di Ivano Alteri – In un nostro intervento pubblicato su questo stesso giornale qualche tempo fa (Il messaggio dell’Insognata a tutti noi) lanciammo una “provocazione” al sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani: visto l’impegno che Fausta Insognata Dumano profonde per l’arte e la cultura in città, perché non nominarla Assessore alla Cultura del comune capoluogo? Ma la nostra era, appunto, una provocazione. L’insognata, infatti, è una persona dichiaratamente, coerentemente, inequivocabilmente di sinistra; e Ottaviani è un sindaco di centro destra. Quindi, non successe assolutamente nulla. Ovviamente.
Ora invece apprendiamo che il sindaco Ottaviani ha chiamato a far parte della propria giunta la signora Rossella Testa; e che la signora, eletta pochi giorni fa negli organismi dirigenti del Pd cittadino, ha accettato. Ognuno, nel rispetto delle leggi, è libero di fare quel che gli pare. Ma chi ha la pretesa di occuparsi della cosa pubblica, da politico o da amministratore, non può rispettare gli standard dei normali cittadini, c’è bisogno di qualcosa in più. Altrimenti, perché a lui, perché a lei, l'”onore”? L’amministratore deve stare una spanna al di sopra di ogni altro, in quanto a moralità, lealtà, affidabilità, credibilità, coerenza. E non solo essere onesto, affidabile… ma anche sembrarlo!
E invece accade esattamente il contrario. I politici e gli amministratori ritengono di poter compiere azioni che per i normali cittadini costituirebbero un’onta. Per dire, passare nel campo avversario, per un normale cittadino vorrebbe dire tradimento; chi reggerebbe alla vergogna? Per chi si occupa della cosa pubblica, invece, sembra diventato uno sport nazionale, e dalla sera alla mattina si può vederli passare da un partito all’altro senza batter ciglio, senza che la vergogna neanche ombri i loro visi. E così per il mentire, il rubare, l’ingannare, il pensare esclusivamente a se stessi. È chiaro che non si tratta soltanto di una questione di stile, e neanche giudiziaria, ma di eminente sostanza politica: come possono tali persone gestire correttamente ed utilmente il bene collettivo? Come possiamo ancora affidare loro i nostri beni comuni? Come possiamo credere ancora alle loro parole?
Non sarebbe stato meglio, signor Sindaco, usare il suo coraggio, la sua tenacia e il suo disinvolto galateo istituzionale per dare alla città un assessore alla cultura di sicura utilità collettiva, piuttosto che per un intrigo di palazzo finalizzato a chissà cosa? Non le pare che far prevalere l’interesse elettoralistico su quello della città sia poco edificante per un amministratore? E la Signora, non ritiene che avrebbe fatto molto meglio ad utilizzare le proprie energie a favore del partito che dirigeva, piuttosto che contribuire ad allontanare ulteriormente i cittadini dalla politica? Non ritiene di aver procurato una grave offesa alle persone che l’avevano appena eletta nei gruppi dirigenti del suo ex partito?
Frosinone 28 dicembre 2014
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