intervista di Valerio Ascenzi – La campagna elettorale si è scaldata. Dopo le prime infondatezze, smentite più volte si è giunti agli atti intimidatori e alle diffamazioni. Abbiamo intervistato il candidato sindaco del Pd e del centrosinistra, Fausto Bassetta, con il quale ci siamo confrontati su alcuni temi. Siamo partiti dall’andamento della campagna elettorale, per parlare poi di amministrazione e di alcune idee messe nero su bianco dalla sua coalizione.
Considerata l’impennata dei toni della campagna elettorale, possiamo dire che lei è quindi l’uomo da battere?
Ci sono stati atti e volantinaggi di un livello bassissimo, ma sono solo il colpo di coda di qualcuno in questa campagna elettorale. Atti che mostrano il vero livello degli argomenti e dei progetti, inesistenti, in uno degli schieramenti in lizza. Mentre noi parliamo di programmi, tutto si è svolto secondo logiche che sono lontane dalla ricerca delle soluzioni per la città e per la cittadinanza.
È finito quindi il momento del politically correct, siamo agli sgoccioli e c’è chi si gioca il tutto per tutto. Secondo lei per quale motivo?
C’è una corsa spasmodica alla ricerca del consenso per questa poltrona di sindaco. Mi domando se chi in questo momento corre, lo stia facendo per il bene della città e per questioni personalistiche.
Credo che se trovassimo una persona meglio di me, sarei il primo a fare un passo in dietro e a dare un supporto a questa persona. Sottolineo però che se sono qui e mi sono messo in gioco è per la collettività, e non mi pare di vedere nelle azioni di alcuni candidati le mie stesse intenzioni.
Cosa pensa di fare?
Sono tranquillo. Abbiamo risposto con diversi comunicati stampa e ci siamo presi degli impegni con la popolazione. Le smentite sono arrivate anche dalla Regione. Il fatto è però che ad Anagni ormai non si crede neanche più alle istituzioni. Il rapporto di fiducia con le istituzioni va recuperato. Comunque sono state dette delle cose, sul fatto che la Regione ha individuato quest’area come una delle zone in cui costruire impianti di smaltimento rifiuti, ma la verità è che quell’area non è idonea per interventi del genere. L’ho visitata qualche giorno fa, grazie anche alla protezione civile che è ospite li: in quell’area si potrebbero fare molte cose, come per esempio un’area proprio per la protezione civile. Ma non di certo un termovalorizzatore. Alla luce di quanto accaduto negli ultimi anni, con l’installazione di un termocombustore ad Anagni, nell’area della Marangoni, e due a Colleferro, posso affermare senza problemi che questo territorio non ha bisogno di altre opere del genere.
Se verrà eletto sindaco, qual è la prima cosa che pensa di fare?
In maniera molto lineare: faremo subito una verifica finanziaria del sistema amministrativo, per accertarci se l’amministrazione gode di salute a livello economico, poi tradurremo il nostro programma politico in programma di governo. Trasformeremo i progetti in azione amministrativa,
Tra i vari problemi di Anagni ci sono le scuole. Si parla molto della Scuola Media Vinciguerra, attualmente inagibile. Che progetti avere per la scuola?
Abbiamo necessità di una progettazione a breve termine, nella quale pensiamo di recuperare strutture come la scuola media Vinciguerra, per quel che rappresenta non solo a livello di istituzione scolastica, ma anche come punto di riferimento e di aggregazione. Poi dobbiamo fare una progettazione di lungo periodo, perché dobbiamo anche renderci conto che una comunità ambiziosa, deve concedere spazi nuovi e innovativi per la didattica. Vorremmo realizzare spazi in cui poter mettere in atto una didattica diversa, pensare una scuola tipo college anglosassone. Di sicuro è una idea ambiziosa, per realizzarla dovremmo mettere attorno ad un tavolino tutte le parti sociali, ma un sindaco deve riuscire in questo intento.
Si è parlato, forse anche troppo del recupero dell’area dell’ex polveriera. Si è detto di un progetto per il rilancio di quell’area in ambito industriale. Ma nel frattempo cosa si potrebbe fare per rilanciare il settore dell’industria qui?
Ho visitato diverse realtà industriali in questi giorni. Ci siamo accorti che, soprattutto nel settore chimico farmaceutico, manca il settore ricerca e sviluppo. Le persone impiegate negli stabilimenti per la ricerca e sviluppo sono poche: le stesse aziende con sede al nord, hanno ampliato questi settori solo nell’area settentrionale della penisola. Questa non è una buona cosa in effetti. Si potrebbe, considerati anche i rapporti che abbiamo con le università, stabilire delle collaborazioni tra gli atenei e le industrie del territorio, per svolgere degli stage. Inoltre si deve investire nel settore delle moderne tecnologie, poiché non possiamo illuderci di poter ricominciare con l’industria pesante che ha distrutto il territorio a livello ambientale, per poi lasciare migliaia di famiglie sul lastrico.
Veniamo al turismo. In molti parlano di rilancio della città, di contatti con tour operator per deviare flussi turistici verso Anagni. Lei cosa pensa sul turismo?
Credo che per sviluppare un’economia di tipo turistico e culturale, ci vorranno anni. Ma soprattutto è necessario fare rete sul territorio e tra i vari settori della cultura e delle particolarità del territorio stesso. Abbiamo numerose idee. Trovo che alcune proposte fatte da più parti, siano delle buone idee, come ad esempio l’albergo diffuso. Ma bisogna comprendere come realizzarlo qui. Si può parlare anche di museo diffuso, ma solo pensando ad un territorio che mette su una rete tra comuni.
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