CECCANO, ASSOCIAZIONI
Perchè la Regione Lazio non patrocina gli eventi del Comune di Ceccano?
di Progresso Fabraterno
Comprendiamo l’agitazione del Consigliere Diego Bruni, dopo che il suo evento “Villaggio dello sport” sia risultato inadeguato. La scelta di orari sbagliati e la concomitanza con altri eventi allestiti dalla stessa Amministrazione comunale evidenzia una scarsa capacità organizzativa.
La stessa incompetenza del delegato allo sport Diego Bruni è stata dimostrata relativamente al bando “Sport e periferie”. I fondi non ottenuti sarebbero stati cruciali per l’adeguamento delle strutture sportive insufficienti e manchevoli, se non addirittura inesistenti. Basti considerare la condizione dello stadio Dante Popolla, che costringerebbe il Ceccano Calcio a giocare fuori dal territorio ceccanese, qualora avanzasse di categoria.
Confrontandoci con il Consigliere regionale Mauro Buschini abbiamo appreso il motivo per cui gli eventi organizzati dall’Amministrazione comunale non vengano mai patrocinati dalla Regione Lazio: il Comune di Ceccano non ha mai cercato di interloquire con la Regione, né tantomeno di intraprendere una collaborazione istituzionale.
Comprendiamo anche il turbamento dinanzi a un gruppo di giovani autonomo, indipendente e voglioso di migliorare la propria città, che non ha paura di alzare la voce e di portare avanti le sue battaglie, offrendo una reale alternativa a Ceccano. Progresso Fabraterno è nato con questi intenti ed è da sempre chiaramente schierato nell’ala del centrosinistra, come facilmente si evince già dalla sua denominazione.
Negare la partecipazione di Progresso Fabraterno al Festival “Francesco Alviti”, con il solo scopo di mascherare l’assenza dell’Amministrazione comunale, conferma la disonestà intellettuale di quest’ultima.
Attaccare un’associazione con fare moraleggiante dimostra la totale mancanza di istituzionalità da parte del Consigliere Bruni.
Ad ogni modo comprendiamo l’impossibilità di partecipare ad eventi culturali di tale portata, che hanno coinvolto eccellenze nazionali della musica, perché troppo impegnati a prendere parte al gioco delle poltrone, per stabilire il prossimo candidato alle regionali e il prossimo candidato sindaco.