di Valerio Ascenzi – Sulla questione dei debiti fuori bilancio delle vecchie Giunte targate Fiorito – Noto si è accesa una nuova polemica, sulla quale abbiamo preferito tacere, fino ad un certo punto. Il motivo è sempre quello di cercare di elaborare e ragionare sui fatti.
A sollevare la questione è stato il gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà, che ha accusato il consigli comunali di aver messo alle strette i cittadini riconoscendo i debiti fuori bilancio delle vecchie amministrazioni. A ben osservare la cosa l’amministrazione ha deciso di far uscire fuori quelli che sono i debiti fuori bilancio, generati da cause di lavoro passate in giudicato dell’amministrazione Fiorito – Noto. Si parla di circa 44 milioni di euro. Il Pd di Anagni l’ha definita “operazione verità”.
Secondo Sel, il riconoscimento di questi debiti, da parte del comune poterebbero ad aumenti di tasse che ricadrebbero sui cittadini. Secondo la lettura che ne dà Alberto Floridi invece, non riconoscere questi debiti poterebbe al prolungamento delle cause di lavoro, quindi a far aumentare gli interessi sulle somme che il Comune deve ai lavoratori, soprattutto si continuerebbero a vessare i lavoratori ai quali sono stati lesi dei diritti.
È tutto giusto, almeno in parte però. Sentiti alcuni amministrativisti, la giurisprudenza più accreditata in materia ritiene che vi sia una responsabilità personale degli amministratori che contraggono questi debiti. Non si fa riferimento solo alle responsabilità della parte politica dell’amministrazione, ma anche i funzionari eventualmente coinvolti. Quindi al riconoscimento dovrebbe seguire anche il riconoscimento dei responsabili di questi debiti, che dovrebbero assumersi le proprie responsabilità individuali e provvedere a sanare questa situazione, di tasca propria. C’è un organismo competente, in effetti per questo: la Corte dei Conti, che dovrebbe essere messa al corrente di quanto accaduto. A tale organismo spetta proprio l’individuazione dei responsabili. L’individuazione dei responsabili, rappresenterebbe a tal proposito un segnale di discontinuità fortissimo con le precedenti amministrazioni. Far loro accollare i debiti sarebbe la cosa più giusta da fare.
Di fronte a tale scenario, l’amministrazione e il Pd avrebbero dovuto comunicare adeguatamente con la cittadinanza, facendo presente in maniera aperta che questi debiti non ricadranno sulla popolazione. Il Pd di Anagni ha redatto un volantino, distribuito al mercato infrasettimanale mercoledì, nel quale si legge: “Nonostante questo (ovvero la situazione di crisi generata dai debiti) l’amministrazione targata PD: ha fissato l’aliquota Tasi più bassa rispetto a Comuni di città limitrofe; […] lancia un censimento sulle case […] in comodato d’uso perché non vengano ulteriormente colpite”. Questo modo di “rassicurare” la popolazione, non è stato percepito in maniera positiva. Alle denunce si sarebbero dovute far seguire rassicurazioni in merito alle iniziative da prendere nel comunicare tutto l’accaduto alla Corte dei Conti e far capire, in maniera nitida alla popolazione, che non vi saranno aggravi.
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