di Maria Luigia Pietrobono – 8 Marzo 2015 “giornata internazionale della donna” : 20 anni dalla Conferenza ONU di Pechino nella quale donne provenienti da tutto il mondo si confrontarono sul cammino della parità, dichiararono che i diritti delle donne sono diritti umani.
Sono trascorsi 20 anni ma l’istruzione,la salute, l’autodeterminazione, la sicurezza, la pace sono ancora negati alle donne ed alle ragazze in troppi Stati. Ci indigna che in Turchia Erdogan stia erogando fondi per incentivare le giovani ad abbandonare gli studi, a sposarsi, a fare figli. Ci rallegriamo del fatto che in Marocco il governo abbia approvato un progetto di legge per la parità di genere ed abbia creato un osservatorio nazionale con il compito di vigilare su qualsiasi forma di discriminazione contro le donne; siamo al fianco del premio Nobel Malala nella sua battaglia per la giustizia e l’eguaglianza.
Nel nostro Paese il cammino per la parità non è né facile né scontato: parte del lavoro è stato fatto ma molto si deve ancora fare.
L’ennesima uccisione di una donna a Città di Castello è purtroppo la dimostrazione del fatto che, per quanto vogliamo contrastare il femminicidio con pene sempre più severe, non basta: è determinante l’educazione perché i pregiudizi e gli stereotipi sono duri a morire.
Oltre la famiglia, il luogo della prevenzione e del contrasto ad ogni forma di discriminazione per la promozione delle pari opportunità è la scuola.
Le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado sono, pertanto, chiamate ad attuare percorsi di sensibilizzazione e di informazione che valorizzino il ruolo vitale della donna in tutti i campi anche in quello dello sviluppo sostenibile del Pianeta.
È questo il tema del concorso lanciato dal Ministero dell’Istruzione “Donne per le Donne-Terra è donna” nato con lo scopo di diffondere il concetto delle pari opportunità nell’ambito della gestione della produzione agroalimentare e del contrasto alla violazione dei diritti e della dignità delle donne e delle bambine che, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, coltivano la terra e raccolgono i frutti ma non hanno accesso alla proprietà ed al credito agricolo.
Gli interventi a favore dell’educazione alla parità, però, sono frammentari ed affidati alla sensibilita’ delle Istituzioni.
Perché si possa parlare di un reale cambio di passo, si devono promuovere ed approvare riforme che permettano alle donne di scegliere il loro destino.
Le Parlamentari del Pd hanno lavorato per l’inserimento sia nel Jobs act che nella legge di stabilità e nella riforma costituzionale di proposte riguardanti il lavoro, la maternità e l’equilibraio di genere nella composizione delle assemblee regionali.
Allora l’augurio per questa giornata internazionale delle donne è che tutto ciò non resti sulla carta e che effettivamente venga valorizzato il loro ruolo nella società.
Lavoriamo tutte insieme per una vera rivoluzione culturale nei rapporti tra i generi, per vivere sempre più libere sia in Italia che nel mondo.
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