di Fausta Insognata Dumano – Sabato sera, un sabato sera a piedi per le vie del cuore cittadino, sono una un po’ nostalgica, il cuore della città per me è la parte alta, si lo so, la città è scesa a valle, via Aldo Moro è la via Montenapoleone, lo struscio ormai si concentra su quella strada…..io invece sono una che il sabato, quando resta a Frosinone, un salto, lo struscio lo indirizza nei luoghi alti.
Dammi un motivo per salire su, adesso che anche l’ ascensore dei desideri è un ricordo sbiadito, una ferita oscena nella collina, che si ricollega ,guardando dall’ alto al defunto viadotto Biondi……La vita nei resistenti locali comincia tardi, Frosinone un po’ di nottambuli continua ad averli……sono le 17, ma sembra notte fonda, sopravvissuta all’allarme rosso, mia compagna di viaggio è la prof Angela Valente, la mitica mamma di Massimiliano Chiodi, il giovane artista spirituale e irrequieto, inquieto, Milton…..quel giovane artista a cui debbo tanto, quel giovane che mi ha insegnato a trasformare la mia vita in artista, pur non sapendo tenere in mano una matita.
Milton nel suo testamento mi ha lasciato in eredità uno spazio dove i giovani artisti potessero esporre…….Lui idealmente pensava alla saletta Biondi, dove le sue tele avevano dato vita a mostre…….Tanto che accanto alla defunta saletta una targa ricorda Milton………. Un caffè al ginseng da Valerio ElleTi…..poi un must, una passeggiata verso i portici Calderari…..I PORTICI MILTON…….un coccolone al cuore, Angela già l’aveva provato, il muro sotto la targa sporcato da scritte…… un atto becero di vandalismo, non un writer, un graffittaro……becere scritte…. I Portici sono una ferita incredibile, sporchi, maleodoranti, tetri, garage privato di una moto proprio sotto la targa.
La saletta degli artisti un ricordo lontano, un manifesto da tempo annuncia sede unioni ciechi……Ah cinica, conduci una battaglia contro l’unione ciechi…… il sindaco non ha sfrattato gli artisti per un circolo di burraco, per gli scacchisti, artisti contro l’ unione ciechi…….ah trova consenso per reclamare quello spazio, sapendolo destinato da tempo ai ciechi…….vicino alla saletta sorgeva un altro spazio, il centro di Kopiz……un museo di tradizioni, luogo di incontri……sfrattato pure lui……nella desolazione incontri un faro di luce……”un giovane artista resistente Paolo D’ Amata”……..una galleria d’ arte all’aperto, una galleria infrazionista, apre e chiude quando è stanco……
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