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Contrapporle proposte sociali, civili e generali, incisive e comprensibili

di Aldo Pirone
bollette PolicyMaker 390 minQualcuno sostiene che per contrastare efficacemente la Meloni non bisogna farle il favore di trattarla come se il fascismo – quello conosciuto con Mussolini per intenderci – sia alle porte. Può essere un ragionamento giusto ma anche una banalità, visto che nessuno pensa, per tante ragioni, che quel fascismo sia alle porte. Lo è però questa destra xenofoba, nazionalista, sovranista e illiberale.

Io penso che la Meloni vada combattuta mettendo in rilievo quello che propone per l’Italia e per l’Europa, la demagogia dei suoi programmi e delle sue proposte sociali a favore di lorsignori, gli intenti scardinatori della Costituzione senza, però, tacere o passare in cavalleria i suoi legami antropologici con il mondo neofascista da cui proviene e da cui non riesce a staccarsi. E le sue liaison con quello della destra europea popolato da partiti e personaggi nazionalisti, xenofobi e antieuropeisti imbarazzanti.

Una campagna elettorale è come un pianoforte su cui battere tutti i tasti, alcuni di più altri di meno, ma per farne uscire una musica armoniosa non una cacofonia.

Della Meloni, in particolare, bisogna sempre ricordare la sua opposizione strillata contro tutte le misure anticovid, dai lockdown alle mascherine, dai vaccini obbligatori tramite i green pass al prolungamento dell’emergenza sanitaria dei governi Conte 2 e Draghi con la pandemia in corso. Così come la sua opposizione in Italia e in Europa al Recovery fund e al Pnrr. Chissà dove sarebbero ora gli italiani se avessero seguito, su quei due fronti, ciò che proponeva la leader di FdI.

Oggi la Meloni è in piena operazione camuffamento. Si presenta come un agnellino circondata da lupi. Vuole rassicurare l’elettorato più “moderato”, sapendo che lo zoccolo duro della destra estrema post fascista ce l’ha già con sé, pronto ad ingoiare ogni mascheramento moderato e liberale.

Mercoledì scorso Draghi nel suo dicorso al meeteng di Cl, una platea di destra che lo ha molto applaudito ma che aveva applaudito, meno, anche la Meloni, le ha messo dei paletti sostanzialmente europeisti e antisovranisti, sebbene al posto di “sovranismo” abbia detto “protezionismo” per non turbare troppo i seguaci della capa di FdI. Anche il citato paletto atlantico per la Meloni non è mai stato un problema. Al tempo stesso, e in cambio, “supermario” le ha riconosciuto la legittimità a governare. “Sono convinto – ha detto – che il prossimo governo, qualunque sia il suo colore politico, riuscirà a superare quelle difficoltà che oggi appaiono insormontabili.”

Una professione di fede nello stellone d’Italia che, con il possibile arrivo della destra al governo a guida Meloni, appare più una scaramanzia che una convinzione patriottica.

E Giorgia ha risposto affrettandosi a rassicurare lorsignori. Non è vero, ha detto il giorno dopo all’Agenzia Reuters, che “vogliamo distruggere l’Europa, che vogliamo lasciare l’Europa, che vogliamo fare cose pazze”, voglio solo “spiegare che la difesa dell’interesse nazionale è importante per noi come lo è per i francesi e per i tedeschi”. Sui conti pubblici, poi, è addirittura genuflessa: “Sono molto cauta… Nessuna persona responsabile, prima di avere un quadro completo delle risorse che possono essere investite, può immaginare di rovinare le finanze del Paese … La prima cosa che dovremo fare sarebbe la legge di bilancio e abbiamo chiaramente intenzione di farla entro i parametri richiesti”. Già, non vuole scassare il Bilancio, ma allora dovrebbe spiegare come fa a promettere tutte le cose che dice – ultimo l’aumento del 50% dell’assegna unico per i figli – e quelle che promettono i suoi sodali Salvini e Berlusconi, avendo in orrore qualsiasi tassazione straordinaria dei super ricchi e dei milionari. Dove prenderà la risorse necessarie? E sull’incipiente aumento stratosferico del gas e dell’elettricità per famiglie e imprese cosa propone di fare subito?

Prima, a proposito dell’eredità fascista, c’erano state, ma solo in lingua straniera per non turbare i camerati italiani, le sue affermazioni sugli errori del fascismo: affossamento della democrazia e leggi razziali; si era dimenticata il colonialismo razzistico e la guerra accanto a Hitler.

Sono evidenti mascheramenti. Basta rimandare in onda i suoi discorsi alle adunate della destra europea e rammentare le sue posizioni sui diritti sociali e civili. Ma sono mascheramenti che, appunto, bisogna smascherare. A tale scopo le invettive servono a poco, serve di più la denuncia puntuale delle turlupinature di Giorgia Meloni, anche quelle critiche e dell’ultima ora e a denti stretti, verso il fascismo.

Contrapponendole proposte sociali, civili e generali, incisive e comprensibili.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

 

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Aldo Pirone. Vive a Roma

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