Floriana Porretta 390 min

INTERVISTE

Ivano Alteri intervista Floriana Porretta*

Floriana Porretta 390 minDa qualche tempo, si sta imponendo all’attenzione dell’opinione pubblica del Sorano l’intensa attività di un movimento di cittadini su tematiche di particolare interesse per le popolazioni locali. La sanità, innanzitutto, ma non solo. Dal semplice cittadino alle istituzioni, dall’ambiente delle professioni a quello degli amministratori pubblici, della politica e dei giornali, difficilmente le sue iniziative passano inosservate. Una delle più recenti, la richiesta d’intervento della Regione Lazio sull’alveo del fiume Fibreno nei pressi del ponte di Carnello, avvenuto concretamente nell’arco di pochissimi giorni, ne è un concreto esempio. Si tratta del Movimento Civico Pro Ospedale e Territorio, guidato dalla presidente Floriana Porretta, che abbiamo intervistato.

Signora Porretta, partiamo proprio da lì. L’intervento della Regione Lazio sull’alveo del fiume Fibreno ha lasciato molti osservatori piuttosto stupiti, ma sarebbe meglio dire strabiliati, per la sua rapidità, soprattutto considerando che la richiesta veniva da un movimento, e non dalle istituzioni, mentre le Amministrazioni interessate restavano inerti.
Abbiamo raccolto le preoccupazioni dei cittadini residenti in zona Carnello riguardo le condizioni del ponte e del fiume. L’uno e l’altro sono abbandonati da molti anni, durante i quali non hanno ricevuto alcuna manutenzione. La competenza sarebbe dei comuni di Sora, Isola del Liri e Arpino, ma nessuno se ne interessa. Le campate del ponte erano ostruite dai detriti portati a valle dal fiume e costituivano un serio pericolo, viste le copiose piogge che si annunciavano. Attraverso i nostri contatti, abbiamo perciò interessato gli uffici della Regione, che prontamente si sono attivati per ripulire l’alveo, a dimostrazione che nell’amministrazione pubblica vi sono capacità tecniche ed efficienza in abbondanza, se dotate di una guida adeguata. Tuttavia…

Tuttavia?
Anche il ponte presenta gravi ed evidenti problematiche, sia di ordine architettonico che strutturali. I tecnici della Regione sono intervenuti sull’alveo del fiume, visto il potenziale di rischio, ma senza averne la diretta competenza. Ancor meno sono competenti riguardo l’architettura e la struttura del ponte, la cui responsabilità resta invece in capo alle tre amministrazioni.

Quindi?
Quindi dobbiamo insistere con la nostra proposta alle istituzioni di definire un protocollo d’intesa tra enti, affinché i tre comuni assumano le rispettive responsabilità per la manutenzione sistematica del fiume e del ponte e la ristrutturazione di quest’ultimo. Allo scopo, abbiamo anche individuato e segnalato pubblicamente un decreto dell’8 gennaio di quest’anno che prevedeva finanziamenti fino a 5mln di euro per la ristrutturazione e persino per la costruzione di ponti. Purtroppo, i termini per la presentazione delle richieste sono scaduti e nessuna delle amministrazioni, per quanto ci risulta, ha approfittato dell’occasione. Ma pensiamo che quei finanziamenti possano essere ribaditi per il prossimo anno con successivi provvedimenti ministeriali. Perciò, bisogna attivarsi per tempo, mettendo al bando le chiacchiere.

Signora, perché ha sentito il bisogno di creare un movimento, non bastavano le forze politiche?
Il Movimento è nato diversi anni fa, per proteggere l’ospedale SS. Trinità minacciato di smantellamento, e siamo riusciti a salvarlo. Dopodiché abbiamo fatto in modo che uscisse dalla macro-area in cui si trovava insieme ad importanti ospedali di Roma che assorbivano tutte le risorse. Poi, recentemente, abbiamo ottenuto che fosse dotato di importanti tecnologie diagnostiche da parte della Asl di Frosinone. Se ci fossimo affidati alle sole forze politiche non avremmo più l’ospedale, visto che gli amministratori e i politici del tempo si erano già tutti rassegnati alla sua chiusura.

Ma poi la vostra iniziativa si è estesa ad altre tematiche…
Sì. Una volta salvato l’ospedale dalla chiusura, il Movimento ha avuto una fase di rallentamento. Poi ha ripreso piena attività in occasione delle elezioni amministrative del 2021 a Sora, quando abbiamo presentato un progetto, redatto da tecnici di grande competenza, per realizzare una strada presso le Compre Alte, una zona la cui viabilità versa in condizioni pietose. La nostra proposta non ha avuto alcun riscontro concreto. Anzi, sulla strada esistente sono state messe delle toppe dall’attuale amministrazione, con una spesa di circa 20mila euro. Questi comportamenti ci indignano profondamente, perché non risolvono i problemi ma sprecano denaro: dove va a finire? Su questa scia, abbiamo iniziato ad occuparci quotidianamente anche dell’attività amministrativa in generale, della trasparenza, delle opere incompiute, della Scuola Modello di Renzo Piano, dell’area ex Tomassi ecc., perché ci rendevamo conto che la macchina amministrativa era senza guida e le sue competenze restavano inutilizzate.

La vostra attività si è fino ad ora concentrata soprattutto su Sora…
Sì, siamo nati qui…

…E si caratterizza come piuttosto critica nei confronti dell’attuale Amministrazione Di Stefano, fino ad apparire come una vera e propria forza di opposizione, pur non avendo rappresentanti in consiglio comunale.
Noi nutriamo un profondo rispetto per la politica e per le sue forze organizzate, ma è evidente a tutti che negli ultimi decenni vi è stato uno sfaldamento di tali forze e una distorsione pericolosa delle loro funzioni. La loro capacità di rappresentare gli interessi collettivi si è sgretolata progressivamente ed esse si sono spesso ridotte a comitati elettorali, quando non in comitati d’affari. Perciò, quando si dice che i partiti debbono tornare tra la gente, noi sentiamo puzza d’imbroglio. Perché in realtà dovrebbero essere la gente a tornare dentro i partiti, per ricondurli sulla retta via. Però…

Ma Luca Di Stefano è un giovane sindaco, potrebbe essere utile allo scopo? Perché non sostenerlo?
Perché non basta essere giovani di età per fare una buona politica. Le sue azioni amministrative sono vecchie. Anzi, sono più vecchie delle precedenti. Basta vedere la scelta di cancellare l’Albo Pretorio Storico, che i sindaci precedenti, molto più vecchi di lui, avevano invece lasciato nella disponibilità della cittadinanza. La sua azione somiglia molto a quella dei notabili di cento e passa anni fa, che guarda più alla carriera, agli interessi personali e di gruppo, che agli interessi collettivi. Proprio perché è giovane, lasci stare quegli intrallazzi e si dedichi alla politica con la “P” maiuscola.

Molti si chiedono perché sia così importante la questione dell’Albo Pretorio Storico cancellato?
Ma proprio perché suscita ulteriore sfiducia tra i cittadini, come se già non bastasse. I quali giustamente si chiedono: perché il sindaco vuole nascondere le cose che fa? Non è una cosa bella. Soprattutto quando ci sono in gioco tanti soldi e nel momento in cui la distanza tra la politica e i cittadini è già ai massimi storici. Lo ripristini immediatamente, se non vuole far pensar male. Come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina.

A proposito di storia, cosa pensa dell’attuale classe politica a confronto con quella della prima repubblica?
Non c’è nessun paragone possibile, e non parlo soltanto della mia parte. Io, che sono stata democristiana, non posso che riconoscere il valore che avevano gli avversari politici di allora, dai Berlinguer ai Pertini ai personaggi locali, per non parlare del mio Aldo Moro e di tanti altri. Per farne uno di loro ci vogliono cento politici di oggi. A proposito, ricordo che durante uno degli incontri che ho avuto col presidente Andreotti lo rimproverai timidamente dicendogli che lui e quella classe politica avevano grandi meriti ma anche la grave colpa di non lasciare eredi. Al ché, rimase per un attimo spiazzato e con sguardo rammaricato mi disse “hai ragione”.

Sora 21 dicembre 2022
*Floriana Porretta, Presidente del Movimento Civico Pro Ospedale e Territorio

 

 

 

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Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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