anni. Si è laureato in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma con una tesi in diritto europeo. Ha conseguito una specializzazione come operatore comunitario (ricerca e costruzione di progetti europei) presso la SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale e un master in diritto europeo dell’ambiente. Ha un diploma di inglese ed uno di spagnolo. E’ un appassionato di lettura, di nuoto e di viaggi.
1) Cosa lo ha spinto o convinto a candidarsi?
La nascita di mio figlio. Vorrei vederlo crescere in una città sana, e oggi Ceccano non lo è.
2) E’ la sua prima volta? Con una coalizione o una sola lista?
Sì, è la prima volta. E punto su gente nuova, dinamica e preparata. Ne è nata un’alleanza tra la lista che sarà di mia diretta espressione, un centrodestra molto rinnovato e forze di ispirazione civica, che si sono unite in una formazione in cui ognuno mantiene la propria identità ma con il comune obiettivo di un cambiamento radicale di metodi e di persone. Non a caso, quelli che hanno fatto parte delle precedenti amministrazioni – con risultati molto scarsi, in verità – sono contro di noi. E’ normale che sia così.
3) Diventare sindaco per fare cosa?
Distruggere il marcio, e poi ricostruire. Non lascerò in piedi nulla.
4) Come giudica il quadro politico della competizione elettorale?
Intrigante. C’è tanta scelta.
5) Secondo lei perché si è arrivati al commissariamento del Comune di Ceccano?
Non lo so, è una curiosità che ho anche io. Mi sembra che i protagonisti di quella vicenda ancora non lo abbiano detto.
6) Chi è l’avversario da battere?
Luigi Compagnoni. In fondo lui rappresenta a Ceccano la tradizione della sinistra, e io quella della destra. Sarà un bel duello, duro ma corretto.
7) Quali le emergenze di Ceccano?
Sono tante, mi limito a quella più attuale. Le lettere inviate per conto dell’ATER agli inquilini morosi, perché non c’è emergenza più grave della minaccia di perdere la casa. Difenderemo queste famiglie con l’arma del diritto.
8) Le tre cose che vorrebbe fare subito dopo eletto?
Far tornare le famiglie a passeggiare nel centro di Ceccano, tra negozi aperti e spazi verdi e puliti. Aiutare le famiglie più deboli, con un sistema di aiuti sociali che funzioni e senza assistenzialismo o elemosine. La terza cosa sarà un rivoluzionario piano per il lavoro. E sarà una sorpresa.
Intervista in testo pubblicata su L’Inchiesta quotidiano il 17 aprile 2015
Risposte in video registrate il 21 aprile 2015
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