Cera il relitto di via Morolense foto di Paride Claroni Sopra il REMS come sarà min

 PROGETTO NUOVA R.E.M.S

Oltre 10.000 metri cubi di cemento per la nuova R.E.M.S

di Egidio Pizzuti
Cera il relitto di via Morolense foto di Paride Claroni Sopra il REMS come sarà minUn silenzio insopportabile ed arrogante, figlio forse della conseguenza di una scelta obbligata arrivata da lontano, ha accompagnato ogni passaggio del progetto nuova R.E.M.S. a Ceccano, lasciando molte domande senza risposta ad alimentare nuove incognite sul futuro socio-economico-ambientale del nostro territorio.

Perché la scelta di Ceccano? Quali le reali motivazioni alla base di questa scelta? Perché decidere la costruzione di una nuova Rems in via Fabrateria Vetus e non procedere con il recupero dell’ala Mosconi al Santa Maria della Pietà oppure all’adeguamento con ampliamento dell’attuale sede provvisoria? Come, quando e perché si è deciso di aumentare la cubatura e la capienza del progetto passando rispettivamente da uno a due moduli e da 20 a 40 ospiti? Trattandosi di una costruzione “molto particolare” perché non è stato preparato un plastico da presentare in anteprima? Perché la popolazione non è stata adeguatamente informata e aggiornata o resa partecipe di questo importante progetto?

Domande ormai inutili, e come detto destinate a rimanere senza una risposta, spazzate via dall’entrata in azione delle ruspe e che i camion betoniera, tempo qualche giorno, seppelliranno definitivamente sotto una colata di oltre 10.000 metri cubi di cemento necessari alla costruzione della nuova Residenza per l’Esecuzione di Misure per la Sicurezza.

La R.E.M.S. dopo la chiusura degli OPG (Ospedale Psichiatrico Giudiziario) rappresenta senza alcuna ombra di dubbio una conquista di civiltà nella difesa dei diritti del malato delinquente non più da isolare ma da custodire e curare, anche se rimane alto il rischio che vuoti legislativi, interpretazioni di leggi o regolamenti, conflitti tra competenze o repentini ribaltamenti della scuola di pensiero possano nel tempo trasformarla in una succursale di qualche penitenziario.

Questa del superamento definitivo degli OPG è una strada ancora lunga e tortuosa con una storia tutta da scrivere e da riscrivere, ad oggi l’unica certezza è che “abbattuto un mostro se ne costruisce un altro” in barba a tutti i bei discorsi sull’ambiente e sulla difesa del territorio somministrati a dose giornaliera a mezzo stampa e soprattutto social.

Nulla di cui meravigliarsi se si pensa che in passato non si è esitato a spianare rocce naturali o abbattere un ex cinema (privato) per costruire anonimi appartamenti, e che oggi è sufficiente piantare un albero, raccogliere una bottiglia di plastica, pulire un parco per scambiare un po’ di giardinaggio con una seria e programmata politica ambientale.

Mentre ci sono un fiume, che da decenni, continua a scorrere portandosi dietro un pesante carico di morte e una fabbrica sempre più fatiscente la cui quotidiana erosione contribuisce ad impollinare l’aria di polveri sottili miscelandole a quelle provenienti dalle tante costruzioni dimenticate ricoperte di amianto.

La difesa, il recupero l’uso del territorio sono caratteristiche non secondarie della Transizione Ecologica, ad oggi considerata la bussola da seguire per ogni futura decisione in materia di ambiente, la costruzione della nuova R.E.M.S. in via Fabrateria Vetus, contrariamente a quanto indicato va invece ad aggiungersi agli altri fattori di degrado causati da azione umana come, nella fattispecie, il consumo di suolo a scapito di nuovo cemento.

Da troppo tempo l’impotenza delle varie amministrazioni, anche dinanzi a scelte calate dall’alto come la REMS, ha determinato una grave mancanza di progetti organici, tagliati e cuciti a misura di territorio con conseguente perdita di nuovi investimenti, finanziamenti, ma soprattutto della carica propulsiva necessaria a dare finalmente una prospettiva di futuro al Paese.

La situazione oggi è tale che diventa di vitale importanza l’abbandono da parte di tutti del quotidiano esercizio teorico sulle belle intenzioni, tipico delle compagne elettorali, per prepararsi ad afferrare il treno del PNRR, l’unico mezzo a disposizione che può tirare fuori il Paese dalle attuali sabbie mobili.

 

 

 

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