di Valerio Ascenzi – Antonio Pompeo è il nuovo presidente della Provincia. Singolare questa cosa: negli ultimi dieci anni, nessuno da Ferentino era si era mai seduto a piazza Gramsci. Ah no! Francesco Scalia e Giuseppe Patrizi (se pur vicepresidente) dove li mettiamo?
Margherita? Nuovo centro destra? Forza Italia? Ma a chi volete darla a bere! Questa è la nuova democrazia cristiana!
Hanno avuto il coraggio di chiamarle elezioni provinciali. Un pezzo di PD ci ha messo dentro il povero Enrico Pittiglio. Al di là della stima per l’uomo, per il giovane amministratore, ma ad essere la riserva di un politico come Gianfranco Schietroma, che ha fatto il suo tempo ormai da troppe primavere in politiche, non ci si deve sentire troppo bene. Dal suo punto di vista, cerchiamo di vederla nel migliore dei modi: è una esperienza, ed Enrico si farà le ossa. Di sicuro, ripercorrendo la vicenda che lo ha portato alla candidatura c’è il dietrofront di un pezzo di Forza Italia, che non ha più appoggiato Schietroma, costringendo quest’ultimo al ritiro della candidatura e Franscesco de Angelis a trovare una pezza da metterci.
I commenti sulla sconfitta sono sempre i soliti: è stato un ottimo risultato. Il paziente non è ancora morto, ma poco ci manca.
Di buono, o di sbagliato, c’è che questa candidatura ha riunito a mala pena qualche pezzo dei vecchi Democratici di Sinistra.
Mentre la destra democristiana del Pd ha fatto i conti con più di qualche oste, candidando Antonio Pompeo, il quale ha vinto. Ma si sapeva, fin da quando Forza Italia ha deciso di non appoggiare Schietroma, che Antonio Pompeo avrebbe vinto. Del resto è quel che accade a Ferentino da secoli: possono alternarsi sindaci di centrodestra o centrosinistra, ma sempre di ex (o non ex) democristiani si parla. E ora da buoni italiani quali siamo, tutti sul carro del vincitore. E già che ci siamo, diamo merito a Francesco Scalia per l’aver sostenuto Pompeo. Scalia il rivoluzionario, lo hanno definito. Infatti ci stiamo già immaginando la faccia di Scalia, al posto dell’effige di Ernesto “Che” Guevara.
La cosa triste è che purtroppo chi ha creduto nella nascita di un partito democratico, vero, di stampo socialista democratico, si è illuso. E continua ad illudersi: il Pd aderisce al PSE, lo diciamo da mesi, ma non si comporta come un partito del PSE.
A Frosinone il Pd si è spaccato in due, per questioni che passano a dieci mila metri dalla politica, intesa come servizio alla popolazione. Se il Pd avesse cercato un candidato proprio, attraverso lo strumento delle primarie, almeno tra gli iscritti, forse oggi il Pd avrebbe un proprio presidente. Invece abbiamo un Presidente della Provincia del Pd, appoggiato dal centrodestra. Quello stesso centrodestra che con Abruzzese e Fiorito ha permesso alla Polverini di fare quel che ha fatto sulla sanità provinciale. Tanto per ricordane una. E tutto questo non è stato deciso dai cittadini.
Già… i cittadini. Completamente ignari di cosa sia successo si sono chiesti: ma le Province non erano state abolite? Ma che dobbiamo andare di nuovo a votare? No caro italiota, stavolta tu con queste elezioni non c’entri nulla. Tra poco ti toglieranno anche la possibilità di votare per le politiche, ristabiliranno il diritto di voto in base al censo. Così tu potrai andare al mare tutte le volte che ci saranno le elezioni, senza doverlo scrivere su facebook, facendo finta di indignarti. E se non sarai contento abbastanza, reistituiranno la monarchia, e nomineranno deputati e senatori senza neanche più le elezioni di casta.
Ironia? Pensateci bene: le Province esistono ancora, ma il cittadino non vota più. Dovevano essere eliminate perché rimandavano al concetto di “Prefettura” fascista. Ma almeno erano elette dalla popolazione: ora sembrano più che altro diocesi. E noi che ci incazziamo e ci spremiamo il cervello per cercare di interpretare il voto. Non è più una questione popolare. È una questione di casta.
L’unico modo che abbiamo per fare in modo di cambiare le cose, visto che possiamo indirettamente nominare i consiglieri provinciali attraverso il voto alle comunali, la prossima volta, almeno, evitiamo di dare il voto a qualche utile idiota.
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