ilva 27nov18 350 260 min

ilva 27nov18 350 260 minMaria Giulia Cretaro e Valentino Bettinelli – Situazione complessa quella dello stabilimento Ilva di Patrica. L’azienda dell’ormai dismesso gruppo Riva, vive una situazione di stallo amministrativo e una condizione di grave deperimento dello stabilimento. Dal 2012 è cessata la produzione e da allora è terminata ogni forma di cura verso una delle strutture portanti del settore metalmeccanico nazionale.

Davanti ai cancelli è in corso un’assemblea permanente degli ex dipendenti, una trentina circa, che chiedono delucidazioni a riguardo. La situazione è grottesca e tecnicamente intricata. Inizialmente compresa nell’accordo nazionale di Settembre con ArcelorMittal, la fabbrica ciociara esce fuori dal tavolo delle trattative con il colosso indiano. A seguito di questo gran rifiuto l’Ilva di Patrica si ritrova in situazione di commissariamento e fermo produttivo. Stasi che non vede interventi risolutivi da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, effettivo gestore dell’azienda nelle sue attività di controllo ordinario e straordinario. Le utenze sono ancora attive e all’interno del perimetro aziendale è chiara la presenza di qualche dipendente, evidentemente impegnato nella custodia del complesso industriale. La zona infatti non è stata soggetta ad alcuna bonifica, tanto da comportare ancora costi ed oneri.

Gli ormai ex operai pretendono chiarezza. È fatto noto l’interesse di un imprenditore locale all’acquisto della fabbrica da ormai due anni, acquirente che aveva anche assunto l’impegno di reintegrare i lavoratori in cassa integrazione e poi mobilità dal lontano 2012. Non è chiaro se le sorti del complesso ad oggi, siano vincolate a quelle degli altri rimasti fuori dall’accordo Mittal. L’Ilva di Patrica verrà spacchettata o veduta integralmente con gli stabilimenti di Torino e Varzi?

Congetture ferme al varco, poiché ad oggi manca la predisposizione di un bando d’acquisto da parte del MISE; gara per la quale i disoccupati pretendono venga inserita una clausola di salvaguardia per gli ex operai. Al momento però non c’è nessuna certezza a riguardo, e i disoccupati stessi sono preoccupati visto l’incombere del 2020, anno in cui tutti gli ammortizzatori sociali termineranno.

L’impegno profuso da questo gruppo di metalmeccanici è ferreo. Chiedono di riappropriarsi della dignità del lavoro e di poter far rivivere uno stabilimento che sentono loro, visti i molti anni vissuti nell’azienda stessa. Il grido si rivolge in particolar modo alle sigle sindacali e ai rappresentanti politici, poco presenti e con scarsa volontà di risolvere una situazione che continua ad accentuare una crisi sociale per un intero gruppo di persone.

Emblematico un episodio avvenuto nello scorso mese di giugno. Il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani ha fatto visita allo stabilimento di Patrica, proponendosi come interlocutore diretto con i vertici di Mittal. Promessa rimasta vana e che non ha avuto alcun seguito effettivo.

La critica al sistema politico non vuole però essere schierata e di parte, in quanto i disoccupati si sentono già lesi dalle beghe e i canonici rimpalli di responsabilità di una classe dirigente, soprattutto nei suoi rappresentanti del territorio, poco attiva ed efficace nella trasmissione a livello nazionale delle lotte dei lavoratori ciociari.

Il caso dell’Ilva va inoltre affrontato con un focus diverso rispetto alle altre aziende chiuse dell’area di crisi complessa di Frosinone. Lo stabilimento di Patrica, infatti, ha delle caratteristiche e potenzialità tecniche uniche nel suo genere, essendo l’unico polo siderurgico della zona preposto alla lavorazione di meccanica pesante. Anche per questo è stato disposto dal sindaco del Comune di Patrica, Lucio Fiordaliso e dal Presidente della Provincia Antonio Pompeo, un tavolo di discussione ad hoc. Incontro previsto per venerdì 30 novembre alle 16:00 presso la sede dell’Amministrazione Provinciale. Meeting al quale sono stati invitati tutti i parlamentari eletti nel territorio e i rappresentanti regionali.

La posizione degli operai è chiara: tornare a lavorare e riqualificare una fabbrica, vista da loro stessi come grande opportunità di rilancio di una intera area. Si attende soltanto una fattiva collaborazione da parte del Ministero, la cui responsabilità è vincolata dalla pertinenza sullo stabilimento.

Risposte chiare a domande secche, questo è l’obiettivo.

 

 

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Di Bettinelli-Cretaro

Doppia firma di Redazione

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