di Ermisio Mazzocchi – Condivido e sostengo l’odg presentato dai consiglieri regionali Mauro Buschini e Daniela Bianchi e approvato dal Consiglio regionale per l’accorpamento degli enti ASI e COSILAM. Non ritengo convincenti le argomentazioni dei suoi oppositori. Sarebbe bene essere più europeisti e meno “casalinghi”. In uno Stato democratico le sue strutture rappresentative e decentrate non vivono in eterno. Abbiamo messo mano in alcune parti della Costituzione, stiamo riformando il Senato, si eliminano sprechi e si ristrutturano enti di antica formazione. Il tutto in una logica riformista che rimetta in sesto i conti pubblici e apra opportunità di sviluppo. Dentro questa politica nazionale si inserisce il governo regionale con la presidenza di Zingaretti. L’obiettivo è il medesimo. Rimettere a posto i conti dopo la disastrosa gestione di centrodestra, riassettare tutta la macchina amministrativa, riorganizzare il sistema delle rappresentanze di secondo grado con soppressioni e accorpamenti. E i primi tasselli di questo nuovo mosaico della regione Lazio sono stai fissati.
Cito alcuni casi come la soppressione e internalizzazione dell’Agenzia di Sanità pubblica, l’accorpamento del Gruppo Sviluppo Lazio da 5 a un’unica società (non mi pare che in questo casi si siano levati scudi di difesa dell’esistente), chiusa la Banca Impresa Lazio, riduzione spese del Consiglio regionale, e altre leggi e riforme per rilanciare lo sviluppo e il lavoro. Potremo continuare. Il punto politico riguarda una politica regionale che imprima una svolta di alternativa a vecchi e inefficaci sistemi di interventi della regione. Questo vale per il sistema sanitario come per quello imprenditoriale. Le sfide e la competizione nell’epoca del digitale e della globalizzazione si misurano e si affrontano in una dimensione di aree geografiche senza confine che ha cancellato gli angusti spazi del castello feudatario e delle rivendicazioni municipalistiche. Una politica del rinnovamento e del cambiamento delle forze progressiste e democratiche guarda oggi a nuovi orizzonti di assetto efficiente degli strumenti di governo dell’economia e della società.
Ora l’odg Buschini/Bianchi ha bisogno di una interpretazione senza pregiudizi né strumentalizzazioni che ne colga il significato politico e amministrativo. Le argomentazioni di Scittareli e di Abbruzzese, dimenticando spesso di avere fatto parte di quel partito che ha gestito per decenni l’ASI dalla sua fondazione, non convincono perché sono dentro una logica angusta e di contrapposizione e appare fuori luogo definire “arrogante” l’operazione dei due consiglieri che hanno offerto una proposta costruttiva e non distruttiva. In un mercato aperto non esistono imprese assimilabili (che significa?) che dovrebbero essere curate per questa loro (inesistente) uniformità, come sostiene Abbruzzese, da un ente su misura che dovrebbe invece avere una funzione di programmazione e di servizio e di coordinamento proprio per rispondere alla diversità delle imprese presenti sul territorio.
L’indotto FIAT vero interlocutore degli interventi di questi enti si estende su tutta la provincia e oltre, non ha una sua peculiarità territoriale circoscritta all’area cassinate. Si presuppone che la gestione degli interventi richiedono un coordinamento più mirato e meno dispersivo. Il mondo economico e quello delle imprese non hanno bisogno di avere davanti ai cancelli un eventuale portatore di servizi, né di un ente dietro ogni angolo, “radicato” come dice incomprensibilmente Fardelli, come se avesse questo ente delle succursali per ogni fabbrica. Hanno altre esigenze di fronte a una competizione internazionale feroce e selettiva. L’odg. Buschi/Bianchi è una risposta. Non una cancellazione, come molti vogliono far creder, né uno smembramento delle funzioni di un consorzio per lo sviluppo. Viene accorpata la gestione di governo con un CdA pariteticamente composto dalle rappresentanze territoriali e viene mantenuta la struttura operativa del Cosilam. Un modo per rendere efficiente la funzione di un ente che deve operare su scala nazionale ed europea. In ragione della soppressione delle provincie si verrebbero a formare aree territoriali al nord della regione con Viterbo e Rieti, al centro Roma, al sud Frosinone e Latina. Questo nuovo assetto comporta una revisione totale delle rappresentanze governative e regionali, come nel caso del Genio civile che già ora dal 1 maggio c.a. ha tre strutture nelle tre aree territoriali.
La risposta del CdA del Cosilam con la proposta di una unificazione Cosilam e Consorzio del Sud Pontino è sviante, è dentro un antico sistema localistico e campanilistico un modo di non rispondere al vero problema che è quello di creare un unico centro di governo delle politiche economiche e di sviluppo a sud di Roma. Questo innovativo impianto corrisponde a requisiti di razionalizzazione della spesa, di concertazione di interventi, di un acculato utilizzo delle risorse. Sarebbe stato opportuno aprire un confronto, cogliendo gli aspetti che l’odg. sollecita senza alcuna preclusione. Se alcuni vogliono perseguire una strada di pura convenienza locale, riaprendo contenziosi territoriali di antica storia si ritorna indietro di cento anni, si assumano una responsabilità di precludere ogni possibilità di una proiezione dell’area meridionale del Lazio in Europa e nel mondo volta a aprire nuove frontiere per lo sviluppo dell’Italia.
Ermisio Mazzocchi è dirigente del PD Frosinone
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