CRONACHE&COMMENTI
La signora radical chic non sa che furono innazitutto persone libere…
di Aldo Pirone
Concita De Gregorio per deplorare, giustamente, le miserie del correntismo dem, va ripetendo che anche nel Pci c’erano le correnti ma che i loro capi – per esempio, dice, Ingrao, Reichlin, Macaluso – “avevano una visone del mondo”. Dovrebbe informarsi meglio perché la ”visione del mondo”, la cosiddetta Weltanschauung, era del Pci in quanto tale. Sulle correnti nel Pci ci sarebbe molto da discutere in sede storica. Togliatti le chiamava sensibilità, poi, a mano a mano, divennero altre cose nella fase finale del Pci, per poi esplodere ben solidificate nel Pds-Ds-Pd. Da lì in poi accompagnarono il declino della sinistra. Tanto più questa s’imbastardiva tanto più quelle – che nelle periferie regionali e comunali si suddividevano in cordate e cordatine spesso in asperrima lotta tra di loro – crescevano a dismisura in potere senza valori né princìpi all’ombra dei capibastone, divenendo incrostazioni funzionali alla separazione della sinistra dal proprio popolo ed elettorato delle periferie sociali e urbane. Del Pd furono le fondatrici, non solo quelle Ds ma anche quelle della cosiddetta Margherita post democristiana. Veltroni pensò di limitarle sottoponendole al plebiscitarismo delle primarie e quelle invece se ne nutrirono. Un disastro storico.
Quanto ai dirigenti del Pci che Concita cita – ma se ne potrebbero aggiungere tantissimi altri di non minore levatura: Amendola, Pajetta, Cossutta, Natta, Bufalini Zangheri, Valenzi, Tortorella, Nilde Iotti, Adriana Seroni ecc., – la signora radical chic non sa che furono innazitutto persone libere anche all’interno delle proprie aree e sensibilità culturali. Non facevano i gregari di nessuno. Erano personaggi forti, selezionati nelle e con le lotte sociali democratiche, non polli di batteria. Esercitavano con schiettezza la propria libertà di opinione e analisi, ma sempre ricercando, come costume, l’unità del partito perché avevano come bussola la trasformazione della società in senso socialista. Disciplina e libertà fu la loro cifra, come quella di milioni di iscritti e militanti. E questo perché al di là delle proprie posizioni o idee personali c’era un’azione politica unitaria che il partito doveva condurre nella società civile e in quella politica per far prevalere gli interessi dei lavoratori e della collettività e una funzione nazionale da svolgere contro altri interessi meno nobili, più ristretti ed egoistici e privilegi antichi e moderni da scardinare, conservatori e perfino reazionari.
Signora De Gregorio torni a settembre. Voto: quattro meno.

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it
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