da ilfattoquotidiano.it due video con Massimo D’Alerma
1) “Il grande successo del Berlusconi ormai declinante è che egli ci lascia in eredità il Berlusconismo”. Lo ammette con un sorriso, Massimo D’Alema, che il lascito più distintivo dell’ultimo ventennio di politica italiana spetta al Cavaliere. Italia come “laboratorio del male”, dal totalitarismo novecentesco alla “democrazia plebiscitaria, dell’audience”, spiega. Ospite dell’Ispi alla presentazione milanese del libro della politologa Daria Urbinati, “Democrazia sfigurata. Il popolo tra opinione e verità” (Ed. Egea), D’Alema non si addebita responsabilità, non si accredita meriti. Col tono distaccato dell’archeologo si limita a dichiarare la vittoria politica del berlusconismo come “forma assunta da tutti nella politica italiana” di Franz Baraggino.
2) Con la fine di partiti è cpomiunbciato il declino dellìItaliaGiovedì in seconda serata, alle 23.15, esordirà su La7 il nuovo programma di Alan Friedman, che prende il titolo dal suo recentissimo libro: “Ammazziamo il Gattopardo: il Gioco del Potere”. Sei puntate, video inediti, sei faccia a faccia di Friedman con cinque ex primi ministri e il primo ministro in carica. Nella prima puntata c’è un’intervista a Massimo D’Alema, registrata nell’agosto di un anno fa nel suo podere a Otricoli, in Umbria. L’ex premier risponde a Friedman sulla caduta di Prodi nel 1998. Poi sfodera il meglio del suo antico repertorio: il primato dei partiti e l’idiosincrasia per la società civile. Secondo D’Alema “finché l’Italia è stata guidata dai partiti è andata bene, quando i partiti sono andati in crisi per la corruzione, per la caduta dei valori, dei principi, delle ideologie, è cominciato il declino del paese”. Guarda in esclusiva per ilfattoquotidiano.it l’anticipazione dell’intervista
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