VOTO 2022
Attenti a non ricercare il salvatore della patria, il “ghe pensi mi”
di Aldo Pirone
Non si sa proprio benissimo come saranno i risultati elettorali. I sondaggi compulsati freneticamente dicono, chi più e chi meno, che Giorgia Meloni ha il vento nelle vele. Almeno fra quelli che andranno a votare. Quanti saranno non si sa. L’astensionismo sembra ancora il partito più forte.
Tra i sondaggisti c’è chi dice che molti decideranno a chi dare il proprio voto l’ultima settimana. Sta di fatto che una legge elettorale perversa, visto l’errore imperdonabile degli avversari di questa destra reazionaria di non sapersi unire, potrebbe assegnare a Meloni, Salvini e Berlusconi addirittura i 2/3 dei seggi con conseguenze preoccupanti per gli istituti democratici: dalla nomina dei giudici costituzionali a quella del CSM fino allo stravolgimento della Costituzione medesima senza la possibilità del ricorso al referendum popolare confermativo.
Però nel paese la preoccupazione che domina sono l’aumento delle bollette e del costo della vita con un’inflazione divenuta galoppante. Questa situazione socialmente drammatica può favorire, in assenza, soprattutto a sinistra, di partiti degni di questo nome a forte radicamento popolare e fra i lavoratori, una tendenza già in atto da lungo tempo nell’elettorato: la ricerca del salvatore della patria, del “ghe pensi mi”, del taumaturgo che si presenta come nuovo mentre è vecchio come il cucco, di un dispensatore di elisir di lunga vita, per poi essere archiviato, più o meno rapidamente, come “pallone gonfiato”.
Il più longevo fu Berlusconi che sdoganò la destra e tutte le pulsioni populiste e anarcoidi presenti nella pancia del Paese. Le quali, in clima antifascista e repubblicano nato dalla Resistenza, avevano pesantemente condizionato l’avanzata democratica rimanendo nascoste dentro alcuni grandi partiti popolari e moderati come la Dc la cui classe dirigente antifascista, tuttavia, le tenne a bada durante la prima Repubblica.
Poi la tendenza a trovare il “pallone gonfiato” ha consumato rapidamente Renzi – il contagio travalicò anche nel campo del Pd – il M5s di Di Maio, Salvini e ora cerca di ripetersi con Giorgia Meloni. Tra i palloni vi sono anche alcuni “palloncini gonfiati” tipo Calenda che crede di essere sempre molto intelligente e competente.
Una gran parte dell’elettorato di destra non ha bisogno di grandi motivazioni ideali e men che meno ideologiche, gli basta fiutare l’aria e ritrovarsi rapidamente nel voto ai “palloni gonfiati”. Quello di sinistra e progressista appare sfiduciato e riposare in gran parte nell’astensione. Ora, poi, giace a terra completamente spaesato e disorientato da dirigenti che non hanno previsto niente e niente hanno saputo fare per contrastare efficacemente la destra a guida Meloni. Neanche più il loro mestiere antifascista e unitario come imponevano la situazione politica, la pessima legge elettorale voluta da Renzi o soltanto il saper far di conto.
Che la Meloni sia della specie dei “palloni gonfiati” ce lo dice la sua storia politica personale, le sue radici fascistiche, i suoi ridicoli e nulli risultati come ministro dal 2008 al 2011 nel governo Berlusconi, le sue opposizioni a ogni provvedimento a difesa della salute pubblica durante la pandemia (dallo stato di emergenza sanitaria ai green pass, dalle mascherine ai lockdown), il rifiuto del Recovery plan e del Pnrr europeo contro gli interessi nazionali dell’Italia e contro l’Europa della solidarietà, i suoi idoli stranieri da Putin a Trump, dall’ungherese Orbàn al polacco Morawiecki. I nemici giurati della Meloni sono i diritti civili, gli immigrati, le diversità, come per ogni reazionario e retrogrado che si rispetti.
C’è tutto un mondo di trasformisti e opportunisti, di establishment confindustriale, di giornalisti sempre proni a seguire il vento che tira che stanno ripulendo dagli ostacoli la strada davanti alla Meloni con le solite giravolte minimizzanti.
Ma per quanto possano minimizzare sul suo passato, sui suoi riferimenti politici e culturali, Giorgia Meloni rimane saldamente ancorata al genere dei “palloni gonfiati”.

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it
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