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Una necessaria occasione per coniugare il dire con il fare: l’importanza delle forze del lavoro
di Angelino Loffredi
In un periodo di restrizioni, di inviti a non stare insieme vedo crescere una volontà a scendere in piazza, a manifestare, a volersi fare sentire. Certo, riconosco che le motivazioni sono diverse, spesso distanti e non componibili. Alcuni condivisibili, altri invece no.
Seguo da sempre le proposte e le conseguenti iniziative indicate dai sindacati unitari, pertanto mi sento in dovere di rilevarne l’ultima. Si tratta infatti di un tema che ritengo essere fondamentale e per tanti aspetti decisivo. Penso al tema dei temi, quello che giustamente viene denominato “Una manovra inadeguata“. Mi riferisco, ovviamente alla manovra governativa.
Sinteticamente preciso che da parte dei sindacati si tratta di una proposta alternativa a quella del governo in carica. I sindacati Cgil, Cisl, Uil, propongono, discutono e scendono in piazza. L’attuale è il momento di grandi scelte che determineranno la nostra vita futura. Il governo ha formulato una serie di provvedimenti che ancora una volta non rendono giustizia ai pensionati, ai lavoratori dipendenti (a cominciare dai precari), alle donne, ai disoccupati.
Per motivi di opportunità e di spazio mi limito ad indicare alcuni punti fondamentali. Inizio da un importante elemento da non sottovalutare, quella che viene chiamata la tumultuosa ripresa produttiva. Elemento che va visto ed accompagnato anche da altri dati, spesso ignorati. Essa proprio perché non accompagnata da giusti interventi governativi sta creando lavoro nero, nuovi precari e un grave trattamento sottosalariale. Un dato su cui riflettere, 5,5 milioni di lavoratori hanno un reddito annuo lordo sotto i 10.000 euro. Senza lavoro dignitoso non ci sarà mai una pensione dignitosa. Con tali cifre non si va da nessuna parte, l’economia non riparte. I liberali di casa nostra, i signor-si, forse farebbero bene a seguire quello che afferma il presidente statunitense Biden (che non può essere ritenuto un comunista), il quale chiede, ed in parte ottenuto, di aumentare i salari. In Italia dunque è necessario porre fine ai contratti a chiamata, con le collaborazioni occasionali, con i tirocini extracurriculari. Se vogliamo entrare in un’era digitale e giusta è necessario capovolgere l’attuale stato delle cose. Ci vuole, per tutti, un nuovo contratto unico per l’ingresso al lavoro, a forte contenuto formativo.
La precarietà contrasta con la formazione permanente e senza di questa non si compete internazionalmente!
Il governo annuncia una generica riduzione delle tasse pari a 8 miliardi. Bene, ma quali categorie beneficeranno di tale provvedimento? Ragioniamo allora partendo da un dato concreto ma dimenticato. Mi riferisco infatti al fatto che in quest’ultimissimo periodo sono stati già destinati 185 miliardi alle imprese (provvedimenti anti Covid compresi). Cifra inverosimile ma vera. Ora, si proprio ora, è arrivato il momento di pensare ai lavoratori ed ai pensionati. Prima di terminare voglio ricordare che quest’ultimi sono i più tassati della comunità europea.
Non solo per i motivi che ho sopra indicato che la Cgil, la Csil e la Uil hanno convocato sabato prossimo una manifestazione a Roma. Una necessaria occasione per coniugare il dire con il fare e far conoscere al governo l’importanza delle forze del lavoro.
Ceccano 24 novembre 2021
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