ANNA ELISA PER LUCIANO
In ricordo di Luciano Fontana
Nel mutare del giorno
qualche riga si è sciolta,
la settima riga
dove scrivevi il sogno
che ci smuoveva all’alba,
quando già scioglievi
il passo e il sasso
della rivolta
contro damaschi della mente,
forre di pregiudizi,
destini.
Nel fumo dei caffè,
tra l’ombra della notte
e il giorno,
tra voci rauche
era la tua,
carica d’inchiostro,
alta,
netta, precisa,
senza inganno,
una parola senza coda
senza maschera,
meticolosa
mano di sposa
che, attenta,
carda la lana,
sgrana il riso,
scartoccia il mais
per la polenta che sarà
forse, sicura.
Sicura la sapevi
la montagna,
spessa di verde
ferma lì,
ad aspettare il tuo ritorno
da lontano,
dai vicoli distanti
sbruciati
sotto al campanile,
dalla polvere densa
di ciclostili chiusi
nella memoria di libertà,
in equilibrio
sulla testa alta
delle donne,
di rame anche le braccia,
che amavi,
con rime libere
per sorrisi incerti,
svaniti nei versi
che strappavi al tempo
in corsa più di te,
di noi,
che insieme bruciavamo
i nostri giorni
e l’ingiustizia sempre uguale,
rapace.
Niente cancella
la fatica, la festa,
la gioia senza ghirlande
che abbiamo stretto
tra noi,
ognuno che hai portato
con te,
senza dimenticare mai
la lettera, ultima,
non ancora scritta
nell’alfabeto che sarà.
da Anna Elisa De Santis – Annalisa