anagni la cattedrale 350 260

anagni la cattedrale 350-260di Valerio Ascenzi – Nei giorni scorsi Anagni è stata teatro di una polemica, a tratti sterile, tra il gruppo di Italia dei Valori di Anagni e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Fausto Bassetta. Quest’ultimo non ha neanche risposto al manifesto del gruppo ormai rimasto orfano di Antonio Di Pietro.
Tra la vecchia gestione di Idv ad Anagni e la nuova non sembra esserci, almeno nel metodo, tutta questa discontinuità. Non tanto per le persone che vi sono a capo ma quanto per le modalità del dialogo politico, che in effetti di politico ha avuto poco.
Tutto è iniziato con un manifesto che in effetti avrà anche fatto presa sulla popolazione. Ma sappiamo quanto alcune dinamiche, complesse, della pubblica amministrazione, sono inspiegabili alle masse. Scopo di un partito serio, di solito è quello di cercare di capire cosa accade e poi, pedagogicamente parlando, di rivolgersi al proprio elettorato e spiegare come stanno le cose.
Dove vogliamo arrivare? Semplicemente al fatto che alcune scelte, almeno per il momento, dell’amministrazione Bassetta, sono “imposte” dalla vecchia gestione: strascichi della vecchia gestione del centrodestra e della gestione commissariale. Idv, come del resto tutte le altre forze, sia di maggioranza che di opposizione, dovrebbero dapprima vederci chiaro, comprendere e poi al massimo mettere in guarda la maggioranza in consiglio comunale, dall’evitare il ripetersi di determinate scelte.
Un manifesto serio, di denuncia, innanzitutto si firma con i nomi e i cognomi delle persone che rappresentano questo o quel partito. Firmarlo a nome di un gruppo equivale solo a nascondersi dietro un dito.
Inoltre la satira la si dovrebbe lasciare a chi la fa, anzi: a chi la sa fare, e la politica dovrebbe avere altri toni. Siamo stati abituati per oltre un decennio da qualcuno che faceva politica prendendosi gioco degli avversari, schernendoli, buttando tutto in caciara e spingendo il dibattito ai limiti del turpiloquio.
La vecchia gestione di Idv, ad Anagni era lo specchio di quel che accadeva nel centrodestra, grazie alla regia di qualcuno che, avendo militato nel centrosinistra, conosceva mezzi fatti, mezze verità e mandava avanti alcuni – ignari della sua malafede – a parlar male di conoscenti, amici e chi più ne ha più ne metta.
I militanti vicini a Di Pietro, ad Anagni, ben presto hanno fatto le valige, lasciando soli un manipolo di irriducibili. Si è detto in questi mesi che l’avvento di Carlo Marino, alla guida di Idv, ad Anagni, oltre che alla segreteria provinciale, abbia portato ad un cambiamento, che molte di quelle persone siano state “messe alla porta”. Ma a quanto pare, considerati i metodi, pare che alcuni siano stati realmente messi in condizione di andare via, altri invece siano rimasti alla regia. E sul tipo di regia, in effetti andrebbe fatto un commento a parte.
Tornando al manifesto: sembra un volantino pubblicitario di un ristorante, il ristorante “Jacopo da Iseo” Idv Anagniche propone un menù (quindi con il rimando al fatto che qualcuno, in gergo, “magna”) a base di: assunzione con sponsorizzazione politica su scuolabus (è mancato in effetti il coraggio di parlare di raccomandazione!); sub appalti per i festeggiamenti patronali e incarichi fiduciari e relative promozioni. Su quest’ultimo punto il manifesto è vago: si tratta di promozioni dei dipendenti pubblici del comune di Anagni?
Ha ragione Il neo segretario del Pd quando parla di toni da campagna elettorale: nel caso specifico se il gruppo di Idv non ha compreso qualcosa, di sicuro non fa chiarezza tra la popolazione con un manifesto del genere, anzi crea ulteriore confusione.
Sordo risponde in difesa dell’amministrazione Bassetta, dicendo che Idv mente spudoratamente. Un tempo la gestione del personale sugli scuolabus era gestito direttamente con una graduatoria comunale. Con Fiorito e Noto è stato dato in gestione il reclutamento. È accaduto che siano stati integrati dei nuovi lavoratori, ultimamente, perché questi hanno vinto un contenzioso con il somministratore.
Quindi, di fatto, se pur si vuole parlare di vicinanza a persone elette nell’amministrazione, purtroppo la situazione non permette al Comune di intervenire. Almeno fino a quando la Giunta non riterrà opportuno cambiare le modalità di selezione del personale sui pulmini.
Sui festeggiamenti patronali, il discorso si chiude quando lo stesso sindaco, qualche tempo fa, in una intervista a noi rilasciata, si esprime dicendo che tutto è stato fatto secondo le normative, attraverso una gara d’appalto. Idv avrebbe potuto però sollevare la questione, con le carte delle delibere alla mano, sulle somme stanziate per i festeggiamenti: in effetti sono atti pubblici. Chiedendo delucidazioni magari, aprendo un dibattito sulla possibilità o meno di spendere quel denaro in altri modi.
Bassetta si sta adoperando per riorganizzare il comune di Anagni, in base a criteri di efficienza della macchina amministrativa. Ricordiamoci che con Fiorito e Noto, il Comune di Anagni è stato “rivoltato come un calzino” – chissà per quali motivi! – con spostamenti di funzionari da un settore all’altro, creando caos e lasciando la possibilità alla politica di effettuare assunzioni con contratti atipici, che non solo non permettevano di garantire al 100% l’efficienza della copertura di alcuni ruoli, ma lasciavano anche i lavoratori in condizioni di precariato. L’assunzione a tempo determinato, non è di certo sinonimo di sicurezza. Efficienza, trasparenza e buon andamento dell’amministrazione sono parole d’ordine per il sindaco. Dopo più di un decennio di centrodestra, tutto ciò può sembrare una stranezza e riguardo a ciò che non è cambiato in un batter d’occhio, dobbiamo purtroppo effettuare una considerazione: la Pubblica Amministrazione è tenuta in piedi da delle regole, complesse, che devono essere purtroppo applicate. Ad esempio: i lavoratori interinali presso il Comune di Anagni, avevano contratti in scadenza, che sono stati prorogati solo al fine di coprire le funzioni che quei dipendenti lascerebbero vacanti, fino al bando dei prossimi concorsi. Si, avete letto bene: concorsi, parola che presso il comune di Anagni, in effetti è stata considerata una bestemmia per molto tempo. In questi casi la proroga del contratto finalizzata alla copertura dei ruoli che si rendono vacanti, fino a nuova riorganizzazione, è prevista per legge. Non sapere, di solito non è peccato. Basta informarsi. Ma non è corretto rivolgersi al proprio elettorato e alla cittadinanza stessa, sulla base di informazioni acquisite a metà (che non rappresentano di certo la verità). La tecnica dello sparare mezze informazioni o mezze verità, a ripetizione perché poi così nel pensiero collettivo divengono delle verità, è vecchia e non paga per nessuno. E chi stava – o sta ancora – in Idv, dietro le quinte, dovrebbe averlo capito. Si spera.
Sulla questione delle strisce blu e dei parchimetri alla stazione ferroviaria, non abbiamo necessità di ricorrere alla difesa effettuata da Sordo. Proprio noi di unoetre.t abbiamo intervistato il sindaco qualche mese fa, su molti temi. E uno di questi era proprio la necessità di ampliare le aree di sosta presso la stazione ferroviaria. Ci siamo posti, a dire il vero, nella condizione di voler far ragionare il sindaco su una questione: il parcheggio attuale, presso la stazione è nato già come una struttura inadeguata a recepire l’utenza dei pendolari che si recano alla stazione con mezzi propri. Far demagogia è una cosa, cercare di analizzare il problema e risolverlo fa parte della politica. Su quell’area è stato detto di tutto e per far pubblicità ai gruppi, o pseudo tali, emergenti in politica è stato fatto di tutto e di più. Addirittura qualcuno ha pensato bene di recarsi presso quel parcheggio e pulirlo dalle erbacce. Ci chiediamo ancora oggi se quell’operazione sia servita a ricavare un posto auto in più. I problemi reali li sono: spazi insufficienti per il posteggio, inadeguato servizio di trasporto pubblico per raggiungere la stazione. A questi due problemi si aggiunge il pagamento della sosta grazie ad una geniale (ovviamente con toni sarcastico) intuizione della gestione commissariale.
Ma qui il sindaco ci ha stoppati subito: nella chiacchierata di qualche tempo fa, ci ha spiegato che l’amministrazione stava già lavorando per ampliare l’area del parcheggio libero presso la stazione ferroviaria. Ovviamente la cosa è in fase di studio.
Per tredici anni le cose, ad Anagni hanno funzionato al di fuori della logica. Questo primo periodo della nuova amministrazione è da considerare di transizione. Ci sono cose che possono essere riportate alla normalità subito, altre che, a causa dei meccanismi della burocrazia, hanno bisogno di tempi più lunghi. Nessun uomo politico intenzionato a rispettare le norme potrebbe riportare alla normalità un Comune, facendosi beffe delle norme stesse. Di sicuro l’opposizione in consiglio comunale e quella non rappresentata, fa bene a vigilare. Come del resto farebbero bene gli stessi gruppi di maggioranza, al fine di evitare eventuali errori. Si dovrebbe vigilare in effetti su quello che l’amministrazione intende fare nei prossimi mesi, sull’andamento dei concorsi per la copertura dei ruoli ad esempio. Ma non si può in effetti fare una guerra preventiva.

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Di Valerio Ascenzi

Sono nato ad Anagni il 25 giugno del 1977. Dal 1998 seguo la cronaca locale e provinciale. Dal 2001 sono iscritto all'ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Ho iniziato a lavorare per Ciociaria Oggi, per poi passare a Il Messaggero (cronaca di Frosinone), il Tempo (sempre di Frosinone) e poi al Quotidiano di Frosinone, giornale che ha avuto vita brevissima, esperienza a tratti positiva, ma conclusasi male a causa del fallimento del giornale. In ambito giornalistico e comunicativo ho lavorato in alcune iniziative editoriali romane e nazionali, accostandomi anche al mondo del foto-giornalismo.Ho alle spalle un percorso di studi lungo, poiché "travagliato". Era il 1997. I primi due anni di università li ho trascorsi nella facoltà di Farmacia presso La Sapienza. Già dopo il primo anno ho avvertito l'esigenza di cambiare. L'ho fatto poi iscrivendomi a Scienze della Comunicazione, sempre alla Sapienza, facoltà in cui avevo trovato la mia dimensione. Ma dovendo lavorare contemporaneamente – supplenze nella scuola pubblica e incarichi presso il Convitto Principe di Piemonte di Anagni - ho rallentato gli studi e li ho interrotti un paio di volte. Studiando e lavorando ho preparato due concorsi di abilitazione all'insegnamento – vinti entrambi. Oggi insegno nella scuola primaria, in provincia di Roma. Dopo aver preso il ruolo nel 2007, ho deciso di concludere il percorso universitario. Ho una laurea magistrale in Teorie e tecniche della comunicazione e dell'informazione, conseguita nel 2013 con una tesi in semiotica narrativa e storytelling: un lavoro meticoloso portato avanti per circa diciotto mesi, iniziato (e lasciato aperto) per garantire a me stesso una sorta di riqualificazione in un diverso settore della scrittura (la narrativa e lo screenwriting: la sceneggiatura). Del resto il giornalismo in questa provincia non dà più da mangiare a nessuno. In questi ultimi anni ho compreso che una formazione superiore non basta. Non basta neanche una laurea. Per questo ho ripreso a studiare di nuovo, iscrivendomi ad un master e non so se mi fermerò dopo.Scrivo per passione e da più di dieci anni faccio politica per passione. Dopo aver preso la tessera dei Democratici di Sinistra, sono divenuto per un paio di anni segretario di Anagni. Un traghettatore: nel 2007 siamo entrai nella fase costituente del PD. Avendo aderito alla mozione critica promossa da Gavino Angius, all'ultimo congresso dei DS, per restare coerente con la nostra linea (quella di lavorare per un PD iscritto al PSE) sono uscito con tutto il gruppo, dopo la totale indifferenza per le nostre proposte da parte dell'allora maggioranza guidata da Fassino. Il percorso politico da allora è stato sempre più difficile. Un'area politica, socialista democratica, realmente di sinistra, in Italia non è ancora nata. Nel 2008 ho seguito Angius nella costituente del PSI. Sono stato candidato alle elezioni politiche lo stesso anno. Il PSI non raggiunse neanche l'1%. L'esperienza con i socialisti non è stata positiva, non ne conservo un buon ricordo, soprattutto per il fatto che la struttura di quel partito non aveva nulla a che fare con la nostra cultura politica, fatta di partecipazione, discussione, analisi dei problemi e condivisione delle idee. Siamo rientrati a metà del 2009, insieme a Gavino Angius nel PD. Essendo noi una voce critica, ma piccola piccola, ci siamo resi conto del fatto che nel frattempo quel partito, i DS, non c'era più ed era stato sostituito da qualcosa che ancora oggi non sembra essere un partito. Gavino Angius rientrò con la volontà di lavorare per l'adesione al PSE. Ma ben presto si è capito che il PD andava in una direzione diversa. Nonostante tutto oggi il PD è un partito del socialismo europeo. Ma solo sull'etichetta. Di fatto, le sue politiche non sono di impronta socialista.Molti problemi annunciati dall'allora mozione Angius, sono ancora nodi da sciogliere nel PD nazionale e, a caduta, in quello regionale e provinciale. I circoli cittadini poi, lasciamoli perdere.Ho raccolto l'invito di Ignazio Mazzoli e di unoetre.it per cercare di coniugare la passione per la scrittura, per il giornalismo e per la politica. Per questo cerco di scrivere e commentare, sempre cercando di essere obiettivo, e allo stesso tempo critico, trattando i fatti della politica provinciale nell'area nord della provincia di Frosinone, in particolare ad Anagni.

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