colombo davigo 390 min

CRONACHE&COMMENTI

Riflessioni senza foga

di Jacopo Nannini
colombo davigo 390 minTrenta anni dopo il simbolico inizio di “Mani Pulite”, dopo un avvicendarsi di generazioni e fatti storici, si possono fare delle riflessioni senza foga.

La Lega che agitava i cappi in aula oggi si riscopre garantista a suon di referendum , pezzi di centrosinistra ancorati al parlamentarismo un anno e mezzo fa hanno votato per il barbaro taglio dei parlamentari, “l’anticasta” 5 stelle oggi assume la forma di una Balena Bianca che sguazza nei meandri di Montecitorio, il sistema elettorale pseudo maggioritario ha garantito stabilmente la ingovernabilità. Solo degenerazioni e negazioni .

Ogni tentativo a sinistra di ristrutturare una realtà politica si è fondata sul mito del “muro della questione morale contro la destra”, quando in realtà spesso è stata nient’altro che un centrodestra apparentemente depurato con un po’ di catechismo improvvisato.
Il tentativo di “riunire” le anime della sinistra è sempre stato esperito con enormi concili fra capibastone di potentati e feudi, escludendo stabilmente dai processi democratici le fasce sociali e i valori che astrattamente avremmo dovuto rappresentare .

In queste ultime ore si bocciano dei referendum cruciali e ci si scaglia contro la corte costituzionale, in maniera poco consona per un Paese avanzato, quando bisognerebbe attaccare un sistema di partitocrazia (impolitico) incapace di leggere le esigenze del Paese da decenni. Immaginare il referendum come strumento sostitutivo della legislazione ordinaria anziché come arma costituzionale da usare con il bisturi (aborto e divorzio grazie al coraggio dei laici) , è sintomo di una crisi enorme del sistema istituzionale le cui metastasi divorano ogni apparato.
Al netto di questo i cittadini si troveranno privati del voto referendario, davanti ad un parlamento atavicamente incapace di legiferare e intento solo a ratificare come un CDA. Ennesimo cortocircuito in cui la Corte costituzionale è solo organo mediaticamente più facile da colpire.

I magistrati di Tangentopoli, dopo la celebrazione di processi sopra ogni margine dello Stato di diritto e con un mastodontico apparato mediatico, hanno avuto percorsi diversi: chi ha perserverato, chi ha ammesso colpe e chi ha aperto la consuetudine di lanciarsi in politica dopo la popolarità acquisita nelle indagini come solo in un Paese con una fragilissima democrazia sarebbe potuto accadere. Qualcuno ha creato partitelli che non hanno nulla a che invidiare all’abigeato parlamentare praticato dal sempreverde professionista del nulla Mastella.

In questi trenta anni fino ai fatti delle ultime ore possiamo allora tirare le somme e avere in mente due punti essenziali: il primo è che fornire risposte morali ai problemi politici ha inaridito e svuotato il dibattito politico di questo Paese con una terribile gara alla purezza, devastando una cultura politica e consegnandoci alla cultura politica del pragmatismo giornaliero improvvisato .
Il secondo è che in un quadro democratico non abbiamo alcuna alternativa a un sistema fondato sui partiti e che gli orrendi cartelli elettorali di questo trentennio hanno mostrato il rigor Mortis della democrazia al Mondo.

A trent’anni da cappi, manette, monetine e tanti altri circensi gesti scientificamente perseguiti in nome di un processo morale alla politica abbiamo il dovere di immaginare la revisione radicale delle strutture democratiche di questo Paese e di trovare gli strumenti politici per il coinvolgimento effettivo della popolazione nei processi decisionali e democratici, che non può avvenire senza partiti ….

Dopo anni in cui ci siamo inventati famiglie partitiche senza alcun ancoraggio politico : i “moderati” e i “democratici “, oggi i “riformisti” e i “progressisti” , è necessario rinvenire quelle radici politiche che gridano vendetta e dire che la politica è divisione e non “unità” che non sarà mai un valore politico a se stante .
Nonostante tutto e tutti, non possiamo e dobbiamo rinunciare ad essere socialisti .

E no, non festeggerò per il rinvio a giudizio di Piercamillo Davigo perché il garantismo non va a targhe alterne e cioè è quello che distingue chi vuole ripristinare il dibattito politico da chi vuole il giustizialismo contro i giustizialisti per un po’ di vento in poppa.

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all’aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it – Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s’impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Clicky

 



Clicky

 

Di Autore/i esterno/i

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.