tedeschi moto

tedeschi motoArticolo del professor Gianluca Coluzzi del Liceo Scientifico e linguistico di Ceccano sulle vicende del 1944.
Riepilogo insediamenti militari tedeschi di ogni genere individuati finora a Ceccano:
-via Marano: comando di discrete dimensioni presso la vecchia proprietà di A. Segneri detto Scioscia (e probabile centro trasmissioni, secondo le testimonianze della figlia del Segneri), notizia confermata anche da un documento del Governo Militare Alleato; un locale cucine; un mattatoio dove venivano raccolte le bestie razziate nella zona; un’officina;
-Sterparo in territorio di Cecccano: una presenza lì dove si trova la vecchia scuola elementare; da lì poi circa cento metri verso Arnara, sempre sulla sinistra, i tedeschi avevano costruito alcune baracche, sempre alla sinistra della strada, nell’area su cui ora sorge un villino in costruzione;
ancora un centinaio di metri più su un insediamento confermato da testimoni del posto e da un documento del Governo Militare Alleato, da cui si capisce che si doveva trattare di una presenza non proprio modesta;
-zona stazione: lo stabile di Passarelli;
-centro storico: Palazzo Berardi; Castel Sindici, nel quale i tedeschi eseguono una condanna a morte; Via Magenta, in diversi locali; lo stabile del geom. Solli, che si trova proprio lì dove la strada principale, salendo da p.zza Berardi, si biforca in direzione M.nna della Pace e in direzione Castro. Qui vi erano una cucina e una falegnameria dove si fabbricavano bare per i caduti del fronte di Cassino;

-Badia: ospedale militare e sede di unità militari tedesche, di cui una il suo passaggio può essere individuato con certezza: la 4 batterie.II.96Artillerie Regiment, unità facente parte della 44 Infanterie Division Hoch und Deutschmeister, perché in due profili storici della Badia si cita il cap. Rudolf Heger, comandante dell’unità prima menzionata, che morirà sulla Gustav il 30 gennaio del ’44 nela famosa battaglia del Belvedere, negli scontri per conquistare il Colle Abate. I reparti tedeschi però si alternavano in queste sedi ed è scorretto pensare che, per l’intera durata dell’occupazione, potesse rimanervi un solo reparto;
-La Spina, presso il supermercato Masi;
-Le Cocce, altra presenza segnalata in alcune memorie locali;
-un’abitazione requisita a via Fiano (con tanto di documento con cui si richiede un rimborso per questa requisizione);
-testimonianza, da approfondire, di abitazioni requisite nella zona di Faito.
Ulteriori testimonianze su questo argomento sarebbero utilissime.
Vanno prese con le molle le testimonianze che parlano di SS. Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, qui le SS non ci sono mai state.
Se si citano le divise nere molto probabilmente si tratta di carristi: anche loro avevano divise nere con i teschi sulle mostrine.
Una certa attenzione va posta anche sulla questione tedeschi buoni/tedeschi cattivi; anche nel testo del 1948 di P. Gioacchino della Badia vi è una distinzione del genere: i “buoni” sono quelli della Badia, i cattivi quelli delle Cocce. In molte zone italiane segnate dall’occupazione tedesca si ritrova, nelle memorie e nelle testimonianze , questa distinzione: in genere i soldati con cui si instaurava un rapporto acccettabile erano quelli di fanteria o dei reparti servizi; una nomea assai negativa invece avevano soprattutto reparti come i Fallschirm Jaeger (paracadutisti), i Gaebirgs Jaeger e gli Alpen Jaeger (reparti di montagna). Sono proprio queste le unità che più si distinguevano nelle azioni di rappresaglia.
A volte reparti così diversi si insediavano in luoghi non eccessivamente distanti. Per questa ragione i civili potevano fare questi confronti. Domanda: potrebbe essere stato il caso delle Cocce?

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