Area ind.le Anagni

Area ind.le Anagnidi Valerio Ascenzi – Federlazio Frosinone e Comune di Anagni si incontrano per fare il punto sull’economia industriale dell’area nord di Frosinone.
Come sappiamo, l’accordo di programma che dovrebbe risollevare l’economia industriale del territorio, garantire nuovi posti di lavoro per i giovani e i meno giovani – e che dovrebbe permettere la ricollocazione di chi è rimasto senza lavoro – non è ancora riuscito a dare i risultati sperati. Un esempio sul territorio di Anagni è il caso della Marangoni, industria che ha recentemente chiuso i battenti e non rientrerebbe – si dice per un errorre di valutazione – nell’accordo.
Federlazio e Comune di Anagni credono che l’incontro tenutosi ad Anagni sia stata un’esperienza positiva che ha il merito di aver creato i presupposti per due importanti progetti presentati da due aziende nell’ambito dei contratti di sviluppo.
Tutttavia dal confronto tra comune e Federlazio, non vengono fuori risposte che possano ridare speranza al territorio, ovviamente sul fronte occupazionale. Secondo quando affermano dal comune di Anagni, le risposte potrebbero invece arrivare attraverso il coinvolgimento delle piccole e medie imprese in attività nell’area nord, ma a patto che possano essere messe in condizione di intervenire sfruttando bandi e procedure ad hoc, sempre nell’ambito dell’Accordo di programma. Dunque l’accordo dovrebbe essere modificato inserendo non solo le grandi realtà industriali, ma anche le piccole e medie imprese. Un’idea probabilmente vincente, ma fino a che punto attuabile? Questo non si può federazione sapere in effetti. Ma il Comune di Anagni e la Federlazio di Frosinone hanno intenzione di impegnarsi per riaprire un confronto con la Regione Lazio. Obiettivo ridistribuire risorse da investire sul territorio. Pare cu siano ancora fondi (pari ad circa venti milioni di euro) che potrebbero esser recuperati per esser messi a disposizione delle piccole e medie imprese.
Ovviamente questa non una “operazione” che si può fare in pochi mesi.
L’idea è buona. Nulla da ridire in merito, anzi ci chiediamo come mai nessuno, più in alto, nom ci abbia pensato prima. E ci viene ancora una volta da riflettere sul peso politico e sulle idee di chi occupa ruoli politici e incarichi elettivi in Regione e più in alto ancora però. Questa idea è frutto del confronto tra l’amministrazione di Anagni e gli organismi della Federlazio di Frosinone.

La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Di Valerio Ascenzi

Sono nato ad Anagni il 25 giugno del 1977. Dal 1998 seguo la cronaca locale e provinciale. Dal 2001 sono iscritto all'ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Ho iniziato a lavorare per Ciociaria Oggi, per poi passare a Il Messaggero (cronaca di Frosinone), il Tempo (sempre di Frosinone) e poi al Quotidiano di Frosinone, giornale che ha avuto vita brevissima, esperienza a tratti positiva, ma conclusasi male a causa del fallimento del giornale. In ambito giornalistico e comunicativo ho lavorato in alcune iniziative editoriali romane e nazionali, accostandomi anche al mondo del foto-giornalismo.Ho alle spalle un percorso di studi lungo, poiché "travagliato". Era il 1997. I primi due anni di università li ho trascorsi nella facoltà di Farmacia presso La Sapienza. Già dopo il primo anno ho avvertito l'esigenza di cambiare. L'ho fatto poi iscrivendomi a Scienze della Comunicazione, sempre alla Sapienza, facoltà in cui avevo trovato la mia dimensione. Ma dovendo lavorare contemporaneamente – supplenze nella scuola pubblica e incarichi presso il Convitto Principe di Piemonte di Anagni - ho rallentato gli studi e li ho interrotti un paio di volte. Studiando e lavorando ho preparato due concorsi di abilitazione all'insegnamento – vinti entrambi. Oggi insegno nella scuola primaria, in provincia di Roma. Dopo aver preso il ruolo nel 2007, ho deciso di concludere il percorso universitario. Ho una laurea magistrale in Teorie e tecniche della comunicazione e dell'informazione, conseguita nel 2013 con una tesi in semiotica narrativa e storytelling: un lavoro meticoloso portato avanti per circa diciotto mesi, iniziato (e lasciato aperto) per garantire a me stesso una sorta di riqualificazione in un diverso settore della scrittura (la narrativa e lo screenwriting: la sceneggiatura). Del resto il giornalismo in questa provincia non dà più da mangiare a nessuno. In questi ultimi anni ho compreso che una formazione superiore non basta. Non basta neanche una laurea. Per questo ho ripreso a studiare di nuovo, iscrivendomi ad un master e non so se mi fermerò dopo.Scrivo per passione e da più di dieci anni faccio politica per passione. Dopo aver preso la tessera dei Democratici di Sinistra, sono divenuto per un paio di anni segretario di Anagni. Un traghettatore: nel 2007 siamo entrai nella fase costituente del PD. Avendo aderito alla mozione critica promossa da Gavino Angius, all'ultimo congresso dei DS, per restare coerente con la nostra linea (quella di lavorare per un PD iscritto al PSE) sono uscito con tutto il gruppo, dopo la totale indifferenza per le nostre proposte da parte dell'allora maggioranza guidata da Fassino. Il percorso politico da allora è stato sempre più difficile. Un'area politica, socialista democratica, realmente di sinistra, in Italia non è ancora nata. Nel 2008 ho seguito Angius nella costituente del PSI. Sono stato candidato alle elezioni politiche lo stesso anno. Il PSI non raggiunse neanche l'1%. L'esperienza con i socialisti non è stata positiva, non ne conservo un buon ricordo, soprattutto per il fatto che la struttura di quel partito non aveva nulla a che fare con la nostra cultura politica, fatta di partecipazione, discussione, analisi dei problemi e condivisione delle idee. Siamo rientrati a metà del 2009, insieme a Gavino Angius nel PD. Essendo noi una voce critica, ma piccola piccola, ci siamo resi conto del fatto che nel frattempo quel partito, i DS, non c'era più ed era stato sostituito da qualcosa che ancora oggi non sembra essere un partito. Gavino Angius rientrò con la volontà di lavorare per l'adesione al PSE. Ma ben presto si è capito che il PD andava in una direzione diversa. Nonostante tutto oggi il PD è un partito del socialismo europeo. Ma solo sull'etichetta. Di fatto, le sue politiche non sono di impronta socialista.Molti problemi annunciati dall'allora mozione Angius, sono ancora nodi da sciogliere nel PD nazionale e, a caduta, in quello regionale e provinciale. I circoli cittadini poi, lasciamoli perdere.Ho raccolto l'invito di Ignazio Mazzoli e di unoetre.it per cercare di coniugare la passione per la scrittura, per il giornalismo e per la politica. Per questo cerco di scrivere e commentare, sempre cercando di essere obiettivo, e allo stesso tempo critico, trattando i fatti della politica provinciale nell'area nord della provincia di Frosinone, in particolare ad Anagni.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.