AMBIENTE. BIODIGESTORI
Una logica puramente funzionale a ristretti interessi privati
Un megaimpianto di compostaggio, notevolmente superiore al fabbisogno provinciale, invece di una serie di piccoli impianti di prossimità, ambientalmente ed economicamente compatibili, è una soluzione profondamente sbagliata, che colpisce in termini particolarmente duri il territorio in cui è situato. Si è persa un’altra occasione per concepire un ciclo dei rifiuti autenticamente sostenibile, capace di conciliare le esigenze dell’economia, dell’ambiente e della salute dei cittadini.
Le responsabilità tecniche e politiche di una tale decisione sono di competenza regionale, provinciale e comunale. Come circolo cittadino, ci soffermiamo su queste ultime, che coinvolgono il livello più importante per l’attivazione dei processi che concepiscono il destino di un territorio. L’Amministrazione comunale, che ha inizialmente fortemente caldeggiato il progetto, si è successivamente convertita, esprimendo un parere contrario. Una conversione sicuramente apprezzabile, anche se denotante scarsa coerenza e lungimiranza.
Il parere tecnico formulato dal Comune non ha sortito esiti rilevanti. Ma soprattutto è mancata da parte dell’Amministrazione la capacità di attivare e sostenere percorsi di democrazia partecipativa, che si traducano in progettualità condivise e sostenibili. Anzi, il consiglio comunale è stato inizialmente snaturato fungendo da “vetrina” per la società proponente.
L’attuale richiesta del Sindaco di riperimetrare il Sito di Interesse Nazionale della Valle del Sacco coinvolgente il territorio comunale segue lo stesso schema: totale noncuranza per i processi di democrazia partecipativa, per il coinvolgimento di un’imprenditorialità diffusa funzionale agli interessi pubblici, per le competenze esprimibili dalle associazioni ambientaliste.
Una logica, come quella di realizzare uno spropositato biodigestore, puramente funzionale a ristretti interessi privati che non promuovono uno sviluppo autenticamente sostenibile.
Ben altre capacità di immaginare il futuro della Valle del Sacco devono svilupparsi ad Anagni.
Gli iscritti e i simpatizzanti del circolo cittadino di Sinistra Italiana