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LIBRI

Il Municipio di Ceccano, dal 1920 al 1922, ben 5 volte venne attaccato 

di Lucia Fabi*
librofabiloffredi mag22 390 minCento anni fa, la Ciociaria ed altre realtà italiane erano sottoposte ad aggressioni di squadre fasciste. Le stesse colpivano sempre di più le sedi delle Leghe contadine, dei sindacati e militanti del partito socialista e di quello comunista. A Ceccano, così come avevano fatto precedentemente con Nazareno Coluzzi, il 28 di maggio una squadra fascista composta di 6 persone bastona il socialista Domenico Angeletti, infermiere del manicomio. Il 31 maggio avviene il pestaggio dell’operaio socialista Silverio Spaziani. Il 21 e 22 giugno, sempre a Ceccano, i fascisti tengono manifestazioni non autorizzate. Le forze dell’ordine vedono ma non intervengono, tollerano, anzi sostengono.
Non venivano risparmiati le sedi dei comuni rossi con incursioni violente e atti vandalici.
La sede del comune di Ceccano, dal novembre del 1920 fino al maggio del 1922, per ben 5 volte venne attaccata.
Mentre i fascisti intimavano, colpivano, vandalizzavano gli amministratori del comune di Ceccano operavano e realizzavano con tempestività. Posso dire con una attività corretta, esemplare. Gli atti che abbiamo proposto attraverso l’Appendice finale, dimostrano una attività costante e corretta, a confermare l’impegno verso l’Istruzione ed il sociale. Ci siamo trovati di fronte ad uomini responsabili, dotati di un grande spirito pubblico che lavorarono fino a pochi giorni prima della Marcia su Roma, quando isolati, sfiancati dalle continue prepotenze, mai tutelati dalle forze dell’ordine, furono costretti a dimettersi.

Ad ottobre di quel drammatico 1922 Benito Mussolini riceverà dal Re l’incarico di formare il governo ed una Camera disorientata, impaurita e sostanzialmente complice ne voterà l’approvazione, ponendo così le basi per la costruzione di un Regime autoritario che durerà per venti anni.
Noi abbiamo provato a ricostruire gli avvenimenti accaduti in Ciociaria dal 1919 al 1922, tenendo sempre presenti le vicende nazionali e quelle internazionali. Si, anche quelle internazionali, perché la Rivoluzione di Ottobre del 1917 non fu un fatto circoscritto geograficamente, ma determinò una spinta, scatenò una serie di speranze e di richieste da parte dei lavoratori, influenzò milioni di persone nel mondo ed in Italia, a cominciare dal partito socialista italiano.
E’ il partito socialista, infatti, che farà propria quella esperienza, che si porrà la questione della Rivoluzione in Italia che, purtroppo non sarà mai accompagnata da un programma e da una strategia che ne determinasse un successo.
Gli anni che vanno dal 1919 al 1922 costituirono un eccezionale periodo di grandi mobilitazioni popolari attorno a tanti temi.LuciaFabi 350 min Sono anni che comprendono il biennio rosso ma anche quello nero.
Abbiamo provato a delineare una cronaca riportando sviluppi, fatti e situazioni, evitando forme retoriche.
I fatti concreti che abbiamo ricordato riguardano i successi normativi, le occupazioni di terre, i successi elettorali del 1919 e del 1920 da parte del partito socialista, ma nelle stesso tempo abbiamo riportato la feroce reazione padronale e l’uso della violenza sia da parte delle forze statali che delle squadre fasciste.
Abbiamo messo in evidenza, in quella che diventerà la Provincia di Frosinone, la paziente costruzione della forza organizzata socialista e sindacale ma abbiamo censito anche le forze fasciste in campo, solo 26 squadre per un totale di 635 squadristi. Pochi e non rappresentativi ma incisivi perché sempre protetti dalle forze dell’ordine, ben remunerati e con grandi disponibilità di automezzi per muoversi facilmente nel territorio e colpire con violenza in ogni realtà ciociara.
A Ceccano i mezzi a disposizione venivano messi dal marchese Berardi e dal conte Antonelli.
Abbiamo messo in evidenza anche le divisioni attraversate nelle organizzazioni proletarie, a cominciare dai partiti, con il loro acceso antagonismo ma in particolar modo con la loro incapacità ad analizzare la situazione reale, i rapporti di forza ed i pericoli della dittatura.
In questa generale incapacità solo Antonio Gramsci, in totale solitudine, ne anticipò gli sviluppi.
Abbiamo attentamente esaminato il passato ma abbiamo tenuto conto del presente, di questo preoccupante, inquietante presente sperando altresi che la nostra ricerca contribuisca non solo a far capire meglio quanto avvenne 100 anni fa ma augurandoci nello stesso tempo, che le forze politiche, sindacali ed il mondo dell’associazionismo non ripetano, gli stessi errori o le stesse sottovalutazioni .

 

*Intervento di presentazione del libro “Cronache proletarie di lotte, successi e sconfitte. Ciociaria 1919-1922”, di Lucia Fabi e Angelino Loffredi
Ceccano, da Zambardino il 22 giugno 2022 alle ore 19 

 

 

 

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Di Lucia Fabi

Lucia Fabi è nata a Giuliano di Roma il 20 aprile 1942. Diplomata presso l'Istituto Superiore di Educazione Fisica di Napoli e laureata in Pedagogia presso l'Università di Cassino, ha insegnato nelle scuole medie inferiori e superiori della provincia di Frosinone. Ha ricoperto incarichi di responsabilità negli organi di rappresentanza della scuola ininterrottamente dal 1975 al 1992. Cofondatrice nel 1990 dell'Associazione Culturale Fabraterni ne è stata Presidente dal 1996 al 2004. Nel corso degli anni ha collaborato con i periodici "Verso Il 2000", "Il Fabraterno" e con altre riviste specializzate in attività motorie. In questo periodo scrive sul sito elettronico indipendente www.unoetre.itAttualmente è Presidente del Centro Sociale Anziani di Giuliano di Roma.Ha scritto nel 1997 "Pane e Companatico" e in questi anni "Storie per Samira"

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