letta calenda 390 min

DISCUTERE LA CRISI – VOTO 2022

E’ un errore restringere le alleanze elettorali contro la destra

di Aldo Pirone
letta calenda 390 minLa sinistra del Pd, quella originata dai Ds, per altro divisa in varie correnti e gruppi, ha fatto una scelta sbagliata di fronte all’impostazione lettiana della strategia elettorale. Da una parte accetta la coalizione “tecnica” senza veti se non per il M5s e, dall’altra, punta a un programma dem che non sia l’Agenda Draghi. Con qualche dubbio sul perimetro della coalizione che, rammentiamolo, non è obbligata ad avere né un candidato premier né un programma comune.

Infatti, a proposito di Calenda, Bettini esprime dubbi sulla sua arrogante prosopopea e consistenza elettorale. “verifichiamo bene se ci fa perdere più voti di quanti ce ne porta – dice – Soprattutto se la sua presenza impedisce l’alleanza con la sinistra di Fratoianni, che nei sondaggi sta poco sotto Calenda”. Insomma, e non ha torto, Carletto è proprio indisponente e forse anche inconsistente in voti. Provenzano, vicesegretario, riesuma addirittura la vocazione maggioritaria di Veltroni mentre Orlando dice che l’Agenda Draghi non è quella del Pd e Cuperlo pure; ma quest’ultimo già lo diceva, per la verità, fin dalla formazione del governo di “supermario”. Letta, dal canto suo, sembra accogliere senza particolari problemi questo indirizzo e tra le altre cose promette che il 10 agosto il suo partito presenterà un programma in cui tra i grandi temi (diritti, ambiente, transizione energetica e digitale) ci sarà soprattutto quello sociale: salario minimo, adeguamento dei salari all’inflazione, lotta alla precarietà e via elencando.

Vedremo cosa partorirà la montagna.

Per giustificare la chiusura al M5S, tornato in mano a Grillo, che d’altro canto ha le sue manifeste responsabilità nella situazione di rottura creatasi con la caduta di Draghi, il segretario del Pd si è nascosto dietro la comprensibile arrabbiatura degli iscritti verso i “grillini” di Conte. Dimenticando che un dirigente nazionale, soprattutto se segretario, dovrebbe dirigerli gli iscritti non farsi dirigere dalle loro reazioni emotive anche se giustificate e naturali.

L’accettazione supina del “perimetro Letta” dà un segno di retroguardia e di opportunismo alla linea dei vecchi Ds. Sembra uno spostamento a sinistra sul piano programmatico, ma se ottenuto a scapito e come scambio di un restringimento delle alleanze elettorali contro la destra, è un errore. Che poi rende il recinto tracciato dal segretario dem soggetto ai ricatti dei centristi di vario colore e grado, come stiamo vedendo ora per ora.

Gli ex Ds, per uscire dalla linea lettiana inadeguata e perdente, dovrebbero ancorarsi alla necessità, innanzitutto, di mettere in sicurezza la Costituzione con la definizione di candidati unici anti destra nei collegi uninominali. Se spostassero a questo livello antifascista la loro iniziativa politica metterebbero all’angolo le prosopopee arroganti, infantili e ricattatorie del duo Calenda-Renzi, per i quali lo scontro non è fra fascismo e antifascismo ma fra competenti e incompetenti. Come se la competenza – che poi non è certo nel loro patrimonio genetico – facesse premio sull’orientamento sociale progressista o conservatore. Vecchia teoria, portata avanti sempre dai conservatori per difendere precisi interessi di classe e purtroppo rinverdita dalle prestazioni amministrative dei pentastellati.

Anche il voto utile diverrebbe più chiaro ed attrattivo, perchè sbarrare il passo a questa destra fascistoide sarebbe sommamente utile ai lavoratori, alla democrazia e all’Italia e non a Calenda, Di Maio, Renzi e centristi vari per avere qualche collegio.

Ma per chi si è arreso, il voto non è utile.

 

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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Di Aldo Pirone

Aldo Pirone. Vive a Roma

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