Bene Comune per Cassino
Idee per l’utilizzo della quota del Recovery Fund spettante al comune di Cassino
Luigi di Marco – Ernesto Cossuto
Venerdì 18 dicembre, è stato chiuso a Bruxelles l’accordo definitivo sul Recovery Fund con una buona notizia per l’Italia: gli anticipi per il 2021 salgono al 13% (6 miliardi in più per il nostro Paese). È non solo una buona notizia perché mette a disposizione dell’Italia da subito un maggior volume di fondi, ma nche perché dimostra una maggior peso del nostro Paese in Europa, senz’altro merito della maggiore fiducia del Consiglio europeo e dei partners continentali nei riguardi del nostro Governo. Tale circostanza deve essere anche stimolo ai governi locali (Regioni e Comuni) e al Governo nazionale a mettere in atto tutte le procedure atte a d elaborare il Piano nazionale che bisognerà inviare per l’approvazione al Consiglio europeo. È un grande sforzo di partecipazione democratica che dovrà vedere la partecipazione del maggior numero possibile di Associazioni libere ed indipendenti: è una occasione unica e irripetibile che si presenta agli Italiani per contribuire ad ammodernare e rilanciare il Paese sul piano economico, sociale e culturale. È con questo spirito che ci permettiamo di sollecitare la Regione ed il Comune di Cassino a mettersi al lavoro senza perdere tempo per permettere la partecipazione più ampia ad uno sforzo che può migliorare la nostra democrazia e ridare fiducia nelle Istituzioni a quei troppi che l’hanno smarrita anzitutto per la crisi di rappresentanza dei Partiti cui la Costituzione repubblicana attribuisce il ruolo di strumento per l’esercizio del diritto alla partecipazione al gioco democratico.
Bene comune per Cassino ritiene che l’Amministrazione cassinate dotarsi di un Piano adeguato per l’utilizzo del cosiddetto Superbonus e di conseguenza, o prioritariamente, di un POC ( Piano Operativo Comunale, lo strumento urbanistico che norma gli interventi, stabilisce i parametri e la capacità edificatoria) in grado di supplire ad un PRG ormai vecchio e obsoleto, che non si riesce a superare anche per la farraginosità delle procedure necessarie per sostituirlo , che spesso rappresentano un vero e proprio alibi per tenersi legati a vecchi e superati concetti urbanistici( o pseudo tali), come i Piani Particolareggiati di iniziativa privata o la cosiddetta Urbanistica Concertata che sono stati utilizzati in modo molto disinvolto da tutte le Amministrazioni succedutesi questi ultimi anni per le quali, nessuna esclusa purtroppo, è sempre valso un articolo non scritto, un articolo ghost: Quello che s’ha da fare si farà. Si vedano le aree alle spalle dell’Albergo La Pace, o l’area ex SECIM o (perché no?) la questione Albaneta. Altro che non consumo di suolo o scelte green!
Attenzione particolare deve essere riposta alla difesa del diritto alla mobilità, con la soluzione una volta per tutte del problema del collegamento con la Folcara, il polo scolastico-universitario, strategico per il futuro della Città ( recupero della vecchia proposta Metro leggero di Bene comune? ), che sarà sempre più Città – universitaria e sempre meno Città-FCA (una volta si diceva FIAT; il collegamento alternativo con Montecassino (recupero della vecchia proposta per la funivia o cremagliera di Città città?); e altri problemi come l’abbattimento delle barriere architettoniche della Stazione ferroviaria non più rinviabile, per questioni culturali e di civiltà.
Un progetto serio, magari oggetto di un concorso internazionale, per la valorizzazione, a scopo turistico, della straordinaria ricchezza idrica della Città.
Creazione di un Organismo unico per la preservazione, la valorizzazione e la gestione delle risorse museali – archeologiche di Cassino (Resti romani, medievali e dell’ultima guerra, ciò che resta della città sepolta).
Molte ed altre proposte si potrebbero fare. Questo nostro contributo vuole essere anche lo stimolo ad altre forze politiche e sociali ad aprire un dibattito serio ed impegnato nel momento di una occasione unica e irripetibile.
Bene Comune per Cassino, 29 dicembre 2020
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