
Il ministro degli Esteri di Pechino interviene: “Interrompere i combattimenti”
di Samuele Finetti da ilgiornale.it
I tentennamenti. L’astensione alle Nazioni Unite sulla risoluzione dell’Assemblea generale che condannava l’aggressione russa all’Ucraina e chiedeva il ritiro delle truppe di Mosca. Lo scoop del New York Times sulla richiesta di posticipare l’attacco per poter celebrare senza intoppi le olimpiadi in casa propria. Oggi, a nove giorni dalle prime bombe cadute, la Cina prende per la prima volta posizione contro la guerra.
Lo fa durante una telefonata il ministro degli Esteri di Pechino Wang Yi al segretario di Stato americano Anthony Blinken, che ha chiesto di potersi confrontarsi coll’omologo cinese. E Yi è stato chiaro: “I combattimenti si interrompano il prima possibile, tutelando le vite umane ed evitando crisi umanitarie su larga scala”. L’obiettivo, dunque, è individuato: la Cina incoraggia negoziati diretti, come riporta il Global Times, uno degli organi ufficiali del Partito comunista cinese. Che Russia e Ucraina tornino a parlarsi, insomma, con la fondamentale cooperazione della comunità internazionale per favorive un esito che interrompa l’aggressione russa. “Il negoziato potrebbe non andare liscio, ma la comunità deve continuare a cooperare e a sostenerlo”, ha continuato Wang.
Ma il capo della diplomazia del Dragone ha allargato il quadro anche all’Unione europea, chiedendo che le autorità di Bruxelles vengano incluse nei negoziati – Pechino chiede che siano “dialoghi paritari” – con Russia, Nato e Stati Uniti in modo da poter “affrontare le contraddizioni e i problemi accumulati nel corso degli anni”. Tuttavia, Yi non ha perso occasione per offrire una sponda a Mosca: l’allargamento dell’Alleanza atlantica verso est, sostiene, ha avuto un “impatto negativo” sulle preoccupazione di sicurezza della Russia, tesi che il presidente Vladimir Putin ha utilizzato come giustificazione per l’invasione di un Paese libero e sovrano. Il ministro degli Esteri cinese ha infine commentato l’ipotesi di un esercito comune europeo, chiedendo che sia “equilibrato, efficace e sostenibile”.
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