VOTO 2022
Tagliato un ramo renziano che doveva essere reciso da tempo
di Antonella Necci
La strategia del PD, ad inizio campagna elettorale, si è delineata in modo netto nella notte tra il 15 e il 16 agosto, quando sono stati resi noti, dalla Direzione del partito, i nominativi dei candidati politici e i loro relativi collegi.
Immediatamente chiara la mossa del cavallo di Letta, con l’esclusione degli appartenuti al “Giglio magico” di Base riformista che era un ben noto collegamento all’ex premier Matteo Renzi. In modo specifico si parla del braccio destro di Renzi: Luca Lotti, ma anche del costituzionalista Stefano Ceccanti, renziano, che si schierò per il Si al referendum del 2016 e di recente a favore del taglio dei parlamentari voluto dal governo Conte.
Un ramo renziano che doveva essere reciso da tempo, vuoi per gli inevitabili scambi che ne potevano intercorrere e che creavano un continuo ostacolo al potere decisionale dell’anima PD (quella di sinistra), che ha sempre sofferto i modi troppo aggressivi di questi appartenuti a branchie democristiane di non ancora lontana memoria, e vuoi perché Enrico Letta, pisano, ha dovuto subire parecchi sfottò da parte dell’area fiorentina che, si sa, considera i pisani i più sciocchi della compagnia. Che dire? Enrico Letta ha atteso ed ingoiato il boccone amaro, ma di certo la mossa repentina di Carlo Calenda nell’abbandonare l’alleanza con il PD e il relativo accordo con Matteo Renzi con creazione di un ennesimo agglomerato di centrodestra, devono aver convinto il leader PD a scegliere un percorso drastico, più aderente alle radici di sinistra del partito, cercando, in estremis, una ripulitura del partito in stampo riformista spagnolo. Anche se le elezioni sono perse, l’opposizione, se ci sarà, avrà di certo una forma più pura e delineata.
Tra i giornali che contano, l’unico ad avere avuto una visione più equilibrata è stato, naturalmente, Il Fatto quotidiano, che però non perdona ad Enrico Letta di aver arruolato Pierferdinando Casini e Cottarelli( sì proprio quello che vuole mandarci in pensione a 71 anni, perché lui ci è andato a 59), oltre che i virologi Crisanti e Lopalco.
Gli altri giornali si sono allineati nel condividere le lamentele degli esclusi, così come dei presunti “ schiaffeggiati” dal partito( leggasi Cirinnà, che in un primo momento aveva rifiutato il collegio uninominale Roma 04 per il Senato, perché i sondaggi lo davano perdente per il PD, perché il centrodestra li è forte e perché non era un collegio interessato alle sue tematiche. Ma mi faccia il piacere, lei e le sue tematiche!!!).
Altre nomine ritenute svilenti sono in bilico, mentre in Basilicata, la lista dei presentabili non è stata accettata dalla base del partito.
Del resto si parla di possibili scossoni che a fine agosto pioveranno su FdI a causa dei non ben definiti collegamenti con la malavita (già sono stati esaminati i casi di Terracina e del suo ex sindaco Procaccini ora parlamentare europeo per FdI, ma anche Latina e l’ultimo caso riguardante sindaco e giunta a Gaeta. La Meloni non ha preso le distanze. Conta di insabbiare una volta vinte le elezioni?)
Insomma, non credo che Enrico Letta voglia avere nel suo partito degli impresentabili che , in un secondo momento, lo facciano pentire di aver deciso per la loro candidatura. Penso che sia lecito. L’estorsione e le minacce per ottenere voti, ricordo, è ancora reato. Per poco, visto che il centrodestra non lo considera tale e visto che si appresta a governare per i prossimi 20 anni, o comunque fino alla morte di Berlusconi, che li tiene tutti incollati con il vinavil dei suoi soldoni e dei suoi discutibili legali.
In conclusione, l’opera iniziata da Letta, in accordo con il suo vice Meloni (calmi, non Giorgia, che avete capito? Marco Meloni. Saranno parenti?), ehm, dicevo, l’opera appena iniziata, ha un senso. Non è solo una mossa disperata, come la vorrebbe sminuire l’opposizione (e se la vuole sminuire, vuol dire che la teme).
Del resto, dare l’idea di avere progetti ed idee simili alla sinistra spagnola di Pedro Sanchez che ora è al potere in Spagna, potrebbe davvero sminuire la prosopopea di chi si allea con la destra spagnola. Anche perché se si accettano le politiche di quella destra, significa che non si sta certo operando a favore della stragrande parte di individui, ma solo a favore di una ristretta cerchia.
E chi si allea con quei partiti pensando di essere furbo, o al limite pure uno statista, allora è più pisano dei pisani! Perciò state sereni tutti!
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