di Valerio Ascenzi – “Neanche fosse il 25 aprile” ha affermato una nostra conoscenza. Ed ha in effetti ragione: Anagni è stata liberata dopo tredici anni di malgoverno. La vittoria è tutta di Fausto Bassetta. Una coalizione eterogenea, composta da attori provenienti da varie aree politiche, culturali e sociali, ha messo fine a logiche amministrative completamente inadeguate per una città come Anagni. Abbiamo azzeccato molti pronostici, tranne uno: pensavamo si andasse al ballottaggio. Siamo contenti di esserci sbagliati.
Restano fuori dal consiglio comunale tutte le liste, singole, che si sono presentate in appoggio ad un candidato sindaco, ovvero Casapound che sosteneva Valeriano Tasca, il Movimento cinque stelle che appoggiava la candidatura di Mirco Sterbini, Fratelli d’Italia a sostegno di Riccardo Ambrosetti, la lista civica Anagni Pontifex del notaio Angelo Salvi. Resta anche fuori la mini coalizione di Carlo Marino, formata da una lista civica e da Idv, che aveva maggiori probabilità, ma non ha raggiunto neanche i quattrocento voti. E come pronosticato, la coalizione che sosteneva Roberto Cicconi, pur arrivando a circa 1900 voti, riesce ad essere rappresentata in Consiglio comunale con ben due seggi. All’opposizione vanno un seggio al candidato Sindaco Natalia, un seggio alla lista civica Natalia Sindaco e uno a Forza Italia. Restano fuori ben sei liste, tra cui Nuovo centro destra, in cui vi sono nomi illustri della vecchia Giunta e della vecchia maggioranza.
Alla maggioranza vanno tre seggi al Partito Democratico, due alla lista civica Bassetta Sindaco, due alla lista Anagni Domani, uno alla lista L’Altranagni, uno alla lista Rete dei Cittadini, uno per Idea Civica e uno per la lista Progetto Giovani. Restano fuori il Partito socialista italiano, l’Unione di centro e la lista civica Anagni impresa.
Con ben otto candidati a sindaco il pronostico più logico da fare era quello del ballottaggio, ma fin da subito si è capito che Fausta Bassetta avrebbe vinto. Lunedì pomeriggio, non era stata scrutinata neanche la metà e il candidato del centrosinistra stava già al 56-57%. Una vittoria del genere non ce la aspettavamo, anche se qualcuno, come lo stesso candidato, due conti se li era fatti: le possibilità di passare al primo turno c’erano. Le ultime elezioni regionali e politiche, mostravano dati allarmanti: nonostante lo scorso anno, si fosse parlato, negativamente di Anagni, in cronaca nazionale, la gente qui continuava a votare a destra e per il Pdl (oggi smembrato in Forza Italia e Nuovo centro destra). In effetti il solo centrosinistra ad Anagni non è bastato per vincere. Ma c’è da sottolineare che la destra, o centrodestra che dir si voglia, non ha proprio retto l’urto: nella peggiore delle ipotesi il centrodestra ad Anagni aveva riscosso circa quattromila voti. L’ex consigliere regionale Franco Fiorito, l’ultima volta che è stato eletto, ad Anagni non ha superato i tremila voti. Natalia, esponente del centrodestra anagnino, questa volta prende poco più di duemila seicento voti.
Il merito è di Bassetta che è riuscito a trasferire alla popolazione, in meno di un mese, la sua voglia di amministrare con decisione e correttezza. È riuscito a far percepire alla popolazione le sue competenze, la sua forte personalità. Avendolo intervistato e conosciuto dal vivo, fin dalle prime battute della campagna elettorale, in effetti avevamo percepito che si trattava di una persona semplice, umile, ma preparata e competente. Una persona di moderato profilo, nonostante la sua elevata cultura. Di tutt’altra pasta rispetto a tanti che in questi ultimi anni hanno governato Anagni.
Ora la città attende che la Giunta Bassetta venga composta ad immagine e somiglianza del neosindaco di Anagni. Da candidato si era sempre pronunciato dicendo che gli incarichi sarebbero stati affidati secondo le reali competenze. La vittoria è sua, suo il diritto di comporre la squadra di governo. Noi dal canto nostro, non possiamo far altro che augurargli un buon lavoro e sperare che i consiglieri, nel caso si renda necessario, facciano un passo in dietro, non pretendendo incarichi, accettando di sostenere il sindaco anche se prenderà, eventualmente, la decisione di nominare assessori esterni e/o tecnici.
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