eugeiomariaberanger 9gennaio2015 350 260

eugeiomariaberanger 9gennaio2015 350 260di Fausta L’Insognata Dumano – Come scorre il tempo, mentre la memoria cerca ricordi, passi vicino alla fermata dei pulman a De Mattheis, sperando che sia li…. Il tempo è un gran tiranno, si accorcia e si allunga a suo piacere, nella tua corsa vorresti scompaginarlo.
L’undici febbraio, una messa all’abazia di Casamari per ricordarlo, eh già passato un mese dalla scomparsa di Eugenio Beranger,un indimenticabile esempio di impegno culturale e di onestà intellettuale……
L’undici è anche il suo compleanno, ironie beffarde del tempo…..una cena a Casamari reconsolo…..Eugenio, l’uomo senza cravatta, il cappellino della lazio, il topo di biblioteca e di archivi, sempre pronto a tendere una mano a chi si avventura nel mondo della ricerca. Esperto di epigrafia,ma anche di tradizioni popolari,esperto persino nella cucina.
Eugenio,punto di riferimento quando con gli studenti di beni culturali ti avventuravi in nuove ricerche nell’ archivio, Eugenio,che ti rimproverava per la scrittura creativa, che ti gratificava nella ricerca della storia…..
Eugenio che trasformava le passeggiate in un viaggio del tempo, una guida inesauribile tra miti e leggende, Eugenio sempre di corsa tra un museo e un convegno, Eugenio l’amico galantuomo, il generoso in un mondo di avidi, l’uomo distante dagli intrallazzi politici, altrimenti diciamolo avrebbe avuto incarichi di direzione in uno dei tanti luoghi culturali, che ha contribuito a far nascere, a realizzare.

Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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