PRC CECCANO
MA NOI VOGLIAMO LA PACE
Come era facile prevedere anche a Ceccano lo spirito guerrafondaio ha arruolato nuovi attori, tra tutti spicca Gizzi, Assessore alla cultura (della Lega) nella attuale maggioranza a guida Caligiore (FDI).
Conosciuto come un gran provocatore ed uno che ha cambiato più partiti che intimo, non si rende conto che con la sua ultima sortita pro-Putin sta fomentando senza ritegno l’idea st3ssa della guerra ed uno dei principali accusati nell’averla provocata, andando contro anche ai suoii alleati comunali che questa guerra l’hanno condannata,che si sono gia’ detti pronti ad accettare profughi Ucraini a Ceccano oltre ad aver già raccolto ed inviato beni di prima necessita’ alla popolazione travolta dagli eventi bellici.
Alla tragedia purtroppo segue la farsa, ed in questa farsa Gizzi ha messo l’elmetto e, petto in fuori, parteggia e si batte per l’invasato Putin, scordando che rappresenta, nel suo ruolo di Assessore , una intera città e che non puo’ permettersi di infangare cosi il nome di Ceccano, città per la pace. Non bisogna parteggiare per nessuno se non per la pace!! Per questo chiediamo a Gizzi di avere un sussulto di dignità e di rassegnare le proprie dimissioni,e se cosi non fosse auspichiamo che sia Caligiore a destituirlo dal ruolo che ricopre, sperando non siano gli accordi di partito a prevalere sul dissenso di una intera comunità a fronte di un gesto cosi scellerato, che mette in cattiva luce tutta la città davanti l’intera Nazione.
Purtroppo si sta toccando il fondo in questo periodo, anche e proprio a Ceccano che rappresenta e fa parte del vasto movimento per la pace, di cui e’ stata co-fondatrice insieme a tantissimi altri. Ricordando questo ci sentiamo di rivolgere un appello a tutto il popolo appartenente a questo grande movimento, chiedendogli di provare ad organizzare proprio qui a Ceccano una mobilitazione che unisca tutta la comunità locale in nome della pace. Per sostenere ed allargare la spinta pacifista che deve far arrivare ai potenti la richiesta di prendere iniziative diplomatiche tese a far cessare immediatamente gli scontri.
Chiediamo alle organizzazioni pacifiste, a quanti da tempo si battono per un mondo solidale senza frontiere, alle associazioni che si stanno prodigando per gli aiuti alla comunità ucraina di incontrasi e porre le basi per gridare con forza il nostro NO all’aumento delle spese militari, chiedendo che l’Italia tenga fede alla propria costituzione che le impone il ripudio alla guerra senza se e senza ma.