
La storia illustre del 1° Maggio a Isola del Liri, tra politica e sindacalismo – nel libro del Prof. Egidio Paolucci presentato il 25 aprile 2014
Sintesi dell’intervento di Donato Galeone
(ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale Cisl Lazio)
Premetto che sollecitato da me, non casualmente ma volutamente, lo scorso anno in Piazza Boncompagni e dopo le ultra decennali Festa del Lavoro promosse a Isola del Liri dalla CGIL-CISL-UIL, il Prof. Egidio Paolucci ha voluto che i contenuti del suo libro “PRIMO MAGGIO a ISOLA DEL LIRI , una storia illustre tra politica e sindacalismo” fossero da me sintetizzati e commentati in un luogo di lavoro storico di Isola del Liri: le ex cartiere Boimond.
Ed oggi – 25 apri 2014 – con il libro di Egidio celebriamo il 70 ° anniversario, quale Festa di Liberazione del nostro Paese dal fascismo, con la ricostruita democrazia repubblicana fondata sul lavoro.
Ed ecco che mi avvio a sfogliare le oltre centoventi pagine del libro, frutto della ricerca storica di un paio di secoli fa.
Ricerca storica che è definita da Egidio “opera plurale” per le collaborazioni fornitegli. Mi permetto commentare – immediatamente – che la condivisione del pluralismo comunitario che è sociale, politico e sindacale rappresenta – sempre – “una unità di azione collettiva”. Anche la scrittura di un libro che si propone è, comunque, il risultato di un’autentica azione socializzante, verso altri, di democrazia partecipata.
Quindi, un grazie a Egidio, per aver accolto la mia proposta di un anno fa ed a quanti hanno offerto collaborazioni e documenti per rendere completa e motivata, al mondo del lavoro, una pubblicazione storica per Isola del Liri – luogo del racconto della “storia illustre tra politica e sindacalismo” per “l’importanza che questa Città ha avuto ed ha tuttora per il movimento sindacale in Provincia di Frosinone e nel Lazio” come richiamato, nella prefazione al libro, da Pietro Maceroni, Segretario Generale Ust-Cisl di Frosinone.
Egidio, sin dal primo capitolo, evidenzia tanto le “considerevoli condizioni dei lavoratori” nella seconda metà del’ 800 quanto gli effetti che il capitalismo industriale che si manifesta solidalmente anche con la decisa reazione, nel 1852 ,degli “Oppressi Lavorieri di Arpino”.
Quel “manifesto”che ha commosso l’Autore del libro, ci richiama storicamente il contesto politico, socio-economico e culturale – non solo locale – della cosiddetta “rivoluzione industriale”.
Quella svolta epocale della seconda metà del’800, la rivoluzione industriale, scardina l’ordine sociale
E mentre la “questione operaia” veniva argomentata da Leone XIII con la “Rerum Novarum del 1891” – già la rivendicazione delle “otto ore di lavoro” al Congresso della “Prima Internazionale” del settembre 1866 a Ginevra ed a Parigi, nel 1889, con la “Seconda Internazionale Socialista” – si accettava e si riconosceva universalmente – la Organizzazione del Movimento Operaio Internazionale e si assumeva la decisione, nel suo suo stesso Congresso del 1889, di dichiarare il “1° Maggio il giorno della manifestazione internazionale del lavoro”.
Se il 10 novembre 1901 si costituisce a Isola del Liri la “Lega di Resistenza degli Operai Cartai” già era attiva e partecipata nella stessa Isola del Liri – sin dal 1862-63 – la “Società Operaia di Mutuo Soccorso” come è documentato, nel libro, sia da Ettore Gabriele che da Enzio Bartolomucci. Storicamente è il Partito Socialista Italiano – Sezione di Isola del Liri – che promuove e organizza la “FESTA DEL 1° MAGGIO 1905” quale “simbolo di pace e di fratellanza fra i lavoratori di tutto il mondo”. L’iniziativa è condivisa dalle Sezioni Socialiste di Sora, Arpino e San Donato Val di Comino – che si ritrovano, tutti, nel corteo fino in contrada San Domenico, come da “PROGRAMMA DELLA FESTA” reso pubblico col manifesto originale trascritto nelle pagine 32-33 del libro.
Nel secondo capitolo, siamo ancora all’inizio del novecento, emerge “il vero protagonista” dell’affermazione del Movimento Operaio e del Partito Socialista sia a Isola del Liri che nella Media Valle del Liri, con l’attività politica e sindacale di Vincenzo Giovannone – Sindaco di Isola del Liri a 77 anni.
Persona che fu avversata dai massimalisti socialcomunisti e con epilogo anche drammatico e contraddittorio sulla vicenda politica dello stesso Vincenzo Giovannone, che rinvio a leggere in tutto il secondo capitolo del libro.
Ma all’inizio del 900, come ci è sufficientemente noto e fino all’avvento del fascismo (1922), le iniziative sindacali e sociali furono promosse, prevalentemente, nei territori agricoli conosciute e definite “LEGHE Bianche e Rosse”.
Le prime confederate nella CIL – Confederazione Italiana Lavoro (sostenuta dai Popolari) e le seconde confederate nella CGL – Confederazione Generale Lavoro (sostenute dai Socialisti) guidate, dal’ On. Achille Grandi e dal’ On. Ludovico D’Aragona.
Questa tipologia di associazionismo, avviato nelle campagne ed oltre – come documentato nel 1901 anche con la costituzione della Lega di Resistenza degli Operai Cartai di Isola del Liri – pur orientato alla ricerca di contenuti propositivi condivisi e di momenti unitari di azione sindacale, riemergeva e prevaleva – ripetutamente – una primordiale e concorrenziale “egemonia politica esterna partitica” sia sullo stesso movimento dei contadini e sia sugli operai che volta a volta creavano antagonismi strumentali e sistematiche contrapposizioni e non tendevano, invece, a favorire quell’autonomia associativa per l’unità sindacale dei contadini e dei lavoratori.
Pur con ritardo – in quegli anni – fu rilevato dallo stesso On.le D’Aragona, Segretario Generale della CGL, quanto “la unità di azione tra le due Confederazioni avrebbe potuto bloccare, nel 1922, l’avanzata del Sindacato fascista”.
Anche lo stesso Segretario Generale della CIL, On.le Grandi, dichiarava al 7° Congresso, convocato a Verona il 12-14 febbraio1925, che il mezzo più idoneo per combattere l’offensiva fascista fosse “la unità sindacale nell’autonomia e nella libertà” per rafforzare l’azione della classe lavoratrice. Questi rilievi e dichiarazioni dei sindacalisti storici, non riportate da Egidio, ma che completano il secondo capitolo, con le “lotte operaie all’inizio del novecento” furono presentati e argomentati anche dalla stampa di quel tempo (Corriere della Sera del gennaio 1922) che auspicava la unità sindacale dei lavoratori alla vigilia dell’avvento fascista.
Ecco perché mi permetto di aggiungerli a questo capitolo del libro, quale integrativa osservazione improvvida nella storia dei Partiti del primo ventennio del’900 che non sempre sono circostanziati e sufficientemente evidenziati.
E penso, quindi, di non essere solo io a immaginarlo che – se avesse preso corpo un “accordo politico tra Popolari e Socialisti” – la rotta politica della storia italiana forse sarebbe cambiata – nel nostro Paese – col segno della democrazia politica e non dei totalitarismi nazionali.
Dopo il ventennio fascista e la soppressione, in Italia, della FESTA DEL LAVORO che rinasce (capitolo quarto del libro) con “il Secondo dopoguerra e l’egemonia politico-sindacale del PCI e della Camera del Lavoro” anche ad Isola del Liri, sufficientemente e storicamente argomentati nelle pagine 45-48 e poi riprese nelle pagine 55-63 del libro.
Si possono approfondire, convenire e discutere tutte quelle tematiche politiche e sindacali dell’epoca storica sia del primo che del secondo dopoguerra .
Ma leggendo il libro, siamo al 1944, e con il “Patto di Roma” sono chiaramente circostanziate e condivise le basi fondanti di volontà politiche di Partito tra la “dirigenza democristiana, socialista e comunista” che, con la CGIL, offrono un Sindacato unitario “per” i lavoratori e non la libertà associativa – poi scritta nella Costituzione – di costruire, in piena autonomia politica e dirigenziale di rappresentanza, un Sindacato unitario “dei” lavoratori. Anche perché la prima competizione democratica elettorale politica del 1948, tra i più rappresentativi Partiti del dopoguerra – funzionalmente coincidenti con i promotori del Patto Sindacale di Roma del 1944 – la DC, il PSI ed il PCI, i cui due ultimi Partiti associati in un Fronte Popolare – risultarono non suffragati – nelle competizione elettorale del 18 aprile 1948 – contro la DC – che sarà impegnata dal voto popolare della maggioranza degli elettori italiani nella guida politica del Governo nazionale.
Questi collateralismi o rapporti subordinati – Sindacati e Partiti – dal 1945 al 1948 – coinvolgeranno l’esperienza sindacale storica nella CGIL che fu di indubbia riverberazione e filiazione dei Partiti e, conseguentemente, fu subalterna nei rapporti tanto nell’attivismo politico territoriale nazionale e locale quanto nelle condivisioni internazionali, tra i due blocchi – distinti e distanti – del secondo dopoguerra. Quei blocchi mondiali – tanto a guida sovietica che a guida americana – riemergevano con i rispettivi sistemi economici e politici dell’epoca, entro cui un qualificato strumento di organizzazione sociale del lavoro il – Sindacato dei Lavoratori unitario e democratico doveva, quale libera associazione, “conquistarsi uno spazio politico di autonomia” nella rappresentanza diretta dei lavoratori.
Ed ecco, quindi, la risposta adeguata e motivata della scelta politica congressuale, democratica, con la costituzione di una Libera CGIL del 1948 e poi con la nascita della CISL Provinciale di Frosinone a Isola del Liri il 30 aprile 1950, prevalentemente di ispirazione cristiana-cattolica, non confessionale ma tanto rispettosa delle convinzioni politiche e religiose dei propri associati quanto democratica e aperta a tutti lavoratori.
Non fu immediatamente captato il valore democratico della scelta politica di un “sindacalismo nuovo” e neppure ci stupisce leggere a pagina 58 del libro nel richiamato “Studio ambientale sociologico-politico di Isola del Liri” – prodotto negli anni ’60 dallo stesso Egidio Paolucci – che racconta il come “in Isola Liri l’anemica Libera CGIL si trasformò immediatamente in CISL …e rimase lungamente inattiva e inefficace nella realtà industriale isolana”. Ed, ancora, a pagina 63 del libro sulla Festa del Lavoro – 1° Maggio a Isola del Liri – Egidio chiudendo il suo elaborato “Studio ambientale sociologico-politico” – storicizzando l’evento del primo giorno di maggio – attesta che “nell’immediato dopoguerra, per l’assenza nella cittadina delle altre forze politiche e sindacali, la Festa del Lavoro fu monopolizzata dai socialcomunisti, che ne fecero una forte manifestazione propagandistica di partito”. E fino agli ’60 egli conferma che “la Festa del Lavoro a Isola del Liri resta ancora oggi appannaggio del partito comunista e della camera del lavoro, che la sfruttano abilmente come strumento propagandistico di grande efficacia”.
Ecco il “come e il perché “anche la Festa del Lavoro del 1968 venne celebrata dalla CISL a Fiuggi, presente Bruno Storti, con la rappresentanza sindacale di un migliaio di lavoratori laziali, come documentano le foto alle pagine 94-95 e la raccolta di altre foto del “come e il perché” veniva celebrato 1° Maggio a Isola del Liri, anno 1962 e anni precedenti.
Ad Isola del Liri – storicamente – si continuava a festeggiare la giornata della Festa dei Lavoratori – volutamente e strumentalmente divisa – dalle stesse associazioni confederali sindacali dei lavoratori, assumendo e diffondendo motivazioni prevalentemente ideologiche di partito sulla stessa Festa Internazionale del Lavoro – rifiutata dal fascismo – come già ampiamente argomentato da Egidio Paolucci nel libro e che non era condivisa dal sindacalismo democratico della CISL in costante crescita organizzativa anche nella Provincia di Frosinone.
E fu la CISL Provinciale da me diretta negli anni’70 – già nata a Isola del Liri nel 1950 – guidata nel comprensorio di zona dal giovane Gianfranco Casali, che propose di riaffermare i contenuti veri della Festa del Lavoro da celebrare il 1° Maggio a Isola del Liri, unitariamente dalla CGIL-CISL-UIL, col sostegno attivo di un Comitato Sindacale promotore e con l’invito a partecipare rivolto a tutte le rappresentanze politiche democratiche e istituzionali della Provincia di Frosinone.
Le mie riflessioni conclusive sul libro, sinteticamente osservate, in parte commentate, prevalentemente correlate alla ricerca sul 1° Maggio, da me richiesta al Prof. Egidio Paolucci lo scorso anno, potrebbero contribuire nella promozione e attivazione di un confronto, certamente più approfondito, su una impegnata ricerca storica politica e sindacale di un paio di secoli fa.
Queste riflessioni sul libro sono certamente molto più vicine ai giovani, nel 2014, dopo i 70 anni dalla ricostituzione associata dei lavoratori nella CGIL del 1944 e che, liberamente, in questi ultimi decenni hanno rafforzato le adesioni alla CISL, sindacato democratico.
Organizzazione Sindacale per lavoratori già proposta – allora – dalle correnti dei Partiti per reazione alla corporativa esperienza fascista ma che si ripropone libera e democratica – oggi – tra il pluralismo della CGIL-CISL-UIL con l’attivazione di un confronto attuariale più adeguato e incisivo nell’azione sindacale per il lavoro, ricercato, non precario ma contrattato e partecipato. Oggi io penso che, partendo dal 1° Maggio di Isola del Liri, è essenziale evidenziare, non tanto e non solo storicamente, quanto riaffermare il valore del riconquistato spazio politico nella pratica dell’azione sindacale plurale e autonoma della CGIL-CISL-UIL.
Che è e non potrà non caratterizzarsi – sempre di più – quale Organizzazione Sindacale Democratica di Lavoratori, nella sua composita rappresentanza autoregolata tanto nei luoghi di lavoro, per condividere e condizionare i rapporti di lavoro, contrattati e partecipati, quanto per il confronto propositivo con le istituzioni a tutti i livelli, nella nostra società democratica, che ancora e solo formalmente in Costituzione, è fondata sul lavoro.
Con il prossimo 1° Maggio 2014, dallo spazio politico unitario, rappresentato dall’azione sindacale territoriale e comprensoriale da sviluppare: nell’area di Isola del Liri – Sora; nell’area Sud di Cassino – Pontecorvo e con l’attuazione dell’accordo di programma per lo sviluppo dell’area Nord di Frosinone-Anagni-Fiuggi – io penso – che potrà favorirci anche la rilettura storica del libro del Prof. Egidio Paolucci per impegnarci, più convinti, nella partecipazione sociale e sindacale.
Perché il passato, pur lontano ma vicina ai fatti dei nostri giorni, fa riemergere volta a volta la precarietà vera del lavoro – nella sua scarsa dignità personale e famigliare – che sollecita una rinnovata azione unitaria, da consolidare tra CGIL-CISL-UIL, nei contenuti propositivi a soggetti giuridici diversi da quelli ed altri conosciuti nel secolo scorso, che necessitano e richiederanno più estesi e universali sostegni del Sindacato dei Lavoratori in piena loro autonomia e democrazia politica verso almeno tre fondamentali azioni condivise e non scritte nel libro ma che mi permetto richiamare:
1- nella concezione del sindacato plurale unitario e democratico, quale libera associazione di lavoratori rappresentativo nel rapporto contrattuale e relazionale nei luoghi di lavoro;
2- nel rapporto del sindacato, così rappresentato, con il quadro politico;
3- nel suo rapporto, quindi, con la scelte di politica sociale e con il sistema economico.
Donato Galeone – ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio
Isola del Liri, 25 aprile 2014
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