di Gasperino ErCarbonaro – Un’incontro evocativo. Qualche giorno fa, dopo tanto tempo, ho voluto tornare a Roma per un passeggiata in centro. Roma non è più quella mia, ma, se si riesce ad estraniarsi, è sempre Roma! Mentre giravo così col naso per aria, mi è accaduto di vedere un’auto di quelle importanti, quelle che sembrano blindate, con tanto d’autista e guardaspalle seduti d’avanti e sul sedile posteriore un giovanotto molto attempato con accanto una fanciullina non male, proprio mentre entrava in un palazzo di quelli rinascimentali romani con tanto di cortile protetto da cancelli poderosi. Mi ha fatto tornare in mente Miki, un montenegrino conosciuto a Belgrado tanti anni fa che diceva: “Voglio fare tanti dollari da essere bello naturale”. Ma subito dopo ho avuto una visione abbagliante! Mi sono ritrovato al settantaquattro, al Teatro Trianon, con Giorgio Gaber che con la sua unica, impareggiabile mimica cantava, recitava, faceva vivere uno dei sui pezzi di bravura tra i più sferzanti e forse più appropriati in questo momento, il mitico “l’odore” che qui riporto integralmente, solo per non perdere la continuità del discorso, non in versi, manca la musica e soprattutto manca “Lui”, ma come fosse una prosa.
L’odore
Sdraiati sull’erba, soltanto un attimo prima di fare l’amore, un grillo che canta, c’è un’aria intorno, che odore, pian piano riprendo a sfiorare la sua sottana, sarà la zona. Cerchiamo un posto migliore e allora ritrovo di nuovo la mia tenerezza, è una cara ragazza, comincio a sentirmi eccitato. Più che un odore è un puzza. Io tento un abbraccio per chiuderle il setto nasale. E’ micidiale!
Non ce la faccio, mi è venuta anche un po’ di nausea, mi gira la testa. In città non mi sento mai male, l’aria è più giusta, un bar d’alluminio, mi siedo, mi sento un signore. C’è ancora l’odore. L’odore m’insegue, ormai è dappertutto; non posso, non posso, ormai ce l’ho addosso.
Vado a casa, mi siedo sul letto, mi sdraio, mi distendo, ma c’è ancora, io mi annuso e lo sento più forte. Un odore tremendo, mi tolgo i vestiti, ormai sono nudo. Oh dio, oh dio, l’odore è mio, l’odore è mio! Calma un momento, ragioniamo …
Mi faccio un bel bagno, mi lavo da tutte le parti con molta attenzione, mi metto anche il talco, son candido come un bambino. Maledizione! Adesso però non mi devo suggestionare. Da vomitare.
Non ce la faccio, è un odore che non si distrugge con una lavata, ci vorrebbe un programma, il risciacquo, la schiuma frenata. Mi spalmo le creme e i profumi dai piedi alla testa. Il puzzo sovrasta. Ce l’ho nella pelle, che schifo mi faccio, che corpo ignorante così puzzolente.
Come faccio con tutta la gente che mi ama e mi stima, come faccio? Non c’è niente da fare, il puzzo è più forte di prima! Avevo tanti amici, sono uno che lavora, mi sono fatto una carriera, non è giusto che la perda, mi sono fatto tutto da me, mi sono fatto tutto da me. Io che conosco tanta gente, son venuto su dal niente, c’ho una bella posizione, non è giusto che la perda, mi son fatto tutto da me, mi son fatto tutto da me, mi son fatto tutto da me, mi son fatto tutto di merda!
Medita uomo, medita!!!!
21.03.2014
Gasperino Ercarbonaro
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