CISL. SINDACATI

di Donato Galeone*
Si è concluso il XIX Congresso nazionale della CISL e la conferma di Luigi Sbarra alla guida dell’organizzazione democratica dei sindacati – che associa oltre 4 milioni di iscritti di cui il 59% sono lavoratori e 41% pensionati – continuano le iniziative annunciate e condivise nel dibattito congressuale e ampiamente confrontate, in dialogo con parti sociali e istituzionali, nei tavoli tematici – definite rotonde – su “ Europa crocevia della nuova globalizzazione” ; su” Un Patto sociale per il nuovo lavoro” e su “Lavoro e Legalità : una nuova cultura per l’Italia”.
Un grande Congresso CISL partecipato di oltre mille delegati – in rappresentanza delle strutture sindacali territoriali e categoriali – che hanno riconfermato di “Esserci per cambiare. Persona, lavoro,partecipazione per il futuro del Paese” e che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto sottolineare, nel suo messaggio al Segretario Sbarra, con queste parole.” Se il lavoro costituisce la base su cui vive la Repubblica, il proposito di “esserci per cambiare” corrisponde alla consapevolezza del ruolo che spetta al movimento dei lavoratori nel partecipare a promuovere una intensa unità, tra le forze sociali del Paese, nella costruzione di un nuovo fecondo capitolo di relazioni che contribuisca al percorso del “Cantiere Italia” in atto con l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e resilienza reso possibile dall’intervento dell’Unione Europea”.
E il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, intervenuto personalmente, ha voluto elencare una serie di provvedimenti adottati, rimarcando l’importanza delle decisioni assunte dal Governo e ringraziando il Segretario Sbarra e la CISL, insieme a CGIL e UIL per “lo spirito di leale e franca collaborazione, auspicando che possa rafforzarsi ulteriormente nei prossimi mesi per mantenere una prospettiva economica, sociale e civile condivisa: dobbiamo continuare a “esserci per cambiare”.
La relazione al Congresso del Segretario Luigi Sbarra e gli interventi introduttivi successivi alla “tavole rotonde” – in particolare – sul “patto sociale per il nuovo lavoro” finalizzato verso un obiettivo comune che è quello di “un lavoro più sicuro, formato, produttivo e partecipe”.
Si tratta di costruire, sintetizza Sbarra, “un nuovo patto sociale” che contribuisca a realizzare un Paese solidale e produttivo, in cui coesistano piena e buona occupazione – non precarietà di lavoro – ma capacità di adattamento alle innovazioni e alla democrazia economica, riprendendo il confronto con le imprese e tenendo presente che “il lavoro – qualunque esso sia – deve essere sempre un luogo di vita e non il posto dove si ammalano o muoiono le persone”.
Se è vero che ci sono tante imprese che hanno investito e continuano a farlo sul tema della salute e della sicurezza sul lavoro – aggiunge Sbarra – è altrettanto vero che “esiste una moltitudine di realtà aziendali che continua a ritenete la sicurezza sul lavoro un costo e non un investimento che è una posizione culturale da sconfiggere, perché, chi investe sulla sicurezza investe sulla qualità e la stabilità del lavoro.”
Così come chi pensa – conclude Sbarra – che “i posti di lavoro arrivano per decreto legge o con un tratto di penna in Gazzetta Ufficiale è pura demagogia o populismo, perché, il vero lavoro stabile contrattato arriva se ripartono gli investimenti pubblici e privati, rendendo stabile il lavoro precario e il lavoro flessibile – se concertato e contrattato – allontana i rischi della precarietà”.
Gli interventi del Sindaco di Roma Gualtieri e del Presidente della Regione Lazio Zingaretti che, ringraziando la CISL per l’invito al Congresso, hanno richiamato tempi non molto lontani – quelli più acuti della pandemia – entro cui “la capacità di dialogo e concertazione con il sindacato e con le imprese contribuì a reggere l’urto di una malattia che avrebbe rischiato di travolgerci”.
“Quell’intesa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e su come gestire il “tutti in casa” – ha sottolineato Gualtieri – fu decisiva della nostra capacità, anche rispetto all’Europa, di mostrare un Paese coeso che seppe chiedere e ottenere un cambio di indirizzo delle politiche europee e che fu alla base, poi, della capacità che avemmo di realizzare politiche espansive che sono indicate anche nelle tematiche del Congresso, quali politiche attente alla tenuta e rilancio del modello sociale europeo, basate sul forte impegno a valorizzare i fattori produttivi e a mettere al centro la dignità, il peso e il ruolo del lavoro”.
Attualissimo e interessante quanto centrato sui problemi sociali e del lavoro l’intervento di Enrico Coppotelli – Segretario Generale della CISL Lazio – che richiamandosi sia alla relazione di Luigi Sbarra e sia a parte dei contenuti ascoltati del Presidente del Consiglio dei Ministri Draghi, del Presidente della Regione Lazio Zingaretti e del Sindaco di Roma Gualtieri – ha voluto subito salutare tutti a nome della delegazione rappresentativa laziale e ringraziare tutta la CISL nazionale confederale per la “straordinaria ed efficiente organizzazione del nostro XIX Congresso.” che nel contempo “rileva e riafferma l’importanza del confronto tanto interno quanto esterno di una CISL che parla di valori suoi e sopratutto che propone”.
Grazie al lungimirante “protocollo per la partecipazione e confronto sulla ripresa e resilienza” di dicembre con il Governo – riconferma Coppotelli – abbiamo avviato con la Regione Lazio “una fase intensa di contrattazione e di concertazione”.
Ho ascoltato l’intervento di Zingaretti – di un “Presidente profondamente diverso negli anni” – che non sempre riusciva a dare risposte alle richieste sindacali per il pesante commissariamento della sanità regionale – sottolinea Coppotelli – ma è proprio da li che siamo ripartiti per creare tutte quelle capacità possibili, nella dimensione regionale, per sottoscrivere non solo “accordi sulla riduzione della pressione fiscale laziale e per un lavoro di qualità nell’edilizia compresa la legge sugli appalti a tutela dei diritti dei lavoratori.”
Ed oggi siamo “davanti ad un bivio” – conclude Coppotelli – che è quello di cercare di analizzare i problemi veri dei lavoratori o solo cavalcarli nei tradizionali rapporti con“legami tra lavoro, reddito e cittadinanza”: penso e credo che la CISL – con le azioni sindacali – continuerà a unire le persone al lavoro e proprio in virtù del “valore di cittadinanza tanta preziosa” dobbiamo legare al centro i diritti al lavoro delle persone verso il bene comune.
*già Segretario Provinciale di Frosinone e Segretario Regionale CISL Lazio
Roma, 28 maggio 2022
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