
ASSOCIAZIONI
Mancano fondate argomentazioni alla sua sospensione
di Floriana Porretta
A seguito di nostre ripetute sollecitazioni, finalmente l’Amministrazione del Comune di Sora si è decisa a spendere qualche parola ufficiale sulla eliminazione, dal suo sito istituzionale online, del cosiddetto “Albo Pretorio Storico”. Ma non sono certo parole che fanno chiarezza. Piuttosto, servono a giustificare ciò che giustificabile non è. Ma, visto che di chiarezza sembra che ci sia molto bisogno, sia nell’Ente che nell’opinione pubblica, proviamo a fornire qualche elemento di conoscenza e di riflessione in più. Di cosa stiamo parlando?
In origine, com’è noto, esisteva l’Albo Pretorio “cartaceo”, ossia un’apposita bacheca sita presso il Municipio, su cui l’Amministrazione era obbligata a pubblicare materialmente tutti gli atti pubblici previsti dalla legge, per quindici giorni consecutivi (art. 124 del Dlgs n. 267/2000). Alla scadenza del termine gli atti venivano fisicamente rimossi dalla bacheca. Tali affissioni erano dirimenti al fine dell’esecutività degli atti medesimi (art. 134, comma 3).
Successivamente, a partire dal 1° gennaio 2010, con l’entrata in vigore della legge 69/2009 e in particolare del suo articolo 32, quell’obbligo di pubblicità legale s’intende assolto “con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni” degli atti in questione, togliendo contemporaneamente effetto di pubblicità legale all’affissione cartacea.
Da allora, tutte le amministrazioni hanno mantenuto la consuetudine di non rimuovere gli atti dal proprio sito istituzionale, anche trascorsi i quindici giorni canonici, rendendoli quindi disponibili per sempre attraverso l’Albo Pretorio online, che così diveniva “storico”.
Era un’ottima consuetudine. Con questa modalità, infatti, non solo si garantiva la massima trasparenza dell’azione amministrativa e una maggiore partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, ma si facilitava anche il lavoro di imprese, commercialisti, architetti, ingegneri e operatori vari, che per le ragioni più diverse entravano in contatto con la pubblica amministrazione.
Così accadeva anche a Sora. Ma qualche giorno fa, l’attuale Amministrazione ha deciso inopinatamente di eliminare l’“Albo Pretorio Storico”. Perché?
In risposta alla nostra precedente pec con richiesta di chiarimenti e di rispristino del servizio, l’amministrazione ha fornito, con una propria pec, delle motivazioni, del tutto insoddisfacenti, che richiedono qualche riflessione, a partire dal mittente della risposta medesima.
Essa, infatti, è sottoscritta dal dirigente del III settore, il Comandante dei Vigili Urbani. Perché non il Sindaco, a cui era indirizzata la nostra pec? Perché non il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, a cui era indirizzata per conoscenza? Perché, qualora risultasse mancante la nomina di quest’ultimo, non il Segretario Generale, quale vertice dell’organizzazione amministrativa? Non è dato saperlo.
Ad ogni modo, nel merito l’Amministrazione risponde che “la scelta dell’Ente è stata determinata unicamente dal dettato normativo in materia”, richiamando allo scopo le “linee guida” emanate dal Garante per la protezione dei dati personali e dall’Agenzia per l’Italia Digitale riguardo il “diritto all’oblio”, rispettivamente del 2007 e del 2016.
Ma tali linee guida, nonché la varia giurisprudenza prodotta negli anni su fattispecie simili, che secondo l’Amministrazione dovrebbero inibire “la pubblicazione sine die degli atti amministrativi”, come si dice nella sua pec, non riguardano MAI gli atti in sé, bensì i dati personali, o comunque “sensibili”, eventualmente presenti in essi. Resta in capo alle amministrazioni e agli enti pubblici, quindi, il dovere di rendere trasparenti le proprie azioni. Non è un caso che tutti i sindaci succedutisi a Sora (come nel resto d’Italia), dal 2010 fino a pochi giorni fa abbiano mantenuto l’Albo Pretorio Storico: non lo hanno fatto contro la legge, ma in ossequio al dovere della Trasparenza, oltre che della semplificazione del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione.
Nella medesima pec di risposta, l’Amministrazione asserisce che comunque quegli atti sono disponibili sul sito alla sezione Amministrazione Trasparente. Ma è vero solo in minima parte e con modalità assai più macchinose: lì, infatti, in ossequio al Dlgs n. 33/2013, sono presenti soltanto gli atti fino a cinque anni (art. 8, comma 3), ma sono esclusi tutti gli atti precedenti. Per questi ultimi, resta la via cartacea dell’Accesso Civico, con tutte le conseguenze del caso sulle tempistiche burocratiche e sull’attività dei pubblici uffici. Insomma, il nuovo che arretra e il vecchio che avanza.
Ribadiamo, quindi, la nostra richiesta all’Amministrazione di ripristino del servizio online dell’Albo Pretorio Storico.
In caso contrario, considerato che la sopravvenuta inaccessibilità online agli atti amministrativi “storici” limita e lede gravemente il legittimo diritto dei cittadini alla trasparenza, al controllo dell’attività dei propri amministratori e alla partecipazione ad essa, mentre rende farraginoso il lavoro dell’intero organismo cittadino, noi del Movimento Civico Pro Ospedale e Territorio ci riserviamo di valutare la sussistenza delle condizioni di procedibilità presso l’Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.AC), con attinenza alle sue funzioni di controllo sull’applicazione delle norme sulla Trasparenza, o in ogni altra sede se necessario, affinché il servizio dell’Albo Pretorio Storico sia al più presto ripristinato.
Sora 27 ottobre 2022
*Floriana Porretta
Presidente del Movimento Civico Pro Ospedale e Territorio
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