Totonno

Totonnodi Fausta Insognata Dumano – Primo ottobre 2011, il tempo è un gran tiranno, sembra ieri e invece sono passati già tre anni….Antonio Capaldi, detto Totonno, una delle figure più carismatiche della mia generazione, un compagno, un amico, che ha lasciato un grande vuoto, quei vuoti che riempi dicendo….”Totonno è vivo e lotta insieme a noi”. Tre anni e mi brucia ancora dentro ”perché Totonno era Totonno”….dai fermati, ascolta, ti racconto un pezzo di storia della mia generazione.
Quando ho conosciuto Antonio, eravamo studenti, a Cassino c’ era un luogo cult, la Madonnina, mai capito perché noi giovani di sinistra ci incontrassimo vicino alla madonnina….Antonio era uno “serioso”, parlava difficile, era un’enciclopedia, divorava i libri, trattati storici, filosofici e politici, io ero più freak, femminista, indiana metropolitana. E’ stato lui “ad educarmi” alla letteratura dell’ impegno. Al collettivo provinciale degli studenti litigate furiose, lui era per l’organizzazione, io ero spontaneista, affilavamo i coltelli, ma non ci siamo mai accoltellati, perché ci volevamo un bene, nella sede di DP (Democrazia Proletaria) Roberto Consales faceva spesso da paciere, ma in fondo era lui che con la sfogliatella calda mi riconquistava ogni volta. Quanta strada insieme a Totonno, intrecciando momenti politici, momenti personali…..Mi aveva adottato, cercava di dare ordine al caos del mio spontaneismo, mi aiutava a studiare, conservo ancora i suoi appunti di filosofia, insieme a lettere, eh già in quegli anni niente chat, niente email…..LETTERE consegnate dal postino.
Sognatori, ribelli, non sopportavamo i falsi moralismi, la retorica, il nostro era un bisogno di comunismo quotidiano, era una parete grigia, che volevamo colorare, una pianta da coltivare, Totonno voltoannaffiandola, ci siamo permessi il lusso di gridare gli slogan più utopistici, portando a spasso le nostre bandiere, i nostri simboli, ostinandoci romanticamente a dire sempre di no….alla prepotenza, alla repressione, si ai nostri sogni.
La galassia travagliata della frantumazione politica ci ha unito e separati ,poi riuniti, nonostante i divorzi politici la nostra grande amicizia, il profondo affetto non ci ha mai separato. La mattina che io esultavo, mi sentivo Tiziana Valpiana, decisiva nel far cadere Prodi….lui urlava “sei pazza” Coltelli in sezione…..amici in pizzeria….. Poi davanti ad un piatto di spaghetti, aglio, olio e peperoncino la nuova tessera del Prc segretario Paolo Ferrero.
Nonostante la sua malattia, sopportata con un grande stoicismo, fino alla fine Totonno è stato impegnato politicamente…..Tre anni , io sento ancora la sua voce, rileggo i suoi scritti, le sue analisi, scorro le immagini del film in bianco e nero, catturando i fotogrammi romantici, il suo maglione davanti ai cancelli della fabbrica occupata, il suo strappare permessi ai miei genitori per i capodanni alternativi, i suoi sorrisi …..il suo bacchettarmi per il mio essere Peter Pan o Alice nel paese delle meraviglie…..Un grande compagno ti scoppia dentro nel cuore e continuerai a sentirlo come musica del vento, che si avvicina suonando uno strumento dolce come il violino, nel sussurrare il tuo nome. A volte è un suono martellante come un tamburo, una presenza assenza, un volto che continui a cercare mentre speri che stia giocando a nascondino. Dovremmo costruire un archivio della memoria, raccogliere gli interventi di Antonio sulla rivoluzione russa, su Cuba…..spontaneismo o organizzazione, dentro o fuori le istituzioni……La cultura è un’ arma rivoluzionaria……e non dimenticatevi il vino di Totonno, il suo sorriso, il suo essere altruista.

La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.