PRC-SE – PARTITI
Per la progressiva dismissione di impianti di “termovalorizzazione” e discariche
Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea interviene sullo scottante tema Rifiuti, a seguito del parere favorevole reso dall’Area Rifuti della Regione Lazio in merito al progetto di ampliamento del megaimpianto di incenerimento di San Vittore del Lazio, indicato quale soluzione alle attuali criticità di gestione del ciclo dei rifiuti romani.
E’ noto che la raccolta differenziata a Roma Capitale si attesta intorno a percentuali largamente insufficienti, ampiamente al di sotto del 65% fissato quale obiettivo minimo dalla normativa vigente. La modalità di raccolta tramite contenitori stradali, inoltre, pregiudica la qualità e la purezza del poco materiale differenziato, non consentendone il pieno riciclo.
In questo disarmante contesto si inseriscono le inaccettabili soluzioni prospettate nel breve termine dalla ACEA, titolare del mega-inceneritore, che ritiene di poter definitivamente sacrificare la salute della popolazione del Sud Lazio ad uso e consumo del potere capitolino, facendo pagare ad altri, ancora una volta, l’inefficacia del governo romano.
Il territorio frusinate ospita a San Vittore del Lazio un colossale impianto di incenerimento dei rifiuti urbani, l’unico attivo nel Lazio, che già consta di ben 3 linee di combustione, e che brucia ogni giorno la mostruosa quantità di rifiuti pari ad una palazzina di tre piani di altezza (circa un milione e 250.000 chili al giorno – 1.250.000 Kg !).
L’ARPA Lazio, nei suoi bollettini ufficiali giornalieri, certifica costantemente da anni il triste e mortifero record negativo costituito dai valori di PM 2,5, particolato atmosferico ultrasottile, nel Comune di Cassino, a ridosso del quale si erge il megainceneritore. Queste polveri venefiche, derivanti da combustione, ristagnano nell’aria cassinate per lunghi periodi, superando spesso il valore limite stabilito dalla normativa nazionale ed europea (20 microgrammi per metro cubo). I report di ARPA Lazio attestano che nessun altro Comune della Regione, Roma compresa, presenta valori così costantemente allarmanti e fuori norma.
L’inquinamento atmosferico è il più grande rischio ambientale per la salute umana, insieme ai connessi cambiamenti climatici. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha appena pubblicato le nuove linee guida sulla qualità dell’aria. I limiti agli agenti inquinanti sono molto più stringenti rispetto al passato, poiché si è rilevato che l’inquinamento atmosferico provoca gravi danni alla salute a concentrazioni ben più basse di quelle recate dalle norme attuali.
In particolare, il livello massimo ammissibile di PM 2,5 è stato dimezzato, passando a soli 5 (CINQUE) microgrammi per metro cubo, contro il vecchio valore OMS di 10, e contro quello di 20 che rappresenta il valore medio segnato dalle rilevazioni attuate dall’ARPA a Cassino.
L’OMS avverte che il mancato rispetto delle linee guida comporta un grave fattore di rischio per la salute. Uno studio pubblicato all’inizio del 2021 da ricercatori britannici e statunitensi ha rilevato che nel 2018 queste polveri sottili hanno causato circa 8,7 milioni di vittime.
Nel settembre del 2020 il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti della Regione Lazio, recependo le indicazioni del Testo unico in materia ambientale (art. 182 bis – “Principi di autosufficienza e prossimità”), ha definito gli Ambiti Territoriali Ottimali per la gestione dei rifiuti. In questa ottica programmatoria gli impianti siti nel territorio provinciale di Frosinone devono servire esclusivamente la popolazione residente, pari a circa 500.000 unità, rendendo in tal modo compatibile l’impatto sull’Ambiente e sulla Salute. In manifesta violazione di questi fondamentali principi normativi l’ACEA, gestore del megainceneritore, ritiene invece addirittura di poter realizzare ed attivare una quarta linea di combustione a San Vittore, destinata (udite udite) a bruciare anche i fanghi che per la loro tossicità non possono trovare impiego in agricoltura.
Il nuovo limite OMS di 5 microgrammi per metro cubo impone di rivedere immediatamente i progetti e gli orientamenti espressi, bloccando l’iter autorizzativo della quarta linea di combustione e rendendo immediatamente operativi gli ATO disegnati nel Piano Rifiuti regionale, per la gestione dei rifuti urbani in ambiti territoriali compatibili . In caso contrario si potrebbe configurare, a questo punto, un vero e proprio affronto alla salute dei cittadini del Sud Lazio.
Rifondazione Comunista ritiene necessario e non rinviabile il potenziamento della raccolta differenziata porta a porta e la progressiva dismissione degli impianti di “termovalorizzazione” e delle discariche, attuando in modo organico la Riduzione, il Riutilizzo e il Riciclo dei rifiuti urbani (Strategia 3R), considerati non più come una fonte di denaro e di veleni ma come una risorsa preziosa da trattare in armonia con l’Ambiente e la Salute.
Frosinone , 16 Novembre 2021
Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Frosinone
Per La Segreteria Roberto D’Aliesio
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