ISTITUZIONI
PROGETTO LINDANET: dallo scambio di conoscenze all’impianto di orti sperimentali
Proseguono i lavori nell’ambito del progetto internazionale “Lindanet” che coinvolge sei regioni europee con l’obiettivo di condividere conoscenze ed esperienze per il miglioramento delle condizioni ambientali nei siti contaminati da Esaclorocicloesano (HCH).
Il progetto avviato nell’agosto 2019, è stato presentato nel novembre 2020 agli stakeholder locali in un convegno a Colleferro. “Nonostante il difficile periodo di pandemia, dichiara Paola Scaramozzino, responsabile dell’Osservatorio Epidemiologico IZSLT, abbiamo mantenuto l’agenda degli incontri, partecipando agli ITW’s – International Workshop – con gli altri partner europei, realizzati in modalità virtuale”. Nell’ultimo incontro sono state presentate le Action Plan (AP), ovvero, le azioni concrete che ogni partner adotterà sul territorio contaminato del proprio Paese, come parte conclusiva e sperimentale del progetto.
Tutto il lavoro svolto in questo progetto, in ogni sua fase, è stato supportato da nostri stakeholder territoriali, da istituzioni pubbliche e private, enti di ricerca e cittadini con i quali abbiamo costantemente condiviso le conoscenze acquisite nei mesi di lavoro, arrivando a definire l’Action Plan Italiano degli orti sperimentali. Si tratta di uno studio sull’assorbimento di HCH da parte di alcuni specie vegetali da coltivare in aree contaminate, definite “orti sperimentali” – dichiara Bruno Neri – responsabile del Dipartimento di Chimica IZSLT.
Con il supporto dei veterinari delle ASL dei comuni di Colleferro e di Morolo, sono stati individuati siti idonei a realizzare gli Orti Sperimentali, nell’area del fiume Sacco. I risultati ottenuti consentiranno di verificare la fattibilità della coltivazione di alcune specie orticole, in modo da destinare ad usi più propri i terreni ad oggi oggetto di interdizione. Nel caso contrario i terreni dovranno essere destinati ad altro uso.
La sperimentazione ha come obiettivo finale la promozione di un approccio metodologico per una serie di ricerche in ambito agricolo, che possano fornire, alle autorità regionali, informazioni utili per una gestione controllata dell’agricoltura in aree soggette ad inquinamento.
È un primo passo per produrre dati sperimentali ottenuti su piante coltivabili (ortive) che potrebbero essere meno sensibili al rischio di contaminazione. Se le specie vegetali studiate dimostreranno un assorbimento di HCH ridotto o assente, queste potrebbero eventualmente prese in considerazione per una coltivazione secondo il criterio della zonazione (coltivazione selettiva a zone) o in alternativa come colture a perdere ad uso eventuale della fauna selvatica.
Sono in programma iniziative tra il nostro Istituto e la Regione, i Comuni, le ASL e singoli cittadini al fine di fugare eventuali dubbi, curiosità e malintesi in un’ottica di massima trasparenza dell’operato e degli obiettivi di questo progetto
Un ringraziamento particolare è dovuto agli agricoltori delle aree interessate e ai proprietari dei fondi su cui è prevista la realizzazione degli orti sperimentali, la cui fattiva collaborazione permetterà al progetto di produrre risultati utili e concreti.
Il prossimo ITW6 sarà organizzato dall’IZS Lazio e Toscana come partner italiano e sarà l’occasione per la presentazione dei primi risultati analitici.
Il progetto della durata di 42 mesi, è stato avviato nel mese di agosto 2019 e terminerà nel 2023.
I partner del progetto Lindanet
L’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana, con il Dipartimento di Chimica e l’Osservatorio Epidemiologico – è il partner italiano insieme a Governo di Aragona (partner leader) – Dipartimento dello Sviluppo e della Sostenibilità Rurale – (Spagna) Governo di Galizia – Direzione Generale della Qualità ambientale e dei Cambiamenti climatici – (Spagna) Agenzia di Sviluppo regionale della Boemia meridionale – RERA a.s – (Repubblica Ceca) Ufficio statale per i Siti contaminati (LAF) – (Germania) Dipartimento per la Protezione delle Acque – (Polonia)
6 aprile 2022
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