di Gianluca Coluzzi – Ancora una nota su stragi commesse, in varie località italiane, da reparti tedeschi che operarono in provincia di Frosinone. Le righe che seguono riguardano i misfatti del 721 Jaeger Regiment, facente parte della 114 Jaeger Division.
Nei giorni immediatamente successivi allo sfondamento della Linea Gustav, questo reggimento è schierato, a difesa della Linea Hitler, nel settore di Piedimonte San Germano, facente parte del kampfgruppe Schultz, insieme ad altre unità. Gli Alleati registrano numerose perdite durante i giorni, che vanno dal 19 al 25 di maggio del ’44, nel tentativo di sfondare questa linea di difesa, che andava dal Monte Cairo fino alla costa tirrenica, contenimento difensivo, nelle intenzioni dei comandi tedeschi, della più nota linea Gustav.
Gli uomini del 721 Jag. Rgt. seguono, con la divisione a cui appartengono, la ritirata delle truppe tedesche.
Già il 7 giugno gli uomini della 114 Jager Division si rendono responsabili di un eccidio nel piccolo centro di Filetto di Camarda (AQ): vengono uccise 17 persone in risposta a un attacco partigiano che aveva causato 4 vittime tra i tedeschi.
Il 22 giugno, sempre nel corso di una rappresaglia, i militi di questa divisione uccidono 40 civili a Gubbio.
In particolare gli uomini del 721 Jager Regiment ad agosto compiono un eccidio di 39 civili a San Sepolcro (Arezzo).
La scia di sangue lasciata da suddetto reparto arriva all’autunno. Il 27 novembre del ’44 il 721 Jager Regiment compie una delle stragi più efferate nella Romagna della seconda guerra mondiale. 56 civili vengono uccisi nella frazione di Ravenna Villa dell’Albero (oggi Madonna dell’Albero), non per una rappresaglia antipartigiana, come si credette per molto tempo, ma a seguito di uno scontro a fuoco tra tedeschi e alleati.
A comandare il 721 Jag. Rgt. è il ten. col. Lothar Berger, il cui nome compare nell’elenco dei 31 criminali nazisti inviato il 27 marzo del ’65 dal procuratore generale Enrico Santacroce al ministero della Difesa. In questo elenco compariva anche il nome dell’ufficiale Wolf Ewert, attivo anche nella zona dei Lepini, di cui si è discusso in un’altra nota. Come ricorda il giornalista da poco scomparso F. Giustolisi, nel suo libro “L’armadio della vergogna”, questo documento non fu mai spedito alle varie procure, che avrebbero potuto avviare istruttorie e processi. La data di invio di questo documento precede inoltre di 38 giorni l’8 maggio del ’65, data fissata per la prescrizione di questi reati.
L’unica cosa certa che si conosce di questo elenco è che a un certo punto scompare. Non si sa se sia stato inviato in Germania e nelle carte del ministero della Difesa non vi è traccia di risposte successive.
Altro fatto da sottolineare. La 114 Jager Division, la divisione di appartenenza del 721 Jaeger Regiment, viene citata, nel report britannico sulle attività di rappresaglia antipartigiana in Italia utilizzato nel processo di Norimberga, come unità che particolarmente si distinse in questo tipo di operazioni, insieme ad altri reparti che hanno combattuto nel territorio della provincia di Frosinone come la Hermann Goering Division.
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