pistola bambino 350 260 min

pistola bambino 350 260 mindi Nadeia De Gasperis(allegato video della dirigente scolastica*) – Cosa spinge un ragazzo a entrare nella sua scuola armato e aprire il fuoco? Che sia un college americano o una scuola pubblica italiana, la strada, non è più “l’habitat naturale” dei rivoltosi, la rabbia appartiene a qualsiasi categoria sociale.

Ad Aprilia, oggi, un ragazzino è entrato a scuola con una tuta mimetica imbottita di molotov costruite artigianalmente con delle bottiglie di vino riempite con liquido infiammabile che ha lanciato contro le pareti dell’edificio. Non molti giorni fa, a Fiuggi, un ragazzo entra in una scuola e prende per la gola la Preside. Attimi di panico in aula. Erano da poco passate le 8 e 30 quando in un attimo si è scatenato il putiferio. Un ragazzo di Alatri di circa 30 anni è entrato nel centro di formazione professionale di Fiuggi, vicino la centralissima piazza Spada, ed ha afferrato per la gola la preside strattonandola per il corridoio e strillando ad alta voce a tutti i presenti di “non muoversi.“

Il movente è diverso, il primo ragazzo, quello dell’episodio recente, sembra essere stato vittima di bullismo per lungo periodo e così, sfinito, ha deciso di reagire nella maniera più eclatante e drammatica. Il secondo, pare fosse in cura da molto tempo. Il punto è che si tratta comunque di ragazzi, casi isolati, che vivono le loro angosce nella solitudine fino alle estreme conseguenze che questa assume.

Non so cosa spinga un ragazzo a usare violenza contro un professore o i suoi compagni, le cause sono ipotizzabili, a volte così evidenti, ma mi riferisco ai meccanismi più intimi, quelli sono imperscrutabili alla nostra attenzione. Quello che è certo è che negli USA come nel nostro Paese ormai, i diritti individuali e la nonviolenza non sono una scuola, un percorso, un valore.

Purtroppo non esiste, come per il denaro, un regolatore che possa registrare il danno, e compensare il rapporto fra diritti umani e violenza. La violenza, anche dentro la vita democratica quotidiana, è destinata a salire e a diventare sempre più guerra. E la nonviolenza resta una disapprovata debolezza. Peccato, ci resta tutto ciò che avviene nella parte peggiore della vita. L’altra, quella dei diritti, del rispetto e delle persone salve e integre è bistrattata.

L’esempio di alcuni leader politici, il loro gergo aggressivo, offensivo, le loro parole sono una continua offesa per chi si batte l’ambiente, per una informazione libera, per i diritti dei più deboli, una continua negazione di qualsiasi forma di attivismo sociale, di impegno concreto per i diritti civili, sociali, perfino la lotta alla mafia è banalizzato dalle manifestazioni folkloristiche come quella di salire su una ruspa in un momento evocativo e simbolico che avrebbe avuto bisogno di tutto tranne che di quella pagliacciata. Senza entrare in merito delle scelte scellerate che “armerebbero” i cittadini di uno ulteriore strumento di rabbia a furore, fuor di metafora.

Il problema non è però isolato, quel linguaggio è contagioso, come quel pensiero che annulla la società “buona” banalizzandola con epiteti come “buonista” che dovrebbe essere invece l’altra faccia dell’indifferenza. Purtroppo gli italiani sanno essere cattivissimi, soprattutto quando sono stimolati ad esserlo, cioè in presenza di situazioni oggettive che preoccupano e producono più spesso cattiveria che politiche capaci di risolvere i problemi. Tra questi italiani, molti sono genitori. Ai ragazzi non resta che chiudersi nella propria solitudine, e chi si meraviglia dei testi eccessivi che ascoltano nel “silenzio” delle loro stanze, non guarda la “trave” di rabbia e aggressività e che ci minaccia ormai da troppo tempo.

 

 * da youtube, Esplosioni all’istituto Rosselli di Aprilia. Le parole della dirigente scolastica Viviana Bombonati, da Latina Oggi

 

 

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Di Nadeia De Gasperis

Nadeia De Gasperis, nata a Sora (Fr) il 10 agosto del 1977. Dopo aver frequentato il liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Sora, nel 1996, si iscrive alla facoltà di Scienze Ambientali presso l'Università degli studi dell'Aquila, dove lavora come borsista, presso la biblioteca della Facoltà di Scienze. Dopo gli studi, collabora come docente nel campo della formazione destinata ai professionisti. Dal 2009 inizia la collaborazione con la rivista di fotografia documentaristica Rearviewmirror, un magazine di reportage documentaristico edito da Postcart, dove collabora alla cura dei testi e dell'archivio. Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Rearviewmirror

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