bandiere rifondazione 360 260

PRC FROSINONE

Richiesta sospensione procedimento autorizzativo

bandiere rifondazione 360 260All’indomani della bella manifestazione pubblica di San Vittore del Lazio, contro l’ampliamento dell’inceneritore di rifiuti ACEA, in cui hanno fatto spicco le dichiarazioni e le preoccupanti informazioni rese dai “Medici per l’Ambiente”, Rifondazione Comunista lancia un appello ai Sindaci del Sud Lazio che saranno parte in causa nella ultima riunione della Conferenza dei Servizi, convocata giovedì 16 presso la Regione Lazio.

E’ questa l’ultima occasione per far seguire alle parole i fatti, percorrendo ogni via utile a scongiurare la iattura costituita dal progetto ACEA di realizzazione della QUARTA LINEA di combustione dei rifiuti. Per questo motivo chiediamo che i Sindaci, massime autorità sanitarie del territorio da loro amministrato, propongano in apertura dei lavori la sospensione del procedimento autorizzativo al fine di operare i necessari approfondimenti, ed in considerazione del fatto che il via libera alla quarta linea costituisce una grave ammissione di colpa da parte della Regione e di Roma Capitale, che continua a destinare contro ogni previsione di legge una enorme quantità di rifiuti non differenziati (ben oltre il 35% consentito) all’incenerimento fuori ambito, in un contesto territoriale in cui le polveri sottili in atmosfera sono ai livelli massimi certificati da ARPA Lazio e le patologie correlabili hanno una incidenza superiore alla norma.

Autorizzare e realizzare l’ampliamento dell’impianto, CHE E’ GIA’ ORA SOVRADIMENSIONATO, come se San Vittore del Lazio fosse l’unico sito idoneo della Regione in una sorta di cinico accanimento, significa una sola cosa: Roma e la Regione Lazio non hanno alcuna volontà nei prossimi anni a venire di attuare una regolare raccolta differenziata dei rifiuti, né di minimizzare lo scarto finale costituito dalla frazione indifferenziata. La grande massa fuori norma di rifiuti indifferenziati, trattati in impianti TMB, prende la via del sud e finisce e finirà dunque inesorabilmente nei forni e nei polmoni degli sfortunati abitanti del cassinate, dell’alto casertano e del basso Molise, se i fatti non seguiranno le parole.

Vogliamo sottolineare e porre all’attenzione di tutti, infine, che l’ampliamento dell’impianto appare peraltro tecnicamente ingiustificato. 2.500.000 cittadini romani, nella peggiore delle ipotesi immaginabile, dovrebbero produrre, in presenza di una sufficiente Raccolta Differenziata, circa 270.000 tonnellate l’anno di rifiuti urbani combustibili, indifferenziati. Queste 270.000 t/a sommate alle circa 55.000 tonnellate l’anno prodotte dai cittadini della provincia di Frosinone fano 325.000 t/anno circa di CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti), largamente rientranti nella capacità delle tre linee di combustione già esistenti. Vorremmo che qualcuno argomentasse bene questa incongruenza.
Frosinone, 15 Dicembre 2021

Per la Segreteria Provinciale Roberto D’aliesio

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