Storia contraffatta

Valerio Fioravanti e Francesca Mambro mindi Aldo Pirone – Ieri Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei parenti delle vittime della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, aveva lamentato nel suo discorso alla manifestazione per il quarantesimo anniversario dell’attentato terroristico più sanguinoso della storia italiana, che gli esecutori fascisti Giusva Fioravanti e Francesca Mambro fossero liberi e “trattati come star da mass media ossequiosi e riverenti” nonostante gli otto ergastoli lui e i nove lei cui sono stati condannati. Non solo per gli 85 morti di Bologna ma per tutti gli altri assassinati a sangue freddo in azioni terroristiche. Oggi una delle fogne del giornalismo italiano, “Libero” di Feltri e Senaldi, per non smentire Bolognesi, intervista Francesca Mambro.

Quanto dice la terrorista fascista dimostra quel che già si sapeva: lei e il marito non sono affatto pentiti di quel che hanno fatto – infatti non hanno mai collaborato con la giustizia -, salvo proclamarsi innocenti della strage. Fascisti erano e fascisti sono rimasti. Basta leggere quel che dice la Mambro. L’intervistatore, proseguendo nel leitmotiv di un’intervista nauseabonda, a un certo punto le domanda: “Vostra figlia si affaccia ai vent’anni. Si ricorda la prima volta che le ha parlato dei suoi vent’anni e del vortice delle esperienze?”. Risposta: “Abbiamo cercato di spiegarle che eravamo dei genitori che non piacevano a tutti per le scelte fatte in gioventù e che la nostra storia era stata una storia di amore, amicizia con bande di quartiere che si scontravano e amici che non c’erano più e di quanto e come l’amicizia sia sempre stata importante nel corso della nostra vita”.

Capito? “Una storia di amore” e di “amicizia” quella lastricata di morti innocenti, di sangue cercato e voluto come belve feroci pur di colpire “i rossi” e lo stato democratico. Un modo per spacciare se stessi – “genitori che non piacevano a tutti” per “scelte di gioventù”, poverini! – come eroi romantici presso la figliola e coinvolgerla in tal modo, almeno nel ricordo, nella loro sordida e lugubre storia di assassini. Speriamo che la figlia, che ha la disgrazia di aver avuto due genitori così, sappia capire chi sono stati e chi sono ancora.
Per ripudiarne non la genitorialità, ma le gesta di vili delinquenti fascisti.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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Di Aldo Pirone

Aldo Pirone. Vive a Roma

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