AMBIENTE

Storia di un “sogno” costantemente minacciato … che forse resterà tale

di Ina Camilli*
BACINO IDROGRAFICO FIUME SACCO ok 390 minNella valle del Sacco si vuole credere in un domani che possa consentire alla sua gente di vivere in una terra bonificata, senza compromissioni e conflitti tra salute, ambiente e lavoro. Ogni giorno questo sogno continua ad essere minacciato e mina la speranza di futuro dei giovani.

Una grave minaccia viene dalla criminalità organizzata, camorra e mafia, che muove interessi anche nel settore del trasporto e della gestione dei rifiuti, come appreso dall’allarmante appello dell’ex Prefetto di Frosinone, Portelli.

Illegalità e illegittimità. Una recente inchiesta giudiziaria ha messo in luce l’ipotesi di gravi irregolarità nell’Amministrazione regionale a carico di un dirigente del settore Ambiente, relativamente al rilascio di autorizzazioni ad impianti di smaltimento dei rifiuti.

L’economia della valle del Sacco dopo decenni resta ancorata ad un modello di sfruttamento delle risorse naturali e la classe politica non ha la capacità di visione per cambiare questo sistema.

Si continua a parlare di moratoria e bonifica, che tardano a diventare operative, mentre nel contempo la Regione autorizza impianti industriali ad alto impatto industriale. Ciò accade a Frosinone, Anagni, Ferentino, Patrica, Roccasecca e Colfelice.

E’ quanto sta accadendo, in particolare a Frosinone, contro la volontà del Comune e dei suoi cittadini, in merito alla dislocazione di un biodigestore da parte di un soggetto privato, motivo di forti tensioni e preoccupazioni tra la popolazione, sotto il profilo sociale e della legalità, sanitario ed ambientale, e soprattutto tra i residenti, che temono la forte svalutazione dei propri immobili ed attività commerciali.

IMPIANTO DI BIODIGESTIONE

Il 30 dicembre 2019 la società Maestrale srl ha presentato presso gli Uffici amministrativi della Regione Lazio (in qualitàCentrale a biomasse quanto inquinamento produce 390 min di Autorità proponente, Direzione Regionale Ambiente – Area VIA) per la valutazione d’impatto ambientale (VIA) un progetto per la “Costruzione e messa in esercizio di un impianto di produzione di biometano ottenuto dalla digestione anaerobica della frazione organica da raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani”, da realizzarsi in via A. da Messina, in prossimità di una zona popolosa, qual è Corso Lazio.

Il progetto di un “biodigestore anaerobico” è del gruppo Turriziani, occuperà un’area di circa 6,30 ettari e tratterà 50.000 tonnellate l’anno di rifiuti organici (FORSU), un quantitativo di gran lunga eccedente le 4.000 tonnellate prodotte dal capoluogo. Poiché tutta la Provincia ne produce 38.734, l’impianto in questione è sovradimensionato rispetto al fabbisogno di una popolazione di 500.000 abitanti.

Tali dati inevitabilmente vanno oltre il principio di prossimità e dell’ATO per l’afferenza di rifiuti da altre Province, in violazione del Piano di gestione dei rifiuti regionale (2020), in un territorio fortemente penalizzato dalla conformazione orogeografica, che impedisce la dispersione degli inquinanti in atmosfera.

Inoltre, il progetto contrasta con la legge costituzionale 11.2.2022, n. 1, che ha introdotto non solo il principio fondamentale della tutela dell’ambiente, delle biodiversità e degli ecosistemi nella nostra Carta costituzionale, ma anche la previsione per cui l’iniziativa economica deve essere esercitata in modo da non arrecare danni all’ambiente e alla salute.

PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO REGIONALE

Finora si sono svolte tre riunioni della Conferenza di servizi, nelle quali i cittadini, organizzati nel Comitato No Biodigestori Frosinone – valle del Sacco, Salviamo il paesaggio Frosinone, Comitato Residenti Colleferro, Cittadini della Valle del Sacco (Sgurgola-Anagni), essendo stati ammessi come uditori, hanno prodotto osservazioni motivate contrarie al progetto, rilevando le criticità sia degli aspetti tecnici, sia dei passaggi procedurali, puntualmente rimasti senza riscontro da parte della Regione.

A questo proposito, alcuni passaggi si configurerebbero come gravi illegittimità procedurali da parte della Regione. Ci riferiamo al fatto che l’Autorità procedente, al termine della terza Conferenza di servizi decisoria, invece di concludere negativamente il procedimento, vista la posizione prevalente dei vari Enti contraria al progetto della Maestrale srl, e il parere negativo del Comune di Frosinone, lo ha lasciato aperto. Non solo, ma ha concesso alla società un rinvio di 30 giorni, che contrasta con i termini perentori previsti dalla normativa per la conclusione della Conferenza di servizi.

E se non bastasse successivamente la Regione ha accolto la richiesta del proponente di “sospendere il procedimento nelle more dell’acquisizione dell’Autorizzazione Unica”, richiesta di cui non era stata presentata in atti alcuna centralina di rilevamento polveri 390 ministanza e che si è palesata soltanto nella terza Conferenza decisoria.

Tale “concessione” avveniva dopo che la Regione Lazio, come da normativa, aveva già richiesto agli Enti presenti, nella prima riunione, la presa d’atto e la conferma della completezza della documentazione inerente le istanze.

LE CONTESTAZIONI AL BIODIGESTORE

I Consiglieri comunali Marco Mastronardi e Fabiana Scasseddu nonché il Comitato No biodigestori hanno segnalato la supposta illegittimità della sospensione del procedimento di VIA, con richiesta di annullamento della Conferenza di servizi, già convocata per il 21.2.2022, facendo presente alla Regione Lazio, alle Amministrazioni e agli Enti territoriali interessati che il proponente non aveva ottemperato all’obbligo di inoltrare per tempo l’istanza per il rilascio dell’Autorizzazione unica, e che tale mancanza non era stata rilevata nella fase istruttoria.

Secondo la normativa nei procedimenti di VIA le richieste non accompagnate dalla documentazione di legge sono ritenute improcedibili e conseguentemente archiviate.

Non appare peraltro legittima l’ammissione della richiesta di sospensione del proponente e men che mai la sua concessione da parte della Direzione regionale. La normativa sulla tempistica è perentoria e prevede tale concessione fino ad un massimo di 180 giorni solo nel caso in cui venga richiesta documentazione integrativa nel corso e in carenza di istruttoria, certamente non quando questa è considerata in atti conclusa.

Vale ricordare che la concessione di tale intervallo temporale può avvenire su domanda e solo quando è in corso l’istruttoria per l’integrazione del progetto a richiesta degli Enti.

In tal senso c’è la nota del 21.2.2022 trasmessa dalla Provincia di Frosinone, che è l’organo competente al rilascio dell’Autorizzazione unica, alla Regione. E’ una richiesta di chiarimenti in merito alla sospensione del procedimento di VIA, con la precisazione che non procederà alla valutazione della documentazione inoltrata dalla Società prcollefagiolara 350 minima di aver ricevuto i suddetti chiarimenti.

CARENZE PROCEDURALI

Non risulta che la proponente, all’epoca della stesura di tale nota, abbia presentato la documentazione antisismica, nonostante la città di Frosinone sia classificata come zona sismica B, sottozona sismica 2B.

Resta da verificare se la distanza dell’impianto dagli stabilimenti a rischio d’incidente rilevante (RIR) presenti nell’area sia sufficientemente garantita.

Trovandoci nel SIN dovrebbe essere disponibile – e non lo è – una indagine ambientale sul suolo, sottosuolo ed acque di falda da attualizzare per valutare la presenza di possibili contaminazioni, anche alla luce del parere condizionato della Asl di Frosinone, seppur positivo, resta dal contenuto generico. A conferma della riconosciuta grave capacità impattante sulla salute e sull’ambiente del progetto, la Asl di Frosinone riserva numerose e rilevanti prescrizioni alla Maestrale srl in merito alla necessità di un monitoraggio ambientale.

Purtroppo, le indagini epidemiologiche sanitarie locali, così come previsto anche dall’Accordo di programma del 2019 sulla bonifica del SIN Bacino del fiume Sacco, non sono ancora operative e, sotto il profilo metodologico, abbastanza contestate.

C’è inoltre un fatto. La Direzione regionale competente non può attivare procedimenti che coinvolgano anche indirettamente autorizzazioni e rilascio di fondi pubblici, come nel caso del biodigestore di Frosinone, laddove prima che inizi l’istruttoria del Paur non abbia eseguito tutte le verifiche per essere insindacabilmente certi di non concedere voce ad aziende che per legami “pericolosi” siano per legge estromesse dall’esercitare attività di impresa nel settore di trasformazione dei rifiuti.

Nel caso di specie, la Maestrale srl non risulterebbe essere iscritta nella White List e neanche che ne abbia presentato domanda.

Non risulterebbe altresì che la certificazione antimafia sia stata richiesta dall’Autorità procedente, che doveva acquisirla prima dell’avvio del procedimento di VIA.

Infine i progetti di biodigestione fruiscono di incentivi pubblici ed anche quello in questione rientrerebbe tra gli impianti strettamente legati al PNRR e pertanto dovrebbe essere sottoposto alle verifiche dei sei pilastri cardine previsti dalla tassonomia DNSH (Non arrecare danni significativi all’ambiente) per non creare nocumento ad ambiente e salute pubblica. Tale importante verifica non è stata eseguita da parte della Regione.inceneritori ColleSughero Colleferro 350 min

ASPETTI TECNICI DEL BIODIGESTORE

Non risulta presentata dalla Maestrale srl la sua iscrizione all’Albo gestori ambientali, né l’iscrizione all’Albo nazionale del tecnico per il rumore (che peraltro ha apposto una firma illeggibile).

Il biodigestore non produrrà energia elettrica, ma la consumerà e per funzionare avrà bisogno di una caldaia a gasolio e di un generatore, quindi dovrà approvvigionarsi sia di energia elettrica che termica, impianti entrambi ad alto inquinamento ambientale.

Nella documentazione non si rileva traccia della valutazione dell’impatto delle emissioni della caldaia da 500 KW, potenza termica di circa 430 mila Kcal/h, e della sua compatibilità rispetto a tali criticità, se si considera che nella nuova zonizzazione regionale la maggior parte dei Comuni della Provincia di Frosinone è in classe 1 (ex Zona A), la peggiore in termini di polveri sottili.

Risulterebbe che la concessione edilizia rilasciata dal Comune di Frosinone a nome di Turriziani Petroli srl per la costruzione dello stabilimento industriale in loc. La Selvotta abbia come indirizzo Via A. da Messina 2 – Selva dei Muli. Non si capisce il motivo né a che titolo sia stata acquisita dal proponente una concessione intestata ad una Srl con un indirizzo diverso, peraltro pure ampiamente scaduta dal 1985.

Non risulta l’istanza né il pagamento, nei termini, degli oneri per l’Autorizzazione Unica, tra quelle presentate dal proponente.

RICHIESTE DEL COORDINAMENTO

Da quanto sopra si evince che la completezza documentale non è stata verificata e che integrazioni documentali richieste il 29.12.2020 non sono pervenute dopo 30 giorni, termine anch’esso perentorio: in assenza di riscontro alla data di scadenza, l’istanza doveva essere archiviata, come richiesto dai cittadini del Comitato No Biodigestori Frosinone – valle del Sacco. Quest’ultimo ha chiesto formalmente alla Regione Lazio, a conclusione di tale carteggio, l’archiviazione del procedimento autorizzatorio, a cui non è seguita risposta.

Il 28.4.2022 è stato chiesto alle Direzioni regionali competenti il rilascio di diniego motivato al procedimento di Paur perConsRegionaleLazio laRepubblica 390 min carenza di istruttoria nel rispetto della procedura e dei termini perentori.

All’Assessore competente Roberta Lombardi è stato chiesto di applicare coerentemente quanto di sua competenza per garantire al cittadino procedimenti improntati alla trasparenza, legalità, imparzialità, buon andamento e ragionevolezza dell’azione amministrativa. Non è seguita alcuna risposta.

DUE GRAVI INADEMPIMENTI

Ci soffermiamo ora sull’attualità, richiamando due fatti. Il primo riguarda il rilascio dell’Aia al progetto della società Energia Anagni srl per un biodigestore da 84 mila tonnellate l’anno di rifiuti, a pochi km da Frosinone. Il che fa occupare alla valle del Sacco un posto privilegiato nella classificazione di centro di trattamento dei rifiuti.

Il secondo fatto riguarda l’assenza in Conferenza di servizi ed il silenzio, estremamente eloquente, dei partiti e delle organizzazioni della società civile, dei corpi intermedi e di ogni altra espressione sociale rispetto ad un simile progetto.

Difficile per questi ultimi azionare strumenti giuridici efficaci per agire nei confronti di tutti i soggetti al di fuori della Conferenza di servizi (salvo l’improbabile ricorso al Tar del Lazio), ma non si sono levate nemmeno voci per far desistere l’Autorità procedente dall’adottare e/o archiviare il provvedimento in questione o ancora per fare pressione sul Comune di Frosinone.

Si è invece celermente attivata la società Maestrale che il 27 dicembre 2022 ha sollecitato la Regione a convocare la Conferenza dei Servizi per chiudere il procedimento e rilasciare il Paur.

Frosinone, 29.12.20222
*Ina Camilli della Redazione di UNOeTRE.it

 

Versione in PDF Scarica

pdf

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all’aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it – Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

 

con una carta oppure con l’App PayPal dal tuo smartphone, scansionando il QR Code che segue qrcode

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s’impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Clicky

 



Clicky

 

 

Di Ina Camilli

Mi sono laureata in scienze politiche con 110 e ho sempre avuto un interesse speciale per il sociale, ma ho lavorato molto dentro e fuori casa e non ho potuto finora dedicarmi ad altro.Da poco più di un anno sono in pensione, dopo 45 anni di servizio alla Camera dei deputati. Come consigliere parlamentare ultimamente mi ero occupata di progetti di formazione per studenti ed esterni.Tuttavia sono riuscita da più di 10 anni a dedicarmi al volontariato, partecipando attivamente ad aggregazioni civiche di cui curo le pagine fb, i comunicati, la documentazione, ecc.Ho anche partecipato da candidata consigliera e sindaca alle ultime due elezioni comunali di Colleferro, dove risiedo, con liste civiche non apparentate, senza risultare eletta.La mia passione è la natura dove mi piace fare sport. Questa attività richiede disciplina e costanza e praticarla mi impone un po’ di sacrificio per mancanza di tempo.Questo in breve il mio percorso di vita fin qui. Il seguito sarà meglio.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.